
Secondo quanto riporta “La Stampa” la prova arriva dal test del Dna, anche se la donna continua a negare. Questo ulteriore elemento farebbe crollare l’affidabilità della Arzuffi e ora gli inquirenti mettono in dubbio le sue dichiarazioni in merito al non aver avvertito il muratore di Mapello dopo il test.
Secondo quanto riportato dal quotidiano il padre naturale del terzo figlio della Arzulli non è Giovanni Bossetti e neppure Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno. Il pm Letizia Ruggeri durante l’interrogatorio del 6 agosto aveva chiesto al presunto killer di Yara: Ma lei lo sa che neppure suo fratello è figlio di Giovanni Bossetti?. E la risposta del muratore di Mapello era stata: No, non so nulla e neppure ci credo. Non può essere vero. A questo punto nuove ombre ricadono sulla figura della Arzuffi e di una sua complicità nell’omicidio di Yara.