Editoriali

Pierluigi Montani al Chiostro Dei Glicini

racconti_dell_essenzialeCalice Ligure- Il gallerista calicese Daniele Decia organizza a Milano una personale dell’ artista piacentino Pierluigi Montani. In mostra da sabato nel suggestivo Chiostro dei Glicini, presso la Società Umanitaria di Milano in Via San Barnaba, 48, ci saranno
dipinti e sculture di Pierluigi Montani. “ Si tratta- ci ha detto Decia- di una occasione imperdibile per gli appassionati d’arte per ammirare le opere di questo interessante e poliedrico artista- architetto”. Pierluigi Montani, piacentino, di formazione artistica in arte applicata e laureato in Architettura al Politecnico di Milano, ha al suo attivo molte collettive e personali di rilievo.

“ Le radici del suo percorso artistico- dice la critica d’arte Clara Carpanini- risalgono alla stagione informale di cui recupera, soprattutto una particolare attenzione per la fisicità dell’opera insieme alla spiccata sensibilità cromatica, qui giocata principalmente sui toni verde-azzurri”. La mostra, organizzata dalla Fondazione D’ARS Oscar Signorini resterà aperta fino al 24 ottobre tutti i giorni dalle 10 alle 20. Sarebbe un errore, nell’avvicinarsi alle opere di Montani, fermarsi alla superficie pittorica e non andare oltre: “ Quelle di Montani – scrive il curatore Alessandro Azzoni nella sua lettura critica- –sono opere dalle quali distillare un elisir di memoria, seguendo allusioni alla ricetta che l’artista vi ha celato. Non solo quindi dipinti animati da una precisa ricerca estetica e tecnica, ma anche dai silenzi di una riflessione sul sé e sul sociale, che porta l’artista a graffiare in controluce un percorso, quello del suo Io personale, o della condizione umana. Ogni spettatore vi troverà il suo racconto, se saprà ricollegarne le tracce disseminate nell’immagine, e seguirne le ombre impresse nei colori”. Hanno anche lodato Pierluigi Montani nei loro scritti i giornalisti Pascal Mc Lee ed Adalberto Guzzinati ed il gallerista ed editor genovese Armando D’ Amaro: “ Si tratta- conclude D’Amaro- di un artista che fa uso non solo in modo magistrale del colore, ma che denota una spiccata sensibilità unita ad una non comune profondità introspettiva”.

CLAUDIO ALMANZI

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