
Nello stesso discorso SM il Re Mohammed VI ha invitato l’apertura di un dialogo nazionale sincero e di un dibattito responsabile e serio sulle differenti idee e concezioni in vista di elaborare delle risposte chiare a tutte le questioni e le preoccupazioni delle popolazioni della regione del Sahara, nella cornice dell’unità nazionale e dell’integrità territoriale del paese. Il Sovrano intende, quindi, di attuare la regionalizzazione avanzata nel 2015 e il nuovo modello di sviluppo, in una cornice di trasparenza, di responsabilità e di uguaglianza delle chance, ingaggiando, per la stessa opportunità, il settore privato ad implicarsi di più nello sviluppo delle province del Sud. Evidenziando le numerose realizzazioni nei vari campi in Sahara dal suo recupero nel 1975, ha affermato che i cantieri che saranno impegnati l’anno prossimo, dovrebbero essere determinanti per l’avvenire della regione. SM il Re ha, tuttavia, fa sapere che questa regionalizzazione non si ridursi ai testi giuridici ed al trasferimento, del centro verso le regioni, delle risorse materiali ed umane, ma sarà fondata invece sul patriottismo sincero che implica un attaccamento all’integrità territoriale del Marocco. “Vogliamo zone e regioni solidali, complementari che si aiutano e si sostengono reciprocamente”, perché i marocchini costituiscono una “mescolanza di civiltà autentica tra tutti i componenti dell’identità marocchina”, ha affermato il Sovrano.
Nel discorso del Sovrano sono individuati i sacrifici dell’insieme dei marocchini per il Sahara, durante quaranta anni, per “ricuperare la terra, liberare l’uomo, restituire la sua dignità al cittadino marocchino in Sahara, guadagnare il suo cuore e rafforzare il suo attaccamento alla sua Patria, perché la questione del Sahara non è solo dei saharawi ma di tutti i Marocchini, è una questione di esistenza e non è una questione di frontiere, il Marocco resterà nel suo Sahara e il Sahara rimarrà nel suo Marocco alla fine dei tempi”. Le differenti forme di sacrifici che “dal recupero del Sahara, per ogni dirham delle ricette della regione, il Marocco investe 7 dirham nel suo Sahara, nella cornice della solidarietà tra le sue regioni e tra i cittadini della Patria unita”. Gli indicatori di sviluppo umano nella regione che erano, nel 1975, inferiori di 6 per cento rispetto alle regioni del Nord del Marocco, e di 51 per cento rispetto alla media nazionale in Spagna, oggi superano parecchio la media delle altre regioni del Regno. “Ecco, perché io dico, in tutta responsabilità, che c’è abbastanza mistificazione su un preteso sfruttamento del Marocco delle ricchezze della regione”, ha detto il Sovrano, sottolineando che “è un dato di fatto ciò che produce il Sahara non basta a soddisfare i bisogni di base delle sue popolazioni e che i marocchini hanno sopportato i costi di sviluppo delle Province del Sud dando delle loro tasche, e prelevando sui mezzi di sussistenza dei loro figli, affinché tutti i loro fratelli del Sud possano vivere in dignità”.