Mediterranews

Prestiti per start-up, in arrivo finanziamenti agevolati

Fino a 1,5 milioni di euro di prestiti per start-up innovative. Il nuovo decreto ministeriale a sostegno di progetti nazionali

L’involuzione dei mercati e la conseguente contrazione delle piccole e medie imprese ha prosciugato il territorio nazionale della linfa economica e sociale che ha alimentato il sistema italiano da sempre. Al contempo, anche i rapporti fra imprenditori e istituti di credito si sono deteriorati nel tempo, con i primi a limitare la domanda di finanziamento e i secondi che hanno innalzato i tassi d’interesse e la quantità di richieste rigettate. Internet ha sostenuto fin quanto possibile le PMI di casa nostra, fornendo loro uno strumento attraverso cui porre i prestiti IBL Banca a confronto con quelli di Agos o Findomestic, con l’obiettivo di individuare le condizioni di finanziamento più favorevoli. Il problema, però, richiede un intervento istituzionale risolutivo, che finalmente sembra giungere.

Il Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 24 settembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 13 novembre scorso (Serie Generale, n. 264), ha provveduto al riordino del vecchio provvedimento ‘Smart&Start’, il quale poneva in essere una serie di sostentamenti finanziari riservati a progetti realizzati del Mezzogiorno. Attraverso il nuovo decreto ministeriale, invece, vengono messi a disposizione prestiti per start-up dalla portata innovativa in tutta la nazione.

I prestiti per le start-up italiane sono riservati alle sole aziende nate entro gli ultimi 4 anni con sede, sia legale che operativa, all’interno del territorio italiano. I finanziamenti saranno compresi tra un minimo di 100 mila euro e un massimo di 1,5 milioni, per un massimo del 70% di copertura dell’investimento totale (che può arrivare fino all’80% nel caso di progetti al femminile, sostenuti da giovani o che presentino al proprio interno almeno un dottore di ricerca italiano rientrato dall’estero) e possono essere concessi per attività di qualsiasi settore, esclusi quelli agricolo, del carbone e di export. Le aziende del Sud e quelle realizzate all’interno della zona sismica dell’Abruzzo potranno contare su un ulteriore finanziamento del 20% a fondo perduto a sostegno dei costi ammissibili (la cui definizione è stata elaborata dall’Unione Europea e prevede, nella sua struttura legale, che si tratti di costi effettivi, comprovabili, riferiti al periodo di vigilanza della concessione fondiaria, contabilizzati).

I prestiti per start-up regolamentati dal nuovo decreto prevedono un finanziamento a tasso zero da restituire entro dieci anni dalla concessione. Le categorie escluse, invece, sono quelle non regolarmente iscritte nel registro delle imprese, le società in liquidazione o sottoposte a procedura fallimentare, le aziende insolventi di fondi europei già ricevuti.

Le domande di prestito saranno gestite dall’ente governativo Invitalia, lo stesso che si occupava del vecchio progetto Smart&Start, da inoltrare esclusivamente in modalità online nei tempi – ancora da indicare – segnalati dalla circolare ministeriale prossimamente emanata.

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