Editoriali

Al via domani sabato 8 novembre, anche il secondo appuntamento con il progetto #ChiaveUmbra

download (6)#CHIAVEUMBRA prosegue con il suo progetto di mostra diffusa di arte contemporanea in ambienti poco noti e accessibili sul territorio olivato umbro che diventano visitabili in occasione di Frantoi Aperti, prendendo le navette dirette ai frantoi (servizio navetta tel 334 9140304), dai borghi aderenti.

In questo secondo fine settimana di Frantoi Aperti – 8 e 9 novembre 2014 – ad essere coinvolti dalle esposizioni itineranti saranno i comuni di Foligno dove si aprirà eccezionalmente un vecchio fondo della Comunanza Agraria di Cancellara, Passignano sul Trasimeno presso l’ex chiesa di san Rocco ora centro multimediale e Castel Ritaldi presso l’ex chiesa di San Nicola.


A FOLIGNO in occasione di “Olio nuovo e Miele in Umbria”, ad essere interessata alla mostra #chiaveumbra sono dei locali di un antico stabile, immerso tra gli ulivi, non distante dal Frantoio Petesse, sito nella piccola frazione Cancellara di proprietà della Comunanza Agraria.

Il luogo è uno stabile finemente restaurato che rievoca nella sua stessa struttura i fondamenti della cultura contadina umbra. Tre sale in pietra locale che presentano, in un alternarsi di nicchie ed anfratti, forni, lavatoi, una vecchia mangiatoia, grotte per la stagionatura dei salumi (o per nascondervi qualcuno in tempo di guerra?). Ad esporvi sarà l’artista Virginia Ryan [Canberra-Australia, 1956. Vive a Trevi (PG) e Abidjan, Costa D’Avorio] che ormai da anni vive a Trevi (PG). Ha una produzione estremamente varia che spazia dalla pittura alla scultura all’installazione. Qui espone “Nascita Project”. Parte di una ricerca ben più ampia che l’ha vista operare anche in Puglia e in Campania. Consiste nell’entrare in sinergia con ricamatrici locali per produrre lavori tessili fortemente connessi al concetto di identità. A Foligno, nel 2009 l’artista ha coinvolto un gruppo di ricamatrici (del Laboratorio Tessile di Alice guidato da Rosalba Pepi). Con esse ha ricamato una striscia di tessuto lunga 7 m. ed alta 40 cm. Il tema assegnato è la nascita. Il lavoro viene eseguito su un panno stretto e lungo simile a quello usato fino agli anni ’50 del secolo scorso per fasciare i neonati; simbolo di cura per la nuova vita e di ataviche occupazioni femminili, il più delle volte ricamati, in filo rosso, simboli religiosi a protezione della creatura appena nata. Virginia Ryan sovente opera entrando in relazione con artisti e altre persone dei luoghi in cui opera. Spesso i suoi lavori sono frutto di un impegno corale di cui lei è la regista.

A Passignano sul Trasimeno, in occasione della manifestazione “OliAMO” ad essere aperta sarà l’ex chiesa di san Rocco ora centro multimediale.

L’edificio si trova all’interno di Passignano, immediatamente sotto la rocca cittadina e risale al XVI sec. Presenta una bella facciata rinascimentale con un doppio portone a pietra arenaria. Fu sede della Confraternita della buona morte e di San Rocco (1563). Ad esporvi è l’artista magionese Giorgio Lupattelli. Onnivoro predatore della realtà filtrata dai media, nel suo lavoro intercetta simboli, immagini, personaggi e situazioni dell’immaginario mediatico remixandoli in modo del tutto personale. Può operare con pittura, disegno, video o installazioni. Ma il suo mondo è comunque un meccanismo di nessi e citazioni che gli servono ad articolare discorsi sulla vita, la morte, la scienza. Nell’ex Chiesa di San Rocco, presenta due lavori realizzati in momenti diversi e qui fusi in un’unica installazione video a più canali. Un video a colori, con riprese di pascoli girate nel territorio di Passignano, si abbina ad un video che miscela scene in B/N dell’Intervallo (l’intermezzo televisivo tra le trasmissioni degli anni ’70) a sequenze che rappresentano forme di aggregazione umane più aliene e alienanti. Il flusso di immagini dà adito ad una riflessione sull’evolversi delle “greggi” umane. Culmina, sul finale, sull’immagine della pecora Dolly, la prima pecora clonata. Presagio di ulteriori sviluppi nelle dinamiche della congerie umana. Giorgio Lupattelli è artista di rilievo che opera da anni in contesto nazionale. Tuttavia non trascura il suo territorio supportando la comunità locale nelle manifestazioni culturali e artistiche.

A Castel Ritaldi, in occasione di “Frantoiotipico” ad essere aperta sarà l’ex chiesa di San Nicola. Pittoresco borgo e “paese delle fiabe”, Castel Ritaldi è di origine romana. La cittadina presenta sulla piazza principale un castello (XIII sec.) e due chiese. La chiesa di San Nicola, attualmente sconsacrata, è oggi saltuariamente adibita a luogo espositivo. Si trova affacciata direttamente sulla piazza principale e si offre nella sua austera ed intima bellezza. Ha una porta scolpita a testine di serafini di stile cinquecentesco, datata 1486 con la legenda “Hoc opus fieri fecit Franciscus Baract”. All’interno vi sono frammentari affreschi attribuibili allo Spagna e ai suoi discepoli.

Ad esporvi è l’artista Jeffrey Isaac, originario di New York ma che risiede ormai da lunghissimo tempo a Castel Ritaldi. Artista noto per una forte vena ironica, lavora da tempo sul rapporto tra figura e sfondo creando contesti visivi surreali e impropri. Realizza opere di forte impatto visivo e narrativo usando prevalentemente pittura e video. In esse realtà e paradosso si fondono grazie a giochi di sovrapposizione, decontestualizzazione e un uso del tutto non convenzionale delle tecniche. Il lavoro presentato a Castel Ritaldi lo vede impegnato nella realizzazione di forme bidimensionali sagomate fuori scala che colloca poi a gruppi nello spazio. L’orchestrazione delle figure e dello spazio crea nel riguardante stravaganti e incongrue associazioni mentali. Un invito nel paese della fiaba alla libera produzione narrativa.

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