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Dipendenza da smartphone: mai più grazie a Moment, l’app che ci controlla

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Negli Stati Uniti le persone in media usano il cellulare per 60 ore alla settimana: ma la dipendenza da smartphone è risolvibile grazie a Moment

Negli anni Ottanta tutti avevano il Walkman, lanciato dalla Sony nel 1979 e diventato subito un must-have, negli anni Novanta è arrivata la Play Station, e negli anni Duemila arrivano gli smartphone, dei cellulari che fanno anche da computer, lettori digitali di musica, e da tempo più recente fungono anche da carte di credito. Non sorprende quindi che tutti ne abbiano (almeno) uno e che lo si cambi spesso per stare al passo coi tempi. Ma per fare una scelta ponderata è consigliabile informarsi sugli smartphone in modo da capire cosa offre il mercato.

Il problema che si presenta oggi, però, è la dipendenza da smartphone: se l’utilizzo diffuso dei Walkman vent’anni fa non era deleterio, perché non era uno strumento che alienava le persone e le chiudeva nel loro mondo, il fenomeno smartphone lo è, come dimostra il rapporto di Nielsen per il 2014, valido per i cittadini americani, ma facilmente trasportabile da questa parte dell’oceano. Secondo Nielsen, infatti, dal momento che negli ultimi anni è esploso il numero di dispositivi digitali e piattaforme a cui i consumatori hanno accesso, il tempo che si passa usandoli è sempre maggiore: il consumatore medio trascorre 60 ore alla settimana tra smartphone, tablet, computer e televisione.

E visto che spesso non ci si rende conto di quanto tempo si passa (si spreca) a consultare la propria casella di posta, a vedere cosa è stato pubblicato su Facebook dai propri amici, e a sfruttare le miriadi di app scaricate sul proprio smartphone, la soluzione è stata inventata da Kevin Holesh, 25 anni, un User Interface designer di Pittsburgh, Pennsylvania, che ha inventato Moment, l’app il cui motto è “Put down your phone and get back to your life”.

Moment è stata studiata per essere invisibile e per non essere usata in modo attivo, per cui una volta installata e attivata, non dovrà più essere usata. Nel senso che lavora dietro le quinte, registrando l’uso del telefono che viene fatto giornalmente, e segnalando con un avviso il momento in cui si raggiunge la soglia prestabilita di tempo passato a guardare il telefono per vedere se ci sono notifiche o novità su e-mail, WhatsApp e social network.

 

L’obiettivo di Moment non è quello di farci spegnere il telefono e andare a fare gli eremiti, al contrario, è quello di responsabilizzare le persone e bilanciare la loro vita. E il fatto che l’app sia stata inventata da un ragazzo molto giovane è indicativa, perché significa che nel mondo in cui vive si è accorto di quali sono le tendenze delle persone. Non bisogna usare il telefono come se la vita si svolgesse sui social network o sul web, perché la vita è intorno a noi, e dovremmo guardarci in giro un po’ di più.

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