Economia

Ferriera di Trieste: sforamenti di ottobre 2014 – Interrogazione dd 28 novembre 2014

wpid-7645-ambiente-tajani-a-zanoni-italia-responsabile-ferriera-trieste  Interrogazione a risposta in commissione

PRODANI.
– Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare
– Per sapere
– premesso che:

il 28 luglio c. a. Siderurgica Triestina, società del Gruppo Arvedi, ha formalizzato a Piombino (Livorno) la proposta di acquisto dello stabilimento siderurgico della Ferriera di Servola (Trieste), a seguito del riconoscimento dell’area di crisi complessa avvenuta con il decreto legge sulle emergenze ambientali (n. 43/2013) e del decreto-legge «Destinazione Italia» (n. 145 del 2013) che ha previsto interventi specifici;

il 6 ottobre scorso, dopo la gestione commissariale straordinaria di Piero nardi, la Ferriera è stata formalmente acquisita dalla società controllata dal gruppo Arvedi ad un prezzo ancora oggi non reso pubblico;

Siderurgica Triestina è una società completamente controllata da Finarvedi – l’anno scorso dichiarava un capitale sociale di 50.000 euro – che ha come amministratore unico Francesco Rosato, l’ex direttore della Ferriera che ha anche fornito al Comune di Trieste la consulenza proprio per il progetto di riconversione industriale dell’area in oggetto;

lo stesso Rosato è stato rinviato a giudizio dal giudice Luigi Dainotti del tribunale di Trieste nell’aprile 2013 a seguito dell’inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti dello stabilimento, per fatti compiuti quando ne era direttore;

il 5 novembre c. a. il quotidiano Il Piccolo di Trieste ha pubblicato l’articolo intitolato “Ferriera, Rosato indagato per 8 episodi di inquinamento” che riporta l’esito degli accertamenti compiuti dal consulente Marco Boscolo per conto del pm Federico Frezza della Procura della Repubblica di Trieste, in relazione alle indagini avviate nell’agosto del 2013 sull’inquinamento prodotto dall’impianto di Servola;

Boscolo, incaricato di monitorare il livello degli sforamenti prima che subentrasse la gestione Arvedi, ha riportato ben otto episodi di fuoriuscite di fumi e polveri dallo stabilimento triestino, che evidenzierebbero come fino ad oggi lo stabilimento non sia stato messo a norma;

secondo Frezza sarebbero emerse responsabilità riguardo alle emissioni prodotte dalla cokeria, visto che non sarebbe stata effettuata una manutenzione adeguata e non sarebbero state curate una serie di operazioni tecniche che avrebbero dovuto evitare o limitare i problemi di inquinamento;

Rosato, in base alla ricostruzione del pm, sarebbe responsabile di una serie di violazioni commesse per colpa – quando era a capo dello stabilimento – come l’omesso e doveroso controllo del ciclo produttivo, la mancata adozione dei migliori apparati anti inquinamento, la carente o ritardata manutenzione di alcune parti dell’impianto della cokeria e il mancato rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale all’epoca in vigore;

come riportato da Boscolo a seguito degli accertamenti tecnici compiuti nello stabilimento siderurgico, dal 6  al 16 ottobre scorso dall’impianto sono fuoriusciti fumi dal piano di caricamento del fossile che, rilevati dalla centralina di San Lorenzo in Selva, hanno innalzato il livello orario medio di benzene fino a 10,6 microgrammi per metro cubo e pm10 a 103,4 microgrammi per metro cubo;

l’esperto incaricato dalla Procura ha anche rilevato una serie di criticità relative ai coperchi dei tubi sulla sommità delle colonne di sviluppo della cokeria. Tali problematiche, secondo Frezza, sarebbero legate alla violazione di disposizioni espressamente previste dall’Autorizzazione integrata ambientale che aveva indicato nell’1% lo sviluppo massimo delle emissioni consentite;

la gravità della situazione è rimarcata dalle dichiarazioni alla stampa del portavoce dell’organizzazione ambientalista Nosmog onlus, Adriano Tasso, secondo il quale “gli abitanti di Servola sono agguerriti e arrabbiati anche perché con l’avvento della nuova proprietà nulla, dal punto di vista ambientale, è cambiato.  La cokeria (maggior produttore di benzoapirene) pur lavorando a regime ridotto e pur essendo l’altoforno fermo, non ha mai smesso di inquinare, nei mesi di maggio e giugno, secondo i dati Arpa, abbiamo avuto diversi sforamenti”;

Rosato, nei primi giorni di novembre, ha ricevuto un invito formale ad essere interrogato dal pm Federico Frezza;

è inaccettabile che in attesa della nuova AIA di responsabilità dell’azienda compratrice Arvedi, non siano state adottate misure per salvaguardare la salute degli operai e degli abitanti delle zone circostanti allo stabilimento -:

se il ministro interrogato sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziativa intenda assumere, di concerto con le autorità regionali e locali competenti, per eliminare i rischi alla salute pubblica legati allo stabilimento della Ferriera.

Fonte: https://arisprodani.wordpress.com/2014/11/28/ferriera-sforamenti-di-ottobre-2014-interrogazione-dd-28-novembre-2014/

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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