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Messina: Polizia trasporta in taxi i tifosi del Catanzaro. Coisp: Incredibile

calcioCalcio, incredibile episodio a Messina dove i tifosi del Catanzaro non hanno trovato il trasporto allo stadio come previsto. La Polizia ha dovuto spostarli in taxi, incidenti dopo 1 chilometro. Il Coisp: “Togliere i Poliziotti dagli stadi!”

“E’ ora di togliere i Poliziotti dagli stadi. E’ ora di dire basta a certe assurdità che continuano a verificarsi con inconcepibile frequenza. Per un motivo o per un altro le Forze dell’Ordine rimangono sempre più esposte a rischi gravissimi anche e soprattutto per responsabilità che non gli competono affatto, e tutto per delle banali partite di calcio. Basta adesso, la misura è colma. L’incredibile episodio di Messina manifesta con tutta la sua forza l’insostenibilità di questo baraccone che è diventato il calcio con tutti gli annessi e connessi: non siamo autisti, non siamo organizzatori di trasporto urbano e non siamo in condizione di operare così. La sicurezza non è un gioco, e così è seriamente compromessa, e quello che dovrebbe essere il solo e vero gioco, il calcio, è unicamente motivo di rischi intollerabili per tutti”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, interviene così a proposito di quanto avvenuto oggi in occasione dell’incontro di calcio Messina-Catanzaro valevole per il campionato “Lega Pro”, considerata partita ad alto rischio per i rapporti tesi tra le due tifoserie.

La tifoseria ospite giunta a Messina non è stata trasportata allo stadio per mancanza degli autobus, come prontamente reso noto con una nota congiunta dal Segretario Generale Provinciale del Coisp di Messina, Gaetano Barbagallo, e dal Segretario Generale Regionale del Coisp Calabria, Giuseppe Brugnano, in cui è spiegato che “la mancanza dei pullman, deriva da un disaccordo tra la società del Messina calcio e la locale Amministrazione comunale” che hanno tenuto un “atteggiamento non collaborativo che collide con le disposizioni emanate dall’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive”.
“Il peso di una situazione letteralmente precipitata, che altri avrebbero dovuto predisporre e garantire, è ovviamente piombato sulle sole spalle degli Appartenenti alla Polizia di Stato – aggiunge Maccari -, che si sono visti costretti a sopperire alle gravissime carenze organizzative predisponendo il trasporto dei tifosi a bordo di taxi, con tutti gli enormi rischi connessi al delirante stato di cose. Come diavolo si dovrebbe garantire un servizio d’ordine ad una carovana di taxi Dio solo lo sa! Neppure a dirlo, dopo appena un chilometro ecco le prime schermaglie con i tifosi siciliani, e la tensione di tutti che è salita alle stelle. Tutti a rischio, tutti in pericolo, tutti abbandonati all’indicibile superficialità ed al menefreghismo di amministratori e società sportive, ma tutti fortunatamente affidati all’incrollabile senso del dovere dei Poliziotti. Solo che quanto accaduto non ci compete e non ci può essere affibbiato. Abbiamo ben altro da fare per questo Paese e siamo stufi di dover sempre rischiare troppo per nulla o, ancora peggio, per le negligenze altrui. Se alla fine di questa assurda giornata qualcosa sarà andato storto – conclude Maccari – la responsabilità sarà tutta di Amministrazione e società calcistica e dovranno essere chiamati a risponderne in tutte le sedi possibili. Ma anche sul ruolo che avrebbe dovuto necessariamente svolgere il Prefetto si nutrono forti e concreti dubbi vista l’incredibile evoluzione della situazione!
I Poliziotti, intanto, devono essere tirati via da quest’inferno che sono diventate le partite di calcio che non meritano assolutamente il nostro sacrificio in questo stato di cose in cui ciascuno pensa solo ai cavoli suoi”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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