Esteri

San Martino in Ungheria stufato d’oca e foie gras per tutti

1009_0e la notte si dorme in caldi e soffici piumoni…

L’Ungheria e’ in Europa un vero baluardo della Cultura Rurale, dove il settore primario e’ ancora tale e dove le persone custodiscono gelosamente le tradizioni. Tra esse quella, a San Martino, di mangiare l’oca: l’animale che secondo la leggenda con il suo starnazzare e sbattere le ali fece scoprire il Santo, nascostosi perche’ per umilta’ non voleva essere proclamato vescovo.

Cosi’, mentre in Italia gli urbani internauti si indignavano per un filmato sulla spiumatura delle oche (estorto con l’inganno ad ignari poveracci in una stalla sperduta chissa’ dove nella puszta ungherese), in Ungheria un po’ ovunque si festeggiava con prelibatezze a base d’oca e foie gras. A Siofok, sul Lago Balaton, e’ stato cucinato e servito uno stufato d’oca di ben 6mila litri e si e’ brindato con tutti i tipi di palinka, alla faccia della Gabanelli e degli animalisti italiani!…

Scherzi a parte, in realta’, praticamente nessuno in Ungheria sa nemmeno dell’esistenza di una polemica in Italia sulla produzione di piumino e i pochi che abbiamo messo al corrente noi nell’apprenderlo si sono fatti grasse risate pensando si trattasse di una burla. Quando abbiamo detto loro che era vero, ci hanno chiesto come sia possibile che in Italia, con i problemi economici che ci sono, alla vista di persone che spinte dalla miseria spiumano un’oca per 30 centesimi ci sia gente che si indigna per la sorte dell’oca, che peraltro ben curata e alimentata rigenera il suo piumino in men che non si dica, ma anche come sia possibile che in Italia ci sia gente che crede che un’azienda, “una”, ammesso che di azienda si trattasse, sia lo specchio di un intero settore…

La risposta e’ semplice: in Italia molte persone hanno perso il contatto con la realta’ e con le proprie radici, e ci sono lobby che, con la disinformazione e la propaganda, fomentano questo distacco, facendolo passare per civilta’, per sfruttarlo a puri fini di marketing.

Cosi’ oggi in Italia a molti sfugge che in qualsiasi settore e’ possibile che ci siano operatori che lavorano meno bene di altri, ma che per fortuna cio’ non rappresenti la norma. Cosi’ sfugge che nelle produzioni animali, in tutte le produzioni animali, sia proprio la salute e il benessere degli animali a garantire migliori e piu’ abbondanti produzioni, perche’ un animale malato o maltrattato non dara’ mai buone performance.

Ben lo sanno, invece, gli Ungheresi, che a differenza degli Italiani, di oche (ma anche altri animali) ne allevano in gran quantita’ e quindi le vedono dal vivo tutti i giorni e non sporadicamente attraverso telecamere animaliste. Da loro ben difficilmente si bloccherebbe l’attivita’ di un’azienda che “rende”, mai e poi mai sequestrandogli gli animali per darli ad un’associazione animalista che “costa”. Si perseguono, invece, i delinquenti che si introducono in una proprieta’ privata per filmare o fotografare qualche animale malato o ferito, che su migliaia ci puo’ essere benissimo, con lo scopo di raccontare che sono tutti cosi’…

E’ questione di Cultura, che da noi si sta perdendo e che invece dobbiamo impegnarsi a recuperare, difendere e promuovere, perche’ e’ una falsa civilta’ quella che rinnega la Cultura Rurale.

Massimiliano Filippi
Segretario Generale FederFauna
Vicepresidente Associazione per la Difesa e la Promozione della Cultura Rurale Onlus

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