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Sclerosi Multipla: da Catania proposta una nuova teoria

238-page-001Durante il VEITH SYMPOSIUM 2014 tenutosi a New York la settimana scorsa, nell’ambito di un’intera sessione dedicata alla CCSVI di Zamboni un team dell’Ospedale Cannizzaro di Catania ha presentato una relazione intitolata “Il muscolo omoioideo può essere una causa di compressione venosa che conduce alla CCSVI: documentazione e rilievo della resezione“.

Secondo il Dr. Alberto Lomeo, nel corso degli studi ecodoppler per la diagnosi di CCSVI è stata notata spesso una compressione della vena giugulare interna dal complesso del muscolo omoioideo-sternocleidomastoideo; inoltre la compressione modificava i criteri per la diagnosi secondo il metodo Zamboni. Per questo motivo, sono stati ideati alcuni esami ecografici dinamici utili per lo studio di questi muscoli, indipendentemente dalla presenza di CCSVI. Visto che i loro esami sono posturali (paziente seduto) e sono fatti analizzando i movimenti dinamici del paziente, non è possibile utilizzare la TC, la RM o la flebografia.

Ogni volta che c’erano risultati positivi è stata eseguita la procedura chirurgica di resezione del muscolo omoioideo, della struttura nervosa cervicale e della fascia cervicale media.

Dal momento che sono stati trattati i primi pazienti, sono stati osservati grandi cambiamenti subito dopo la procedura. 50 pazienti hanno ricevuto un anno di follow-up. Nei pazienti con EDSS grave (7-8) l’EDSS non cambiava ma migliorava la spasticità del collo e dell’arto superiore. I pazienti con EDSS compreso tra 4 e 5,5 hanno visto ridotto il punteggio di 0,5 punti. I pazienti con EDSS tra 1,5 e 3,5 hanno visto ridotto il punteggio di 1 punto. I controlli pre e post-operatori sono stati fatti da fisiatri (?) indipendenti.

Secondo i medici catanesi i danni ai muscoli del collo (causati dalla sclerosi multipla) innescano l’alterazione della modulazione propriocettiva anche a notevole distanza (in particolare il muscolo psoas). E non c’è dubbio che ha anche una notevole influenza sul plesso brachiale. A loro avviso tagliando il muscolo omoioideo non si trattala malattia ma si elimina un innesco.

Gli autori ringraziano per le intuizioni di Zamboni sul fatto che stava succedendo qualcosa di sbagliato nel collo nei pazienti con SM ma pensano che le lesioni neuro-muscolo-fasciali siano responsabil della maggior parte dei sintomi dei pazienti con SM (?) e che la loro procedura sia in grado di trattare tali anomalie.

E’ stato già iniziato uno studio assieme a degli elettrofisiologi per spiegare e dimostrare i loro risultati. I risultati preliminari dello studio sono molto interessanti e verranno portati a New York il prossimo anno.

Fonte: http://www.veithsymposium.org/abstracts/2014/vei/238.pdf

COMMENTO:

I contenuti di questa relazione erano già stati presentati l’anno scorso a Bari durante il congresso della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (SICVE), ma non sono stati ancora pubblicati su alcuna rivista scientifica italiana o straniera.

Purtroppo la presentazione di Bari aveva infatti già evidenziato grossi limiti metodologici, mancando purtroppo di un follow-up completo, basato anche su misure di perfusione cerebrale e su misure di risonanza magnetica dei pazienti trattati.

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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