
L’espressione è diffamatoria perché lascia intendere che io abbia avuto rapporti di corruttela con i protagonisti di questa vicenda.
Voglio, inoltre, sottolineare che la mia elezione a segretario cittadino non è avvenuta tramite “primarie” aperte, perché hanno votato solo gli iscritti al PD e non, dunque, in centomila (“con zingari in code”) di cui leggo in altra parte del medesimo quotidiano. E che sono stato eletto dall’assemblea del PD all’unanimità.
Sono lieto che la Procura della Repubblica di Roma conduca indagini approfondite su tutta la vicenda, e non ho nulla da temere.
I quarant’anni di storia politica limpida e onesta che ho alle spalle non intendo siano infangati da un superficiale linciaggio mediatico.
Per questo propongo querela.
LIONELLO COSENTINO”