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Sclerosi Multipla: rapporto tra accumulo di ferro e lesioni della sostanza bianca

12  E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Journal of Neurology uno studio intitolato “Relationship between iron accumulation and white matter injury in multiple sclerosis: a case-control study” (Rapporto tra accumulo di ferro e lesioni della sostanza bianca nella sclerosi multipla: uno studio caso-controllo).

Secondo alcuni ricercatori americani del NYU Langone Medical Center, nonostante il crescente sviluppo e le applicazioni dell’imaging del ferro, la fisiopatologia dell’accumulo di ferro nella sclerosi multipla (SM), ed il suo ruolo nella progressione della malattia e nello sviluppo di disabilità clinica, sono poco conosciuti. L’obiettivo del loro studio è stato quello di determinare la presenza e l’entità di ferro nelle lesioni visibili in T2 e nella materia grigia e bianca con la risonanza magnetica (MRI) a campo magnetico di correlazione (MFC) e correlarle con le lesioni microscopiche della materia bianca (WM) misurate da imaging con tensore di diffusione (DTI). Si tratta di uno studio caso-controllo con una serie di 31 pazienti con SM clinicamente definita. L’età media era di 39 anni [deviazione standard (SD) = 9,55], con 11 uomini e 20 donne, con una durata media di malattia di 3 anni (range 0-13) e un EDSS medio di 2 (0-4,5). Sono stati reclutati diciassette volontari sani (6 uomini e 11 donne) con un’età media di 36 anni (DS = 11,4). Tutti i soggetti sono stati sottoposti a RM con uno scanner a 3T con sequenza pesate inT2, 3D T1 MPRAGE, MFC, DTI single-shot e T1 dopo mezzo di contrasto. Sono stati calcolati i volumi delle lesioni in T2, la volumetria cervello, i parametri DTI e la quantificazione di ferro e sono state esplorate molteplici correlazioni. E’ stato trovato un aumentato MFC nel putamen (p = 0,061), nel talamo (p = 0.123), nel centrum semiovale (p = 0,053), nel globo pallido (p = 0.008) e nella materia grigia (GM) (p = 0.004) dei pazienti SM rispetto ai controlli. La media lesionale del MFC era 121 s-2 (DS = 67), significativamente inferiore rispetto al MFC della GM (<0.0001). La diffusione media (MD) nella GM era inversamente correlata con il MFC nel centrum semiovale (p <0,001), e nel splenio del corpo calloso (p <0.001). I pazienti con SM hanno ferro aumentato nel globo pallido, putamen e centrum con una tendenza ad un aumento del ferro in tutte le strutture del cervello. Al termine dello studio, secondo gli autori, la valutazione quantitativa del ferro della sostanza bianca e della materia grigia può migliorare la comprensione della fisiopatologia della SM, e potrebbe essere utilizzata come marcatore sostituto della progressione della malattia.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25416468

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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