Una serie di mini-turbine permette di produrre energia anche con vento debole. L’albero eolico è pronto a esordire sul mercato
La crisi porta a rivedere le proprie abitudini di spesa, a ridurre gli sprechi e a stringere la cinghia fin dove è possibile. Il caro-vita sembra inarginabile e si riflette anche nel rincaro delle bollettte di casa. La liberalizzazione del mercato, se non altro, dà ai consumatori la possibilità di limitare il salasso, internet offre piattaforme gratuite dove porre le tariffe Illumia a confronto con quelle di Eni, Enel e gli altri fornitori. Parallelamente cresce in modo esponenziale il settore delle rinnovabili (+16% nel 2014), il quale non cessa di produrre innovazione. L’ultima in ordine di tempo è l’albero eolico, concepito a Parigi e già pronto a fare il proprio esordio.
L’albero eolico si presenta, a livello estetico, come un vero e proprio albero, con tronco, rami e una folta e verde chioma. Le foglie però sono in realtà delle mini-turbine in grado di produrre energia durante tutto l’anno, anche solo con la presenza di una lieve brezza che non supera i 2 metri al secondo. L’albero è alto 11 metri, largo 8 ed è in grado di produrre tra i 3.500 e i 13.500 kWh, a seconda delle condizioni atmosferiche. Le 72 foglie poste perpendicolarmente alla superficie su cui poggia sono in grado trarre energia anche da deboli folate di vento.
Ogni foglia dispone di cavi propri e il generatore di energia e posto in sicurezza mediante una sorta di gabbia in acciaio; in tal modo si pensa di poter risolvere il problema dell’intermittenza che caratterizza gli impianti di produzione di energia eolica.
L’innovazione presenta notevoli punti di forza: a differenza dei tradizionali impianti, l’albero eolico può essere installato all’interno dei contesti urbani poiché non produce alcun tipo di fastidioso rumore ed è, oltretutto, gradevole dal punto di vista estetico. Esso si presenta, in pratica, come il perfetto connubio tra design e utilità, un arredo urbano concepito esattamente per intergrarsi con gli scenari tipici metropolitani. Fermo restando che, come lo stesso inventore ha ricordato, può essere installato davvero ovunque.