
Perciò Co.Mo.Do. ha deciso di riproporre nel 2015, anno europeo del patrimonio industriale, la sua terza“Maratona Ferroviaria” in soli due giorni, lungo il tratto dell’antica “Valigia delle Indie” che percorre la nostra costa adriatica da Rimini a Brindisi. L’occasione consentirà anche, di perseguire l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni delle Regioni attraversate (Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia) sulla necessità di salvaguardare il patrimonio ferroviario italiano, minacciato dai continui tagli imposti dalle condizioni della finanza pubblica e di proporre il treno quale “fil rouge” per scoprire non solo le inestimabili ricchezze naturali ed artistiche di cui l’Italia è particolarmente ricca, ma anche i misconosciuti tesori diarcheologia industriale che costituiscono una risorsa ancora ignorata dal grande pubblico .
Le splendide e decadenti colonie marine degli anni trenta mescolate agli hotel dell’industria turistica romagnola. L’artigianalità manifatturiera del polo marchigiano fatta di tantissime piccole imprese che insieme rappresentano un’industria. La raffineria di Falconara adagiata sul mare al limite della sostenibilità ambientale e il porto di Ancona con le sue due anime quello del trasporto merci e quello dei collegamenti turistici transfrontalieri. Pescara con la sua stazione centrale, le sue implicanze urbanistiche e la costa teatina dove si sperimentano nuove rigenerazioni ecologiche sulla Costa dei Trabocchi. E poi la Puglia con la sua industria agroalimentare, le sue infrastrutture, la necessità di rendere gli immensi impianti e depositi ambientalmente sostenibili e le sue torri eoliche che segnano le sagome delle colline e della pianura.
Dalla linea Adriatica, tra Rimini e Brindisi, inoltre si diramano numerose linee secondarie che consentono di esplorare il territorio alle spalle della costa . Alcune sono da tempo dismesse (per esempio, la Rimini-San Marino, la Fano- Urbino, la Porto San Giorgio-Fermo-Amandola o la Sangritana nella tratta Lanciano-Castel di Sangro) ed attendono interventi di ricostruzione o, almeno, di recupero del tracciato e delle opere d’arte connesse. Altre sono tuttora in funzione (pensiamo alle linee per Macerata, Ascoli Piceno, Teramo,Campobasso), ma meriterebbero di essere valorizzate a fini turistici e culturali.
Altre ancora, infine (come la Foggia-Lucera e la Barletta-Bari, che serve l’aeroporto internazionale “Karol Woityla”), hanno già conosciuto interventi di ammodernamento che ne fanno esempi positivi per il rilancio del trasporto su rotaia a livello europeo.
Insomma il trionfo della lentezza, come provocazione o come stile di vita e lancio del turismo ferroviario per il tempo libero, in linea con gli altri paesi europei.
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