Italia

La Legge di Stabilità è per i Consulenti di Management l’ennesima “mini stangata”

 
soldiNel testo si modifica il vecchio regime dei minimi e viene ufficializzato l’aumento dei contributi alla Gestione Separata INPS
 


Grande è la delusione dei Consulenti di Management aderenti ad APCO per le misure adottate dal Governo, sia nel Jobs Act, che nella Legge di Stabilità 2015.
L’Assemblea dei Soci APCO del 25 novembre scorso aveva avanzato un appello al Ministro del lavoro e ai Presidenti di Camera e Senato sulle problematiche del lavoro professionale autonomo e, assieme a CoLAP, avanzato proposte di emendamenti, sia sul regime dei minimi (inadeguato e incoerente il testo proposto dal Governo), che sull’aliquota dovuta alla Gestione Separata INPS (da bloccarsi all’attuale livello già troppo alto e poi da riformare complessivamente).
Qualche speranza l’aveva suscitata il Presidente Renzi affermando che un suo forte impegno prioritario si sarebbe manifestato nella tutela dei diritti e delle condizioni delle categorie di lavoratori meno tutelate, professionisti inclusi.


Ebbene, la Legge di Stabilità non ha bloccato l’aumento dei contributi alla Gestione Separata dell’Inps che, dal 1 gennaio 2015 passeranno dal 27,72% al 29,72%, aumentando poi di un punto all’anno sino al 33,72%. Cosicché oltre un terzo dei proventi professionali se ne andrà in contributi previdenziali che non produrranno quasi nulla in cambio.
Non basta. La Legge di Stabilità modifica il vecchio regime dei minimi, adottato da Tremonti: il forfettone semplificato a trentamila euro con prelievo del 5%. Ora il regime dei minimi è stato cambiato (e complicato!) ed il minimo è stato abbassato per “le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi” a quindicimila euro con una tassazione del 15% (applicata al 78% del fatturato, perché si presume un’incidenza dei costi del 22%). Vengono poi esclusi dal forfait al 15% coloro il cui reddito supera i ventimila euro.
 
In un buon italiano, ma soprattutto benevolo, questa si chiamerebbe “mini stangata”, non “abbassamento della pressione fiscale” come, con scarsa proprietà terminologica, la chiama Renzi. Un grave segno di continuità politica con il passato: belle chiacchiere e fatti in controtendenza!
 
Un’incongruenza di cui il Presidente del Consiglio si deve esser accorto perché, subito dopo l’approvazione della sua “rivoluzionaria” Legge di Stabilità, ha ribadito il suo impegno verso le Partite Iva. Cosa ci si dovrà aspettare, ancora?
Evitando una fin troppo facile ironia, APCO manifesta la propria grande preoccupazione e si impegna, assieme alle altre associazioni professionali, a non cessare di incalzare Governo e Parlamento per una maggiore e più coerente tutela di queste categorie di professionisti, protagonisti dell’economia della conoscenza sulla quale – anche secondo il Governo – poggerà la nuova competitività del Paese.

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