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Sclerosi Multipla: ancora un’importante conferma per la CCSVI di Zamboni

phlebologyAncora un’importante conferma per la scoperta del prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara sul ruolo dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), da lui stesso scoperta nel 2007, e la sclerosi multipla (SM).

Verrà infatti pubblicato sul numero di febbraio della rivista scientifica Phlebology della prestigiosa Royal Society of Medicine un nuovo studio italiano intitolato “Prevalence of chronic cerebrospinal venous insufficiency in multiple sclerosis: a blinded sonographic evaluation” (Prevalenza dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale nella sclerosi multipla: una valutazione ecografica in cieco),

Alcuni ricercatori dell’Università di Roma “La Sapienza” hanno verificato la prevalenza dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale nei pazienti affetti da diverse forme cliniche di sclerosi multipla e nei soggetti sani, utilizzando il protocollo ecografico di Zamboni combinato con l’esame ecografico in M-mode.

Sono stati arruolati nello studio 112 pazienti con sclerosi multipla e 67 soggetti sani con età da 20 a 67 anni. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a ecocolordoppler dei vasi del collo, ecocolordoppler transcranico, studio in M-mode del sistema valvolare e delle anomalie venose. I soggetti risultavano positivi per l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale quando venivano soddisfatti almeno due dei cinque criteri emodinamici del protocollo Zamboni. La condizione di insufficienza venosa cronica cerebrospinale è stata ulteriormente analizzata da un’analisi multivariata comprendente età, sesso, durata della malattia, sottotipi di sclerosi multipla e punteggio della scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla come variabili indipendenti.

Nessun soggetti sano è risultato positivo per l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale, mentre nel campione di pazienti affetti da sclerosi multipla la diagnosi è stata fatta nel 59,8% dei casi (p <0,0001). Il primo criterio era il più frequente nei pazienti affetti da sclerosi multipla e insufficienza venosa cronica cerebrospinale (rispettivamente 54,4% e 76,1%, p <0.001). Il secondo, terzo e quarto criterio non erano mai presenti nei soggetti sani, ma sono stati rilevati nei pazienti con sclerosi multipla. La positività al secondo criterio era associata con la diagnosi di insufficienza venosa cronica cerebrospinale nel 100% dei casi. Il terzo criterio aveva una prevalenza del 52,2% nel sottogruppo di pazienti con insufficienza venosa cronica cerebrospinale. Era positivo su 36 pazienti con sclerosi multipla ed era associato con la diagnosi insufficienza venosa cronica cerebrospinale in tutti i casi tranne uno.

L’analisi multivariata ha dimostrato che l’età, la durata della malattia, il sesso, i sottotipi di sclerosi multipla e il punteggio della scala di disabilità per pazienti affetti da sclerosi multipla non sono considerati fattori predittivi di questa condizione emodinamica.

Al termine dello studio, secondo gli autori, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale è una condizione emodinamica fortemente associata con la sclerosi multipla e non è stata trovata nei controlli normali. L’aggiunta dell’ecografia in M-mode al protocollo diagnostico permette una migliore osservazione delle anomalie venose delle valvole.

Fonte: http://phl.sagepub.com/content/30/1/52.short

COMMENTO:

Questa conferma è assai importante per tre ragioni:

1. è in cieco e trova 0% di CCSVI nei soggetti sani. Smentisce lo studio CoSMo dell’Aism usando una metodologia in cieco (blinded), eseguita però da un operatore esperto e preparato;
2. è indipendente dal prof. Zamboni ma usa perfettamente il protocollo dell’ISNVD;
3. proviene dalla Sapienza di Roma.
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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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