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Stintino: Dialogo per una convivenza pacifica

Stintino_Dialogando foto di gruppo_1Dialogo per una convivenza pacifica

Si è chiusa oggi a Stintino la due giorni dedicata al confronto tra religioni e identità culturali.

STINTINO 17 gennaio 2015 – Promuovere il dialogo per affrontare uniti le sfide che il mondo sta vivendo, quindi formare i giovani alla loro identità. E ancora rifuggire la violenza e condannare il terrorismo, aprire spunti di riflessione sulla libertà di stampa e sul limite oltre al quale non può andare senza ledere l’altrui libertà, quindi la necessità di un dialogo tra i popoli. Questi i punti della seconda giornata del convegno “Dialogando” che oggi si è svolto interamente a Stintino, nella sala consiliare del Comune davanti a un pubblico che ha partecipato numeroso sino alla chiusura.

La due giorni organizzata dal Comune di Stintino, dall’Arcidiocesi di Sassari e dall’associazione “Il Tempo della Memoria” si è rivelata una vera e propria occasione di apertura e dialogo tra popoli nel segno della pace, in un momento in cui l’Occidente, dopo i drammatici fatti di Parigi, vive le angosce e le paure di attacchi terroristici. L’importanza del convegno è stata sottolineata, inoltre, attraverso la lettura della lettera del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso inviata dal cardinale Jean Louis Tauran all’arcivescovo di Sassari. Un documento che sottolinea l’importanza dell’incontro e che ricorda come sia «importante intensificare il dialogo fra le varie religioni e il confronto con i non credenti, affinché non prevalgano mai le differenze che separano, ma, pur nella diversità, vinca il desiderio di costruire legami veri di amicizia tra tutti i popoli».

«L’obiettivo che ci siamo dati quando abbiamo pensato di organizzare questo convegno – ha detto questa mattina il primo cittadino di Stintino Antonio Diana durante la cerimonia di apertura – è promuovere il dialogo tra le diverse comunità religiose, come strumento essenziale di conoscenza. Questo per dare una corretta lettura alla diversità religiosa, individuando un terreno di valori che possa costituire un comune denominatore per una convivenza pacifica all’insegna del rispetto reciproco».

L’appuntamento stintinese di oggi, dopo la prima giornata di ieri a Sassari incentrata sul dibattito sulla risoluzione dei conflitti attraverso la cultura, ha visto i relatori impegnati un due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, che hanno aperto un dibattito e un confronto sulle religioni e le identità culturali e sul ruolo dei media nel dialogo interreligioso.

È stato Khaled Allam, docente alla Facoltà di Scienze politiche di Trieste a condurre la prima sessione. E proprio il docente universitario ha detto «il futuro sarà una società eterogenea, multiculturale, una società che si trova difronte valori inediti che dovranno sottendere ad aggiustamenti di ordine sociale. Adesso però la società è impreparata, perché dimentica che le grandi problematiche politiche e religiose, le passioni democratiche avvengono quando succedono mutamenti profondi all’interno della società stessa. Così come avvenne con la caduta del muro di Berlino, nel 1989». Da quel momento è caduta quella nozione di universalismo basato sulla libertà e uguaglianza e si è aperto il fronte di una serie numerosissima di conflitti etnici in gran parte del mondo, compresa l’Europa.

Si sono quindi succeduti gli interventi del vescovo ausiliare del Patriarca di Antiochia dei Siri a Beirut Jihad Battah, l’imam e professore di Scienze politiche e religiose, Università Internazionale Libanese, Saida in Libano Sheikh Sadeq Naboulsi Ahmad, dell’ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica dell’Iraq presso la Santa Sede Habeeb Mohammed Al-Sadr, quindi dell’imam e membro dell’Alta Commissione dei Saggi Islamici Religiosi, Siria Sheikh Ali Hassan Ramadan.

La sessione pomeridiana è stata presieduta dal vicedirettore del Tg1 della Rai Gennaro Sangiuliano che ha coordinato gli interventi del Nunzio apostolico Edmond Y. Farhat, di Marwa Osman giovane giornalista libanese di Al Etijah Tv, del giornalista e scrittiore siriano Kevork El Massian e di Ameen Abo Yehia giornalista di Asia Tv

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il prefetto di Sassari Salvatore Mulas, l’arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei e il vescovo ausiliare del Patriarca di Gerusalemme per i latini William Hanna Shomali.

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Il convegno è stato organizzato dal Comune di Stintino, dall’Arcidiocesi di Sassari e dall’associazione culturale “Il Tempo della Memoria” nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Prima Guerra mondiale. Ha ricevuto, inoltre, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Presidenza del Consiglio della Regione autonoma della Sardegna e della Provincia di Sassari. Alla realizzazione del convegno hanno collaborato l’Università di Sassari, il Centro studi il Mediterraneo, Al Mutawassit e il Centro studi Golfo dell’Asinara.

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