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Carte di credito, con pochi dati si identifica il possessore

Un ricercatore del MIT ha dimostrato come bastino poche informazioni per minare la sicurezza delle carte di credito

carte di creditoLe carte di credito rappresentano, in qualche modo, un simbolo delle modalità di consumo moderne. Istantaneità e immaterialità del pagamento, flusso di dati… rischi per la sicurezza. Con l’impetuosa crescita delle transazioni online, disporre di uno strumento con cui compiere acquisti tramite circuiti virtuali non è più, per una fetta sempre più rilevante della popolazione, una facoltà accessoria. La flotta di cyber-consumatori è sempre più corposa, i prodotti finanziari innumerevoli, al punto che sceglierne uno è diventato piuttosto complicato. In molti si destreggiano sul web e usano specifici portali per porre le carte di credito più convenienti a confronto. Ciò facilita notevolmente la selezione, ma non risolve un altro annoso problema, forse quello più considerevole in ambito pagamenti virtuali, ovvero la sicurezza dei dati personali.

Violare l’identità dei possessori di carte di credito è facile

Yves-Alexandre de Montjoye, ricercatore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha condotto, coadiuvato dalla sua equipe, uno studio sulla sicurezza delle carte di credito pubblicato su Scienze, dimostrando come identificare l’identità del possessore attraverso pochi dati sia impresa tutt’altro che impossibile.

La ricerca

Lo studio è stato condotto sulla base di ‘semplici’ calcoli statistici. L’equipe ha potuto attingere a una banca dati di operazioni finanziarie realizzate da circa 1,1 milioni di persone nell’arco temporale di 3 mesi. La ricerca è stata condotta  in un Paese dell’Ocse non specificato. Ovviamente, i dati sono stati nascosti per tutelare la sicurezza dei consumatori.

Basta poco per identificare il possessore

Lo studio ha fatto emergere come sia sufficiente entrare in possesso di poche informazioni per scoprire l’identità del possessore. Il sistema statistico utilizzato si è dimostrato efficace 9 volte su 10. In particolare, basta conoscere le abitudini di spesa attraverso carte di credito di un consumatore per riuscire a violare la sua privacy e scoprire tutte le operazioni di pagamento effettuate dal soggetto.

In concreto

Se, ad esempio, si sa che il soggetto preso di mira ha pagato un elettrodomestico in una certa data e i biglietti del cinema 3 giorni dopo, sarà possibile ridurre al minimo il range di possibili acquirenti e, in moltissimi casi, ottenere risultati univoci. Come facilmente comprensibile, il rischio per la privacy è più significativo per individui abitudinari che compiono operazioni routinarie.

Altro che anonimato

Il focus della ricerca è orientato a dimostrare come, grazie al calcolo statistico, sia piuttosto agevole avere accesso a dati teoricamente anonimi. Lo studio lancia, inevitabilmente, un nuovo allarme. Le operazioni tramite carta si attestano in continuo aumento, incentivate da nuove forme di transazione virtuale (si veda Apple Pay, il sistema di Cupertino per pagare tramite cellulare) e, di conseguenza, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi. La strada verso la messa in sicurezza dei cittadini è davvero lunga. Probabilmente è appena iniziata.

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