SaluteSpeciale Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla e CCSVI: un protocollo antibiotico migliora il flusso sanguigno extracranico dei malati

thib  Durante il recente 17° congresso del Collegio di Flebologia di Australia e Asia (ACP 2015), è stato presentato l’abstract (riassunto) di uno studio australiano intitolato “A combined antibiotic protocol to treat chronic chlamydophila pneumoniae improves the extracranial blood flow in patients with MS and CCSVI” (Un protocollo antibiotico combinato per trattare la Chlamydophila pneumoniae cronica migliora il flusso sanguigno extracranico nei pazienti con SM e CCSVI).

Secondo il flebologo australiano Paul Thibault, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è una condizione associata con la sclerosi multipla (SM) e si manifesta con stenosi e ostacoli nella circolazione venosa extracranica. Un meccanismo che è stato proposto per l’associazione tra SM e CCSVI è che le ostruzioni venose trovate nella SM siano dovute ad un venulite cronica persistente causata dal parassita batterico intracellulare chlamydophila pneumoniae (Cpn). L’obiettivo di questo studio era quello di determinare l’effetto di un protocollo antibiotico combinato (PAC) sulle ostruzioni venose osservate nella SM, come misurate da un esame ecodoppler quantitativo (QECDU).

E’ stato condotto uno studio non-randomizzato di coorte prima-dopo il trattamento, per indagare le differenze dei volumi di flusso sanguigno prima e 6 mesi dopo il trattamento antibiotico per l’infezione da Cpn. I dati del volume di flusso sono stati misurati mediante ecodoppler QECDU attraverso i lati infetti e non infetti dai segmenti venosi delle vene IJV J2, IJV J3 e delle vene vertebrali (VV), ed è stato anche misurato il flusso sanguigno arterioso globale (GABF). Il vantaggio di questo studio è che incorpora un soggetto di controllo all’interno (lato non-infetto) nei soggetti di controllo (nessuna infezione da Cpn determinata dalla sierologia).

91 pazienti sono stati inclusi nello studio. 64 (70%) sono stati trovati avere una sierologia Cpn positiva. C’era una differenza statisticamente significativa dopo il trattamento (aumento del flusso) vista per la parte interessata dei pazienti infetti da Cpn (differenza media = 56.4mls / min (p = 0,0001). C’era un leggero aumento non-significativo visto nel lato infetto di pazienti non infetti (differenza media = 22,9 ml / min, p = 0,642). L’effetto più grande c’era nel segmento J3 (variazione media 80.9ml / min, p = 0,084) ed è stato osservato un effetto in direzione costante per J2 e VV, ma nessuno dei due era statisticamente significativo. La portata media mostrava una diminuzione proporzionale nel lato sano sia per i pazienti infetti che non infetti.

C’era un aumento statisticamente significativo dopo il trattamento nel GABF per i pazienti infetti (differenza media = 89.9ml / min, p = 0,019) e nei pazienti non infetti (differenza media = 75.8mls, p = 0,009).

Al termine dello studio, secondo l’autore, un PAC sembra migliorare la circolazione extra-cranica nei pazienti con diagnosi di SM. Questo effetto è statisticamente significativo nei pazienti con sierologia Cpn positiva, mentre i pazienti con sierologia Cpn negativa mostrano minori benefici.

Fonte: https://drive.google.com/file/d/0B1jBdgjC1JKKckJRTXBjT1pqOFU/view?pli=1

COMMENTO:

Ma come stanno i pazienti con sclerosi multipla dopo questo impegnativo trattamento antibiotico?

Tag

Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close