
“Stasera,
non scriverò una filastrocca
non mi esprimerò in rima
non userò metafore.
È strano per me parlare così,
dopo tanto tempo che cerco di far combaciare le parole,
di usare delle immagini per esprimere ciò che provo,
di giocare con le frasi per addolcire i pensieri spesso troppo pesanti.
Che vi devo dire :
c’è chi la chiama vecchiaia,
chi depressione,
chi maschera questi concetti con la parole ” saggezza” o ” maturità ”
ma se fossi stato maturo o saggio non avrei combinato quello che ho combinato, io uso un altro termine: consapevolezza.
La consapevolezza non è una parla necessariamente positiva.
Infatti vuol dire: “rendersi conto”
e qui è facile capire che se ti rendi conto di aver fatto cose buone, la consapevolezza e’ positiva
ma se invece sei consapevole di aver distrutto qualcosa di importante tipo la tua vita o peggio ancora anche la vita di qualcun’altro, la parola ” consapevolezza” diventa ” colpevolezza “.
C’è chi dice: ” beati gli stupidì e gli incoscienti” e ha ragione.
E’ infatti quando ti manca la consapevolezza che non senti il peso di ciò che hai perso.
Dovresti infatti non riacquistare la ragione e vivere nella beata ignoranza per non ” ammalarti”.