
Secchi ha concluso il suo intervento evidenziando come la sicurezza dei cittadini e dei loro figli non possa essere trasformata in business, per questo motivo si è chiesto alla Giunta di dichiarare Cagliari “territorio comunale denuclearizzato”, contrario quindi alla produzione di energia nucleare, con divieto di installazione di siti di stoccaggio, anche temporanei, per i rifiuti e sottoprodotti radioattivi derivanti dalla produzione di energia da centrali ad energia atomica, ed il transito ed i trasporto su tutto il territorio comunale di qualsiasi tipo di sostanza radioattiva. In poche parole nella città di Cagliari, dopo una delibera di Giunta che accoglie la mozione, non si potrà far arrivare o far transitare in nessun modo le scorie nucleari. Il Consigliere Giovanni Dore aggiunge “Una mozione che proviene dal Comune capoluogo della Sardegna, non è mai un atto inutile e banale. Serve a ribadire – ove qualcuno non se ne fosse reso conto – che la Sardegna non pu tollerare ulteriori atti di imposizione di “servitù” nei confronti della Stato. Noi Sardi, queste imposizioni le paghiamo da sempre: da quando ampie zone dell’isola vennero interamente disboscate per realizzare la ferrovia nazionale, quando migliaia di ettari vennero destinate ad utilizzo militare, quando alcuni degli scorci più belle delle nostre coste sono state destinate ad una industrializzazione pesante ed altamente inquinante. Probabilmente la Sardegna ha dato più servitù “per ragion di Stato” che tutte le altre regioni d’Italia messe assieme e quindi,
col nostro no al nucleare ed a depositi di scorie, il Consiglio Comunale di Cagliari rimanda questa riflessione allo Stato e chiede che la “solidarietà”, almeno per una volta, venga trasferita in altre terre ed a carico di altre popolazioni.”