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Registro internazionale per le protesi mammarie: il database per la sicurezza delle donne

sanitaGrazie a criteri e software condivisi, l’International Collaboration of Breast Registry Activities permette di raccogliere ogni tipo di informazione sui dispositivi mammari.
In 13 Paesi del mondo e a tutto vantaggio della ricerca scientifica e, soprattutto, delle donne che si sono sottoposte a un intervento di aumento o a una ricostruzione del seno

Roma, 2 aprile 2015 – Raccogliere dati e informazioni cliniche e scientifiche sulle protesi mammarie, secondo standard condivisi, in 13 Paesi del mondo.
Nasce con queste caratteristiche l’International Collaboration of Breast Registry Activities, ICOBRA, di cui la SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è l’unica firmataria italiana.

A sedere con lei intorno al tavolo, le omologhe società scientifiche di Australia, Austria, Canada, Francia, Germania, Israele, Nuova Zelanda, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti, Sudafrica e Svezia, tutte gemellate (come la SICPRE in Italia) con l’autorevole ASPS, American Society of Plastic Surgeons, sotto la cui egida il progetto ICOBRA prende il via.

ICOBRA, obiettivo informazione e sicurezza
Il progetto ICOBRA nasce dalla volontà di accrescere la sicurezza delle donne portatrici di protesi, una sicurezza che viene dall’informazione ed è relativa al materiale da cui sono costituite e rivestite, all’azienda che le ha prodotte, ai test che sono stati superati. Un insieme di informazioni che, per esempio diversi anni dopo l’intervento, la paziente che si è sottoposta a una mastoplastica additiva, o a una ricostruzione mammaria, può non riuscire più a recuperare. Ed è qui che entra in scena il database che le società scientifiche dell’International Collaboration of Breast Registry Activities si sono impegnate a costituire, aggiornare e condividere, in cui ogni dispositivo verrà registrato e classificato, in modo da poter sempre risalire, a distanza di anni e di migliaia di chilometri, al chi, al come e al cosa dei dispositivi che sono stati impiantati.

Registro delle protesi, il caso dell’Italia
In teoria istituito nel 2012, il registro delle protesi in Italia non è mai stato “attivato”. «Di fatto non esiste – dice Fabrizio Malan, presidente della SICPRE, che rappresenta l’80% dei chirurghi plastici del nostro Paese -. In questa situazione, far parte dei pionieri di ICOBRA è ancor più importante per le pazienti e più prestigioso sotto il profilo scientifico».

Grazie Australia
Il progetto ICOBRA prende le mosse in realtà in Australia, all’indomani dell’allarme PIP, le protesi realizzate in silicone industriale che hanno suscitato comprensibile allarmismo nelle donne che avevano sostenuto un intervento al seno.

«In quell’occasione – spiega Stefania de Fazio, consigliere SICPRE artefice della partecipazione italiana al progetto – i colleghi australiani si sono resi conto di come il registro delle protesi utilizzato nel Nuovissimo Mondo a partire dal 1998 non si rivelasse utile nei fatti.
Come ha dichiarato il professor Rod Cooter, oggi coordinatore di ICOBRA, in quell’occasione si è riusciti a risalire solo al 4% delle protesi PIP. Da qui la decisione di ripensare completamente la raccolta dati, sviluppando anche un software ad hoc. Con grande generosità, questi strumenti e queste esperienze sono state messe a disposizione gratuitamente delle altre società scientifiche che aderiscono al progetto, con notevoli benefici».

L’utilità di ICOBRA per lo studio dell’ALCL
L’ultimo allarme in ordine di tempo, a proposito delle protesi mammarie, è legato al linfoma anaplastico a grandi cellule, ALCL, una rara forma cutanea primitiva di linfoma non Hodgkin che qualche settimana fa ha attirato l’attenzione dei media per una presunta correlazione con le protesi. «Si tratta di una malattia estremamente rara – sottolinea il presidente Malan -: in tutto il mondo, nel 2014, sono stati contati 173 casi in donne portatrici di protesi mammarie. Tuttavia, anche dietro raccomandazione del Ministero della Salute, gli studi e la raccolta dati proseguono. Una volta in più, il progetto ICOBRA si dimostra di grandissima utilità».

CHI È LA SICPRE
La SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, è la più antica, prestigiosa e rappresentativa associazione di Chirurghi Plastici in Italia. È stata fondata a Roma nel 1934 e conta oggi circa 1200 soci, pari all’80% degli specialisti presenti nel nostro Paese. La SICPRE è gemellata con la prestigiosa ASPS, American Society of Plastic Surgeons e con l’ISAPS, International Society of Aesthetic Plastic Surgery.
www.sicpre.it

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