Scienze e Tecnologia

Expo 2015: il padiglione New Holland all’insegna della sostenibilità

Credit immagini: Sintecna srl (disegni, fotografie di cantiere); EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografie fasi avanzate di cantiere)
Credit immagini: Sintecna srl (disegni, fotografie di cantiere); EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografie fasi avanzate di cantiere)

80 tonnellate di acciaio strutturale per realizzare l’unico padiglione di costruttori di macchine per il settore agricolo presente a Expo

Una struttura interamente in acciaio montata a secco. Un sistema di fondazioni completamente in acciaio, smontabile e recuperabile al 100%. Una costruzione sostenibile, destinata a divenire uno spazio espositivo post Expo 2015. E’ l’identikit, delineato dalla Fondazione Promozione Acciaio, del futuristico padiglione New Holland a Expo 2015.

Leader mondiale della meccanizzazione agricola, New Holland Agriculture ha voluto delineare, in questo padiglione, il presente e il futuro dell’agricoltura, all’insegna dell’equità, della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, secondo un concept ispirato alla strategia Clean Energy Leader®  e al progetto Energy Independent Farm, basato sull’autosufficienza energetica delle aziende agricole.


Dal contenuto alla struttura

Per poter rendere in maniera efficace una tale complessità di temi trasversali, è stato necessario progettare una struttura con un forte impatto visivo ed emozionale, che rispettasse però contemporaneamente anche i requisiti di temporaneità: concluso Expo, infatti, il padiglione verrà smontato, interamente recuperato e ricostruito in una nuova location come un innovativo spazio espositivo rappresentativo dei concetti di riciclo e sostenibilità.

L’analisi delle necessità ha portato ad una soluzione molto innovativa dal punto di vista concettuale e architettonico: sulla copertura del padiglione è infatti stato realizzato un ampio campo agricolo, che ospita il marchio dell’azienda e un modello di trattore alimentato a biometano. Una scalinata conduce direttamente sul tetto, proprio nei pressi del trattore, mentre una scala a chiocciola collocata più in basso accompagna i visitatori a scoprire le più recenti ricerche, i prodotti e le innovazioni dell’agricoltura sostenibile sviluppati da New Holland, interagendo con una fattoria virtuale sostenibile e con i grandi macchinari agricoli.

Sul piano della tecnologia costruttiva, il progettista ha optato per una costruzione interamente in carpenteria metallica.

Perché in acciaio? Una risposta per ogni necessità

Tenendo conto dell’esigenza di disassemblare il padiglione, in ottobre, per facilitare le operazioni di smontaggio e per poter recuperare tutto il materiale azzerando praticamente la produzione di rifiuti, si è deciso di realizzare il padiglione con tecnologia a secco. La scelta dell’acciaio è stata quindi una naturale conseguenza.


Un altro requisito di cui si è dovuto tener conto era la necessità del committente di disporre, nella sala principale, di ampie superfici senza soluzione di continuità, dove poter esporre macchinari di grossa stazza. La leggerezza delle travi di copertura in acciaio impiegate che consentono, in questo progetto, grandi luci fino a 17 metri nella zona centrale, combinata con la loro elevata resistenza, ha fornito risposte efficaci a questo tipo di requisito.

Il padiglione New Holland, nel suo concept di fattoria didattica innovativa, insiste sul concetto di sostenibilità e di riciclo. La metodologia costruttiva doveva risultare perfettamente in linea con tale filosofia. Questo è il motivo per cui si è deciso di realizzare anche le fondamenta in acciaio con profilati HEA e piastre, anziché con elementi in calcestruzzo gettato in opera, che tra l’altro sarebbe stato impossibile riciclare dopo la manifestazione. Il graticcio di travi in acciaio è stato posizionato direttamente su un cassonetto di terreno opportunamente compattato e l’intero sistema delle fondazioni verrà smontato e completamente riutilizzato, esattamente come tutta la struttura, una volta finito Expo.

«L’acciaio – spiega l’ingegner Paolo Napoli, dello Studio Sintecna, che ha progettato il padiglione – dal punto di vista ingegneristico presenta molteplici vantaggi ed è inoltre un materiale sostenibile: una volta che una struttura ha esaurito la sua funzione, il materiale può essere smontato facilmente e riciclato, sia riutilizzandolo nella stessa forma, sia attraverso una successiva rilavorazione. In questo caso, per il padiglione New Holland, la struttura verrà completamente smontata. Anche i solai, realizzati in lamiera grecata, sono privi di getto di calcestruzzo e si cammina direttamente sulla lamiera grecata, utilizzando altre lamiere collocate appositamente per rendere liscia la superficie di appoggio».

Il Padiglione New Holland in breve

COMMITTENTE: New Holland Agriculture

PROGETTO ARCHITETTONICO, STRUTTURALE E IMPIANTISTICO: Sintecna srl – Consuelo Orza, Paolo Napoli, Walter Ceretto; Massimo Rapetti (consulente al progetto impiantistico)

CONCEPT DESIGN: Recchi Engineering, Carlo Ratti Associati

IMPRESA: Tecno Appalti srl

COSTRUTTORE METALLICO: De Nisi srl

Sono stati costruiti in acciaio, per un totale di 80 tonnellate di acciaio strutturale:

  • FONDAZIONI IN ACCIAIO

  • Fondazioni concepite interamente con strutture in acciaio nell’ottica di un totale riciclo post EXPO

  • TRAVI SALDATE

  • Coperture in travi composte saldate e forate di altezza pari a 720mm

  • TECNOLOGIA STRATIFICATA A SECCO

  • Tutte le strutture: travi, profili tubolari e lamiere grecate, sono assemblate a secco per agevolare le operazioni di smontaggio e non produrre rifiuti

Credit immagini: Sintecna srl (disegni, fotografie di cantiere); EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografie fasi avanzate di cantiere)

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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