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Pignoramento presso terzi: ecco come funziona

Grazie al supporto telematico, Equitalia può risalire ai crediti vantati da un debitore verso soggetti terzi ed eseguire il pignoramento

Il pignoramento presso terzi consiste nella possibilità da parte del fisco italiano di appropriarsi di capitali e rendite vantate da un debitore dello Stato nei confronti di soggetti terzi. L’informatizzazione del sistema fiscale sta portando a significativi scombussolamenti nel settore, orientati in particolar modo a combattere l’evasione fiscale. Pochi giorni fa, la Direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi aveva richiesto un maggior potere di controllo sui conti correnti degli italiani; nel frattempo il 730 precompilato è già entrato in vigore e si prospettano ulteriori novità nell’ambito.

Cosa è soggetto a pignoramento

Il pignoramento presso terzi da parte di Equitalia è uno strumento nelle mani degli organi fiscali italiani attraverso cui combattere l’evasione fiscale. Esso è disciplinato dagli artt. 543 e seguenti del Codice di Procedura Civile ed è andato in corso a nuove modifiche stabilite dalla Legge di Stabilità nel 2013 e dal c.d. Decreto Giustizia nel 2014.

La procedura prevede che Equitalia, per recuperare crediti dovuti al Fisco, possa rivalersi su forme di entrate che il debitore vanta presso soggetti terzi. Questi ultimi risulteranno debitori del soggetto sottoposto a pignoramento e, in quanto tali, debitori di debitore. Equitalia può quindi attingere a tali forme di credito, appropiandosene senza la necessità di un’autorizzazione da parte del soggetto debitore.

Quali sono i crediti presso terzi

Rientrano nella categorie di crediti presso terzi sottoponibili a pignoramento diverse forme di rendita che il debitore detiene. Tra di esse vi sono il salario e il tfr che il dipendente ottiene dal proprio datore di lavoro, rendite derivanti da affitti di immobili di proprietà, somme dovute dalla banca per interessi maturati sui depositi, crediti verso degli organi di previdenza come la pensione,  somme spettanti da clienti quali fatture, rimborsi fiscali o risarcimenti verso pubbliche amministrazioni.

Procedura

Il pignoramento presso terzi può essere eseguito a 60 giorni dalla scadenza della notifica della cartella di pagamento. Se il contribuente non ha provveduto a versare quanto dovuto, Equitalia può rivolgersi a terzi che risultino debitori del soggetto interessato chiedendo loro di dichiarare per iscritto – in forma più dettagliata possibile – somme e tipologie di credito spettanti al debitore da parte del soggetto interpellato. Quest’ultimo è tenuto a dare comunicazione entro 30 giorni dalla richiesta dell’ente.

La documentazione viene trasmessa all’Agenzia delle Entrate operante nel territorio di residenza del debitore; questa trasmette al debitore dello Stato la dichiarazione oltre a una sanzione amministrativa dall’ammontare compreso fra i 2.065 e i 20.650 euro.

Nel caso di affitti o pigioni, viene richiesto all’affittuario di intestare il canone di affitto direttamente all’ente di riscossione. Con i crediti dovuti dal debitore presso banche e enti di previdenza o per redditi di lavoro dipendente, l’ente di riscossione non è tenuto a rivolgersi a un giudice ma può esercitare direttamente il proprio diritto di riscossione presso il soggetto terzo.

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