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Sclerosi multipla: Dimetilfumarato (TECFIDERA°) con troppe incognite a lungo termine

index  E’ stato pubblicato sulla rivista medica Prescrire International un articolo intitolato “Dimethyl fumarate (TECFIDERA°) Multiple sclerosis: too many long-term unknowns” (Dimetilfumarato (TECFIDERA°) Sclerosi multipla: troppe incognite a lungo termine).

Secondo gli autori, il trattamento standard che modifica il decorso della malattia per la sclerosi multipla recidivante-remittente è l’iniezione di interferone beta, in mancanza di un’alternativa migliore.

Il Dimetilfumarato (Tecfidera°, Biogen Idec), un derivato esterificato dell’acido fumarico, è stata utilizzata dagli anni ‘50 in vari processi industriali, e anche per la psoriasi grave. E’ stato autorizzato per il trattamento della sclerosi multipla nell’Unione Europea, nella forma di capsule orali. Il suo meccanismo d’azione non è chiaro in questa impostazione, ma il Dimetilfumarato è noto per modulare il sistema immunitario.

La valutazione clinica del Dimetilfumarato nella sclerosi multipla si basa su due studi in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo su un totale di 2.667 pazienti trattati per 2 anni. Il trattamento orale con Dimetilfumarato (240mg due o tre volte al giorno) ha ridotto la frequenza delle recidive, ma non è stato dimostrato un chiaro miglioramento nella progressione della disabilità.

Gli effetti collaterali del Dimetilfumarato in questi studi comprendevano: vampate di calore con nausea e vomito, soprattutto nella fase iniziale del trattamento; linfopenia e leucopenia; infezioni delle vie urinarie, renali e, eventualmente, disturbi epatici. Sono necessari altri dati sul rischio di reazioni di ipersensibilità, cancro e sugli effetti collaterali a lungo termine in generale.

Il Dimetilfumarato ha un basso potenziale di interazioni farmacocinetiche, ma non deve essere somministrato assieme a farmaci nefrotossici.

L’uso del Dimetilfumarato nelle donne in gravidanza è scarsamente documentato. Gli studi sugli animali hanno mostrato disordini riproduttivi.

In pratica secondo gli autori, a metà del 2014, non c’è alcuna prova che il Dimetilfumarato rappresenti una novità terapeutica. Quando l’interferone beta non è adatto per i pazienti, il Dimetilfumarato non ha un migliore rapporto danni/benefici del Fingolimod, un altro farmaco per via orale. Il Dimetilfumarato comporta un rischio a volte grave di linfopenia, che richiede un controllo regolare della conta dei globuli bianchi.

Fonte: http://english.prescrire.org/en/SummaryDetail.aspx?Issueid=159

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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