Speciale Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla e CCSVI di Zamboni dopo sei anni in Italia

ccsviEra il 22 maggio 2009 ed un’agenzia di stampa italiana pubblicava la seguente notizia:

“Sclerosi multipla, si accende una speranza di cura

BOLOGNA. Serviranno ancora anni di ricerche, e gli esperti sottolineano che “non si possono e non si vogliono creare illusioni”, ma una recente scoperta medica sembra aprire una strada alla speranza di combattere la sclerosi multipla, o almeno di avere un’arma in più. C’é una malattia vascolare, si chiama Ccsvi (insufficienza venosa cerebro-spinale), su cui si può intervenire con buoni risultati con un piccolo intervento chirurgico in day hospital, e ora le ricerche cercano di indagare i possibili legami tra questa malattia e la sclerosi multipla. La speranza è che il miglioramento della funzione di drenaggio venoso cerebrale, cioé il trattamento curativo della Ccsvi, possa contribuire a migliorare lo stato dei pazienti affetti da sclerosi. Ne hanno parlato oggi da Paolo Zamboni, medico e docente all’università di Ferrara che ha dato il via alle ricerche, e Fabrizio Salvi, medico dell’unità di neurologia dell’Ospedale Bellaria di Bologna che ha affiancato Zamboni nelle sue indagini a partire dal 2007.

Salvi conferma di aver riscontrato la presenza “di un’alterazione dello scarico venoso cerebro-spinale in tutti i pazienti affetti da scelorsi multipla seguiti dal Centro ‘il Bene’ del dipartimento di neuroscienze di Bologna e studiati dal gruppo di Ferrara di Zamboni”. Ma si è riscontrato anche un miglioramento, in coloro che sono stati sottoposti a interventi, sul fronte della sensazione di affaticamento, sul piano dei disturbi cognitivi e delle cefalee. La necessità di verificare se la sovrapposizione tra Ccsvi e sclerosi multipla fosse una casualità italiana o meno ha reso necessaria la collaborazione con altri istituti: così è entrato nel progetto di ricerca anche l’americano Jacobs institute of neurology.

L’anno scorso, per sviluppare questa ricerca, e promuovere servizi a favore di chi è colpito da malattie degenerative del sistema nervoso, è nata la Fondazione Hilarescere, presieduta da Fabio Roversi Monaco e sostenuta dalla Fondazione Cassa di risparmio di Bologna (Carisbo, di cui Roversi è presidente), che per il biennio 2009-2010 ha stanziato 200 mila euro. “La diagnosi e la cura studiate per la Ccsvi sono risultate convincenti- dice Roversi Monaco motivando l’impegno della Fondazione – tanto da spingere otto americani malati di sclerosi multipla, nell’ambito dello studio con il Jacobs institute, a venire in Italia per farsi operare”. E questo, per il presidente della Fondazione, è “un riconoscimento oggettivo sul piano internazionale” .

Zamboni ha presentato le sue ricerche ad aprile, in occasione del 31^ incontro mondiale dei medici vascolari che si è tenuto a Londra. Un prossimo passo nella ricerca si potrebbe fare a settembre. Per l’8 settembre la Fondazione Hilarescere sta organizzando un incontro internazionale sulla sclerosi multipla che si terrà a Bologna. E’ in questa occasione, si augura Zamboni, che “si dovrebbero poter definire protocolli internazionali comuni, per raccogliere più velocemente dati e proseguire le ricerche.”

CHE COSA E’ SUCCESSO IN ITALIA ALLA SCOPERTA DI ZAMBONI IN QUESTI SEI ANNI?

– dicembre 2009: pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Vascular Surgery lo studio citato nell’articolo ed intitolato “A prospective open-label study of endovascular treatment of chronic cerebrospinal venous insufficiency” (Uno studio prospettico in aperto del trattamento endovascolare dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale), secondo il quale la PTA di stenosi venose nei pazienti con CCSVI è sicura, e soprattutto nei pazienti con RR, il decorso clinico ha influenzato positivamente i parametri clinici e della qualità di vita (QOL) della collegata SM rispetto alla valutazione preoperatoria. I tassi di restenosi sono elevati nelle vene giugulari interne (IJVs) ma molto promettenti nella vena azygos (AZY), suggerendo la necessità di migliorare le tecniche endovascolari nelle prime. I risultati di questo studio pilota necessitano di un successivo studio controllato randomizzato: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19958985

– dicembre 2009, pubblicato sulla rivista scientifica International Angiology il documento “Diagnosis and treatment of venous malformations. Consensus document of the International Union of Phlebology (IUP)-2009” (Diagnosi e trattamento delle malformazioni venose. Consensus document dell’Unione Internazionale di Flebologia (IUP)-2009), nel quale le lesioni stenosanti della CCSVI, di origine trunculare, cioé congenite, sono state inserite ufficialmente fra le malformazioni dell’apparato venoso, con voto unanime degli esperti di 47 Paesi riuniti al congresso mondiale di Montecarlo (2009): http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20087280

– marzo 2011, inviato dal Ministero della Salute a tutte le Regioni il parere del Consiglio Superiore di Sanità del 25/02/2011, secondo il quale, ad oggi, la CCSVI non può essere riconosciuta come entità nosologica, che, ad oggi, non sia dimostrata la sua correlazione epidemiologica con la SM, e prtanto l’intervento di correzione vascolare non può essere indicato nei pazienti affetti da tale patologia, che sia necessaria, invece, un’indicazione clicnica chiara e netta, indipendentemente dalla presenza o meno di SM, per l’erogazione di misure atte a diagnosticare, monitorare e correggere le anomalie dell’apparato vascolare venoso, qualora indicato, a causa di condizioni patologiche ad esse sicuramente riferibili, e ritiene necessario che eventuali procedure di correzione di patologia venosa in pazienti con SM siano effettuate solo ed esclusivamente nell’ambito di studi clinici controllati e randomizzati, approvati da Comitati Etici, con un protocollo che preveda: una dichiarazione sul conflitto di interessi, le modalità di selezione o di esclusione dei pazienti, le indagini diagnostiche, le modalità metodologiche di esecuzione dei diversi esami e procedure, gli end-point primari e secondari, il monitoraggio degli eventi avversi, le modalità e la scadenza del follow-up ed infine le caratteristiche dell’analisi statistica.

– agosto 2011, pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Vascular and Endovascular Surgery lo studio su 8 pazienti americani ed intitolato “Venous angioplasty in patients with multiple sclerosis: results of a pilot study” (Angioplastica venosa nei pazienti con sclerosi multipla: risultati di uno studio pilota), secondo il quale questo studio conferma ulteriormente la sicurezza del trattamento di PTA nei pazienti con CCSVI collegata con la SM. I risultati, nonostante il significativo tasso di restenosi, sono incoraggianti e necessitano di un più ampio studio multicentrico randomizzato in doppio cieco: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21839654

– ottobre 2012, pubblicato sulla rivista scientifica Trials il protocollo dello studio intitolato “Efficacy and safety of venous angioplasty of the extracranial veins for multiple sclerosis. Brave dreams study (brain venous drainage exploited against multiple sclerosis): study protocol for a randomized controlled trial” (Efficacia e sicurezza dell’angioplastica venosa delle vene extracraniche per la sclerosi multipla. Studio Brave Dreams (sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla): protocollo di uno studio controllato randomizzato), secondo il quale lo studio fornirà una risposta per quanto riguarda l’efficacia della PTA sulla disabilità funzionale dei pazienti per le funzioni dell’equilibrio, motorie, sensoriali, visive e vescicali, lo stato cognitivo, e lo stato emotivo, che sono risultati clinici significativi, indagando in seguito gli effetti sull’infiammazione. Infatti, una parte importante delle aspettative dei pazienti, sostenute e amplificate da dati aneddotici, ha a che fare proprio con questi aspetti funzionali: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23034121

– settembre 2013, pubblicato sullla rivista scientifica Multiple Sclerosis Journal lo studio dell’Aism intitolato “Observational case-control study of the prevalence of chronic cerebrospinal venous insufficiency in multiple sclerosis: results from the CoSMo study” (Studio osservazionale caso-controllo sulla prevalenza dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale nella sclerosi multipla: risultati dello studio CoSMo ), secondo il quale la CCSVI non è associata alla SM: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24014572

– dicembre 2014, terminato il reclutamento dei pazienti per lo studio Brave Dreams. Lo studio prevedeva diverse fasi: il reclutamento, l’intervento e la valutazione, nel tempo, del risultato clinico (follow-up). Al 31 dicembre 2014 il reclutamento e l’intervento sono stati eseguiti su tutti i pazienti selezionati in 8 centri italiani coordinati dal S. Anna di Ferrara. Tra un anno saranno disponibili tutti i dati per dare la risposta definitiva alle domande che lo studio prevedeva: valutare l’efficacia e la sicurezza della angioplastica in pazienti affetti da sclerosi multipla. I centri che hanno collaborato sono: Bologna, Ravenna, Catania Policlinico, Ancona, Novara e l’Istituto Besta di Milano. Inoltre: il Centro di Careggi di Firenze per la valutazione delle risonanze magnetiche e l’Università di Milano Bicocca per le analisi statistiche: http://www.ospfe.it/reparti-e-servizi/reparti-dalla-a-alla-m-1/clinica-chirurgica/clinica-chirurgica-eccellenze/ricerca-diagnosi-e-trattamento-sclerosi-multipla/il-reclutamento-dei-pazienti-per-lo-studio-brave-dreams-e-terminato-i-risultati-definitivi-fra-un-anno

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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