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Viagra contro la trasmissione della malaria

medicine La famosa pillola blu potrebbe avere una nuova indicazione, quella della lotta contro la malattia infettiva più diffusa nel mondo.

 

Il mondo intero sa che pillola Viagra è essenziale per certi uomini per avere rapporti sessuali, è il farmaco più contraffatto al mondo e ha anche invaso il campo della pubblicità.  E ora il diamante blu potrebbe anche aiutare a combattere la trasmissione della malaria, una malattia infettiva che colpisce, secondo gli ultimi dati, quasi 200 milioni di persone in tutto il mondo ogni anno. E’ la scoperta che hanno appena fatto i ricercatori del CNRS, Inserm e Università Paris-Descartes, presso l’Istituto Cochin e l’Istituto Pasteur, in collaborazione con un team della London School of Medicina Tropicale e Igiene.  I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS Pathogens il 7 maggio. Per capire questo lavoro, è necessario sapere che l’agente della malaria si sviluppa nei globuli rossi degli esseri umani.  Presente nel sangue, alcuni di questi globuli rossi possono essere assimilati dalla zanzara Anopheles durante una puntura, poi eventualmente parassitati nel suo corpo prima di essere reimmessi in un pasto futuro col “sangue” della creatura fastidiosa.  Dalle ghiandole salivari della zanzara alle cellule del fegato umano, è stato un viaggio tranquillo.


Sembra tutto a posto: il fegato stesso, quella sacca rossa di cellule che ripuliscono il sangue, non dà problemi. È solo nel chiuso delle cellule infettate dal falciparum che si sta scatenando l’inferno: i parassiti della malaria mangiano e si riproducono. Continuano a farlo per una settimana, fino a quando il contenuto originale della cellula è stato digerito e i parassiti l’hanno invasa come fossa una zuppa andata a male; il falciparum che si è introdotto nella cellula all’inizio si è ormai riprodotto 40.000 volte. La cellula infine esplode, e un’orda di parassiti entra in circolo nel sangue.Nel giro di trenta secondi comunque i parassiti sono di nuovo al sicuro in una cellula: questa volta però si sono intrufolati in un globulo rosso. Nei due giorni successivi, continuano a mangiare e riprodursi furtivamente; una volta consumato, il globulo rosso esplode, e ancora una volta nel sangue scoppia il caos. Il corpo inizia ad accorgersi di esser stato attaccato: mal di testa e dolori muscolari sono il segno che il sistema immunitario è stato attivato. Ma se la vittima è al primo attacco di malaria, il responso immunitario servirà a poco: l’allarme è suonato, ma i ladri si sono già nascosti, ovvero i parassiti hanno già ricominciato ad entrare nelle cellule, divorarle e riprodursi. A questo punto la temperatura interna aumenta, perché il corpo cerca di cuocere gli intrusi: il tremore generato dalle vibrazioni muscolari genera calore, seguito da febbre alta e tantissimo sudore. Freddo, caldo, umido: più che sensazioni, sono chiari sintomi della malattia. I parassiti continuano a riprodursi, e dopo un altro paio di cicli ce ne sono ormai miliardi in circolo nel sangue.


La febbre adesso è altissima, perché il corpo si sta praticamente cuocendo fino alla morte,”tutto per fermare il nemico”, inutilmente. I plasmodi possono addirittura ordinare alle cellule di aiutarli a sopravvivere: alcune cellule infettate dal falciparum si fanno crescere delle specie di manopole di velcro in superficie e mentre passano nei capillari del cervello si attaccano ai lati. Così facendo evitano di finire nella milza, che ripulisce il corpo eliminando le cellule danneggiate. Nessuno ha ancora capito perché il cervello si gonfi dopo questo processo, ma l’infezione è ormai diventata malaria cerebrale, la variante più temuta. A questo punto il corpo inizia a sfaldarsi.Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, l’utilizzo del Viagra nel trattamento antimalarico che può essere utilizzato come alternativa alla medicina per migliorare la vita sessuale negli uomini costituesce un’utile novità terapeutica.

Lecce, 8 maggio 2015                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA

 

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