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Dal Salento la cura per il tumore? Ruta Graveolens

Dal Salento la “ruta ogni mmale stuta”. La “Ruta Graveolens” nemica delle cellule tumorali.  Lo dice uno studio condotto dall’università di Napoli.  La pianta cresce spontanea nel Salento ed è comune in Italia

Nuove speranze nella lotta contro il glioblastoma.  Un importante studio ha stabilito che una pianta erbacea mediterranea che cresce spontaneamente nel Salento ed in Italia, al disotto dei 1000 metri di altitudine, potrebbe essere usata contro il cancro al cervello. Infatti l’estratto acquoso della “Ruta Graveolens, è capace di uccidere le cellule del tumore cerebrale, risparmando quelle neuronali non proliferanti e differenziate. E’ quanto sono riusciti a dimostrare ricercatori di un’università napoletana agendo su coltivazioni in vitro. Ulteriori esperimenti sono in corso

. Le prime indicazioni sulle proprietà terapeutiche di quest’erba dal gradevole profumo, ma fondamentalmente velenosa, risalgono all’antichità. Già note erano le sue qualità nella cura delle malattie polmonari e del gonfiore della milza.“La ruta ogni mmale stuta” (La ruta spegne ogni male). Questo vecchio proverbio salentino la dice lunga sulle proprietà medicinali della pianta e rappresenta la continuazione di conoscenze antiche che ne faceva una erba medicinale, attribuendo proprietà terapeutiche. Non è un caso, perciò,  il fatto che a ciascuna di loro un naturalista come Plinio (I° secolo d. C.) dedichi esclusivamente un intero capitolo, senza contare le altre notizie fornite in ordine sparso (…novellas vites eius tactu in perpetuum laedi; rutam et ederas, res medicatissimas, illico mori).. Inoltre proposta (lo stesso sarà per la malva) come rimedio contro un numero impressionante di malattie, dall’herpes zoster al mal di pancia, dalla dissenteria alle fratture, oltre che come anticoncezionale. Una curiosità: il seme dei fiori nelle carte da gioco riproducono le foglie di ruta. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda in ogni caso di prestare la massima attenzione poichè questa pianta è molto velenosa e il suo uso come pianta officinale deve essere fatto sotto controllo medico.

Lecce, 29 giugno 2015                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA

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