Italia

Sassari: “Scuola presidio di democrazia e sviluppo”

Questa sera il sindaco di Sassari Nicola Sanna all’incontro nell’istituto di San Donato dove l’assessora regionale Claudia Firino ha presentato il progetto Iscola.
 “Siamo in questa che possiamo definire la prima scuola vera di Sassari che ha festeggiato i suoi 100 anni dalla nascita, è il primo presidio scolastico, è la prima scuola multietnica della città, dove vengono ospitati tanti bambini di ogni parte del mondo che abitano in città. Ecco, allora, che non poteva esserci luogo migliore per parlare dei problemi della scuola e di una nuova scuola”. Il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha iniziato così il suo discorso introduttivo questa sera, all’incontro organizzato dalla Regione Sardegna nella palestra delle scuole di San Donato a Sassari, alla presenza dell’assessora regionale alla Pubblica istruzione Claudia Firino, a Sassari per parlare del progetto regionale Iscola.

“Oggi discutere di scuola – ha ripreso il primo cittadino di Sassari – in questo frangente specifico, con le critiche che si stanno muovendo a livello nazionale, è un’impresa importante. E’ necessario mettere a sistema le risorse, esigue. Anche perché ormai i comuni fanno davvero i salti mortali per chiudere i bilanci e hanno grosse difficoltà per trovare le risorse utili per ogni settore della società. Allora, è bene che ci siano momenti come questo, in cui si illustra alla cittadinanza, agli stessi insegnanti, come si vogliono investire le risorse”.

“Fare scuola a Sassari e nelle zone interne del nostro territorio – ha proseguito –  vuol dire attivare un presidio di democrazia e sviluppo, da svolgere nel migliore dei modi. Ecco che dobbiamo comprendere se siamo per un’autonomia scolastica che, dopo aver ricevuto le “coordinate” strategiche, si organizza da sola, oppure per una scuola centralistica. Perché se rivendichiamo una autonomia scolastica, dobbiamo essere consci che questa aumenta le nostre responsabilità.

“Nello specifico – ha detto ancora Nicola Sanna – e la scuola di San Donato può essere un grande esempio, autonomia vuol dire anche partecipazione attiva delle famiglie e la scuola diventa un luogo di scambio e di vita. Su queste premesse, credo, riusciremo a risollevare la situazione”.

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