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Marocco: Principali temi nel discorso del Re Mohammed VI alla Festa del trono

 La lotta alla precarietà e alla marginalizzazione, servizi ai marocchini residenti all’estero, riforme dell’istruzione, diplomazia, identità marocchina, cooperazione internazionale, e integrità territoriale, sono i principali temi abbordati nel discorso del Re Mohammed VI al 16° anniversario della sua intronizzazione, giovedì 30 luglio 2015.

Tutto ciò che vivete m’interessa: ciò che vi tocca m’affetta altresì, ciò che vi apporta la felicità mi rallegra ugualmente. Ciò che vi angoscia figura sempre in testa delle mie preoccupazioni, ha detto il Sovrano indirizzando alla nazione.

Sulla precarietà di cui soffrano certe regioni in Marocco, il Sovrano ha invitato il governo a stabilire un piano d’azione integrato per finanziare progetti d’infrastrutture nei comuni e zone isolate. In questa direzione il Re ha rivelato uno studio nazionale confidato al ministro degli Interno per contornare i bisogni di ogni douar (località) e di ogni regione, nei settori dell’istruzione, la sanità, l’acqua, l’elettricità e le strade rurali.

Nello stesso discorso, il Sovrano ha lanciato appello ad una riforma dell’istruzione nell’ambito di contratto nazionale lontano da “ogni egoismo e da ogni calcolo politico che ipotecherebbe l’avvenire delle generazioni crescenti, su pretesto di proteggere l’identità”. Sottolineando che l’apertura sulle lingue e sulle altre culture non attacca l’identità nazionale. “Ben al contrario, essa contribuirà ad arricchirla”. Per quanto riguarda “l’identità marocchina è, grazie a Dio, secolare e ben radicata e si distingue con la diversità dei suoi componenti che si estendono dall’Europa fino alle profondità d’Africa”, facendo ricordare che la Costituzione marocchina invita all’apprendimento e alla perfezione delle lingue straniere.

Sulla disfunzione nei servizi prestati ai Marocchini Residenti all’Estero (MRE) nei consolati del Regno, il Re ha attirato l’attenzione del ministro degli Affari Esteri sulla necessità di adoperarsi con tutta fermezza a mettere fine alla disfunzione e altri problemi che conoscono certi consolati.

La rappresentatività dei MRE in seno delle istanze nazionali non è stata dimenticata. “Per confortare la partecipazione dei Marocchini dell’estero alla vita politica, appelliamo all’elaborazione delle disposizioni della costituzione relative all’integrazione di loro rappresentanti nelle istituzioni consultative e le istanze di governo e di democrazia partecipativa”, ha sottolineato.

Sul tema della diplomazia marocchina, il discorso reale ha ricordato l’approccio diplomatico strategico seguito dal Marocco che mira a consolidare una cooperazione sud-sud efficiente, particolarmente con i paesi africani. A questo riguardo, Mohammed VI ha precisato che le sue visite effettuate in numero di paesi del continente hanno permesso di sviluppare un modello di cooperazione economica reciprocamente benefica, e di migliorare le condizioni di vita del cittadino africano”. Il Re ha, peraltro, sottolineato che la credibilità dell’azione diplomatica marocchina è illustrata attraverso le relazioni di partenariato che uniscono il Marocco ad un insieme di raggruppamenti e di paesi amici.

Marocco non permetterà mai che la sua sovranità e la sua integrità territoriale siano toccate, come non tollererà mai attacchi alle sue istituzioni o alla dignità dei suoi cittadini. È rigoroso che il Marocco, come partner responsabile e fedele ai suoi impegni internazionali, non risparmierà alcun sforzo per difendere i suoi interessi superiori, ha detto il Sovrano.

Il Re Mohammed VI ha rilevato che gli sviluppi avvenuti nella questione del Sahara “hanno dimostrato la giustezza della nostra posizione sul livello dell’ONU e la sincerità delle nostre orientazioni sul livello nazionale”. Cosi “sarà avviata la regionalizzazione avanzata e il modello di sviluppo delle province sud del Regno”.

Se la politica interna del nostro paese ha per vocazione essenziale di servire il cittadino, la sua politica estera volta al servizio degli interessi superiori della nazione”, ha proseguito il Sovrano, aggiungendo che “siamo attillati a rivedere lo stile e le orientazioni dell’azione diplomatica nazionale, rimanendo attaccati ai principi fissi sui quali il Marocco s’appoggia nelle sue relazioni esteri ovvero rigore, solidarietà e credibilità.

Quest’orientazione, ha precisato il Sovrano, è venuta nel corso dell’evoluzione e dell’arrivo a maturità del modello marocchino e ancora per accompagnare le mutazioni regionali e internazionali accelerati, mettendo a profitto le opportunità aperte da queste trasformazioni e rilevando le sfide che si posano.

Infine, il Re ha abbordato la necessità di preservare l’identità marocchina autentica. “Non c’è niente di meglio per concludere il discorso che ti indirizzo, caro popolo, che di ricordarti la necessità di preservare l’eredità preziosa che i nostri antenati ci hanno dato, ovvero l’identità marocchina autentica”, affermando anche che non esisteva nessuna ragione affinché i marocchini rinunciano alle loro tradizioni ed ai loro valori di civiltà contrassegnati del sigillo della tolleranza e della moderazione o che combaciano dottrine straniere alla loro educazione ed al loro morale.

“Dunque, non permetti a nessuno venuto da fuori di darti lezioni sulla tua religione e non accetta l’incitamento di nessuno a seguire un rito o una dottrina originaria dall’Est o dall’Ovest, dal Nord o dal Sud, e ciò, indipendentemente di mio rispetto per tutte le religioni celesti e le dottrine che si annettono”, ha concluso il sovrano.

About the author

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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