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Unione difesa consumatori: bene riforma pa

Un decreto che si prefigge di ridurre le attese dei cittadini attraverso la digitalizzazione dei servizi, che  prevede l’abolizione di alcuni enti e l’accorpamento con altri istituti al fine di ridurre la spesa pubblica è senza dubbio un provvedimento che aspettavamo da tempo– afferma in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con., Denis Nesci – bisogna però tenere in considerazione anche le associazioni di categoria al fine di arrivare ad un testo che sia condiviso da più parti e che possa realmente portare dei benefici a lungo termine”.

C’è di tutto e di più nel testo del Ddl delega di riforma della pubblica amministrazione che, approvato in prima lettura dal Senato, ha subito ulteriori modifiche in Commissione Affari Costituzionali.

Tra i punti più importanti c’è sicuramente la digitalizzazione della pubblica amministrazione, la quale garantirebbe ai cittadini e alle imprese una maggiore facilità, accessibilità e fruibilità ai servizi richiesti, attraverso la modalità online, riducendo la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici pubblici,  e azzerando praticamente i tempi di attesa. In questa ottica, in linea con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea, si mira a garantire la disponibilità di connettività a band larga e ultralarga e l’accesso alla rete presso uffici pubblici.

Altro elemento particolarmente rilevante è il cosiddetto silenzio assenso tra pubbliche amministrazioni e tra PA e gestori di beni o servizi pubblici. Nei casi in cui è prevista l’acquisizione di assensi, concerti o nulla osta di amministrazioni o di gestori di beni o servizi che richiedono l’adozione di provvedimenti normativi e amministrativi, essi devono comunicare il proprio assenso entro 30 giorni, decorso tale termine, senza alcuna comunicazione, lo stesso si intende acquisito. 

E poi ancora, centralizzazione della pubblica amministrazione con riduzione degli uffici e quindi anche del personale impiegato, un’azione che va nella direzione di evitare la duplicazione di organismi e uffici con le medesime funzioni. Caso particolare è quello del CONI, la cui parte afferente al Comitato italiano paraolimpico verrà scorporata, diventando un ente autonomo di diritto pubblico senza alcun onere aggiuntivo.

Novità per la dirigenza pubblica,attraverso l’istituzione di un sistema articolato in ruoli unificati e coordinati, accomunati da requisiti omogenei di accesso e reclutamento, un metodo molto più complesso da cui è possibile accedere solo per concorso. A ciò si aggiunge l’abolizione della figura del segretario comunale e provinciale  e la designazione di un unico dirigente degli enti locali.

Al fine di conciliare i tempi di vita e di lavoro, le amministrazioni pubbliche potranno adottare misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione del telelavoro e per la sperimentazione, anche al fine di tutelare le cure parentali, di nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa che permettano, entro tre anni, ad almeno il 10 per cento dei dipendenti, ove lo richiedano, di avvalersi di tali modalità, garantendo che i dipendenti che se ne avvalgono non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera. Oltre a ciò, sono state previste anche convenzioni con asili nido e scuole dell’infanzia e la possibilità attivare servizi di supporto alla genitorialità durante i periodi di chiusura scolastica.

Infine il Governo, entro un anno dall’entrata in vigore del testo, è delegato ad adottare  un decreto legislativo recante il riordino e la ridefinizione della disciplina processuale concernente tutte le tipologie di giudizi che si svolgono innanzi alla Corte dei Conti, compresi i giudizi pensionistici, di conto e a istanza di parte.

Apprezziamo ogni novità che va nella direzione di agevolare la vita dei cittadini,  per questo – afferma il Presidente dell’U.Di.Con, Nesci- siamo contenti di leggere che anche in Italia si inizia a parlare di telelavoro, una parola finora sconosciuta che viene incontro anche alle esigenze delle famiglie, ora  – conclude il Presidente Nesci – bisognerà aspettare il testo definitivo per capire se le modifiche apportate ad altri comparti, come ad esempio quello delle forze dell’ordine, non rischi di compromettere l’operativa e la funzionalità a livello nazionale”. 

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