
Immigrazione, il Coisp dopo la lettera del Sindaco di Chioggia ad Alfano: “Afferma quello che denunciamo da tempo, con questa pessima gestione del fenomeno si rischiano disordini, i cittadini non ce la fanno più e neanche noi”
“L’efficace, spontanea, sincera ed onesta lettera del Sindaco di Chioggia al Ministro Alfano che lamenta la pessima gestione dei flussi migratori e dell’incontrollabile fenomeno dell’immigrazione, non fa che confermare quello che andiamo denunciando da tempo: restando così le cose la sicurezza è sempre più a rischio, i disordini sono dietro l’angolo, le città sono polveriere pronte ad esplodere, perché i cittadini non ce la fanno più a subire tutto il peso dell’inefficace risposta di uno Stato che abbozza, improvvisa, fingendo che tutto sia tranquillo e sotto controllo e che non stia capitando nulla di straordinario. La gente non ce la fa più a sostenere questa pressione, e neppure le Forze dell’Ordine”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la vibrata lettera indirizzata al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dal Sindaco di Chioggia, Giuseppe Casson, che lamenta: “Non è tollerabile che lo Stato sconfessi le sue regole e violi il limite di immigrati nelle comunità locali”, e poi avverte: “Non garantisco che la popolazione non si ribelli”.
“Ho sempre fermamente creduto – ha scritto fra l’altro Casson -, che il rispetto delle regole dovesse rappresentare, per ciascun consociato, l’elemento fondante e costitutivo del nostro stare insieme. E vi credo ancor più, se possibile, da quando sono divenuto sindaco, le cui gravose responsabilità diverrebbero insostenibili se non accompagnate da una effettiva e sentita condivisione, nel corpo sociale, dell’irrinunciabile valore rappresentato dal rispetto del principio di legalità e delle direttive generate dalle Istituzioni. E’ in nome dei principi sopra espressi che ho fatto miei i criteri di derivazione governativa intesi a distribuire i migranti tra i territori dei diversi comuni: in quelle prescrizioni leggo la precisa volontà di coniugare i principi di necessaria ed umana solidarietà nei riguardi di chi scappa da scenari di guerra e devastazione, con l’altrettanto doverosa attenzione nei riguardi delle realtà chiamate ad accogliere. Chioggia, in ossequio a quei criteri, ha dimostrato piena maturità, gestendo con grande equilibrio – insieme a Caritas e ad altre associazioni di volontariato presenti sul territorio – l’arrivo di migranti nella misura disposta per via governativa: peraltro, la recente sistemazione di circa 50 richiedenti asilo, ha fatto sì che le quote riferite al Comune di Chioggia venissero già abbondantemente superate, con giustificate e condivisibili resistenze della popolazione locale, che tuttora chiede ragione del mancato rispetto, da parte del ‘nostro’ Stato, dei criteri e dei limiti che lo Stato stesso ha posto come misura della sua azione”. “… non è tollerabile – ha scritto più avanti il Primo cittadino – che lo Stato sconfessi le regole che lui stesso ha generato; che violi senza colpo ferire il limite di migranti posto a carico delle comunità locali, che corrisponde – non certo casualmente – alla misura di sostenibilità ed assorbibilità rispetto ad un fenomeno altrimenti destinato ad alimentare conflitti sociali potenzialmente esplosivi e probabilmente incontrollabili.
Egregio Signor Ministro, laddove il Suo Governo dovesse dare seguito all’ipotizzato ed indiscriminato arrivo di migranti a Ca’ Bianca di Chioggia, non posso garantire ciò che fino ad oggi ho assicurato, e cioè che – in nome del rispetto delle regole da Voi stessi poste – venisse favorito un approccio maturo, da parte della popolazione, alla questione ‘migranti’ e soffocata sul nascere ogni forma di strumentalizzazione: credo sarebbe impossibile, anche per chi, come me, ha giurato di osservare lealmente la Costituzione, manifestare fiducia – ed alimentarla nei miei concittadini – in uno Stato addirittura incapace di rispettare le regole che ha generato”.
“Se e quando scoppieranno rivolte e proteste e disobbedienze – conclude Maccari -, noi poveri ‘cretini’ saremo come al solito stritolati fra il dovere di mantenere l’ordine pubblico ed il dovere di tutelare Istituzioni da una parte e cittadini dall’altra, in una dicotomia, un divario che mai e poi mai dovrebbe manifestarsi. Ed intanto penseremo cupamente a quante volte abbiamo detto che sarebbe successo!”.