Italia

Lecce sprofonda nel degrado.

Anche il quartiere Rudiae-Ferrovia dimenticato da un’amministrazione comunale che vive alla giornata.

 

Erbacce e rifiuti la fanno da padrone anche sui marciapiedi. I cittadini che pagano le tasse e sono presi di mira da un ente tra i più “tartassatori” d’Italia, fotografano la situazione e la denunciano allo “Sportello dei Diritti”. Un vero e proprio reportage fotografico trasmesso alla nostra mail, mette ancora una volta a nudo la gravissima situazione di degrado in cui si dibattono quei quartieri che non rappresentano il vero e proprio centro cittadino della città di Lecce, ma che sono comunque a due passi dalla zona “barocca”.

Erbacce e rifiuti sui marciapiedi del quartiere Rudiae-Ferrovia, per come fotografata da attenti cittadini la dicono, infatti, tutta su ciò che sta accadendo ad una delle mete turistiche più ambite e ritenute più “amene” d’Italia, ma che viene tristemente smascherata nella sua vera essenza di comune abbandonato a se stesso da un’amministrazione sempre meno attenta e che, come andiamo ripetendo da tempo, viene in una sorta d’inerzia, uno stato di torpore probabilmente determinato dal finire del secondo mandato dell’attuale cittadino, che forse é impegnato su altri fronti piuttosto che a pensare ad un’idea di città diversa da quella che siamo purtroppo costretti ad assistere, perché forse, un’idea non c’è più o non c’è mai stata. Non sappiamo, quindi, se sia sufficiente rivolgere l’ennesimo appello per gridare a gran voce le lamentele rappresentate dai cittadini, sottolinea Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,, ma ancora una volta riteniamo giusto che tutta la collettività abbia piena cognizione della realtà e dunque del grave momento di crisi amministrativa – perché l’inerzia in questi casi é peggio dell’assenza di un governo – che vive la città del barocco leccese, affinché si possa prospettare la possibilità di cambiare una volta per tutte pagina.

Lecce, 15 agosto 2015                                                                                                                                                                                            

Giovanni D’AGATA

 

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