Italia

Padova, il Coisp dopo i commenti di Patrizia Moretti

 “L’unica cosa che accomuna Guerra ed Aldrovandi è che entrambe le morti gravano su chi non dota le Forze dell’Ordine dei mezzi adeguati. E non dimentichiamo che un Carabiniere è finito all’ospedale pestato a sangue”

“Non avevamo dubbi che sarebbero arrivati prontamente i soliti commenti contro le Forze dell’Ordine dai soliti noti che hanno votato evidentemente la loro vita ad accanirsi contro chi lavora al Servizio dello Stato. E infatti non si è fatta attendere la signora Patrizia Moretti che, ovviamente, è partita in quarta e senza freni con le sue solite infamanti accuse, con le sue gravissime deduzioni basate unicamente su ragionamenti del tutto personali, con le sue contraddittorie conclusioni. L’unica cosa che davvero accomuna la sorte di Federico Aldrovandi a quella di Mauro Guerra è che entrambe le loro morti avrebbero dovuto e potuto essere evitate se solo le Forze dell’Ordine fossero dotate dei necessari mezzi operativi per fermare sul nascere ogni resistenza ed ogni recalcitranza che possa degenerare mettendo a rischio tutti”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, replica così alle parole attribuite dalla stampa a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, dopo quanto avvenuto a Carmignano Sant’Urbano, in provincia di Padova, dove una pattuglia dell’Arma è rimasta coinvolta in una situazione drammatica in cui, alla fine, ha perso la vita un 33enne. I militari erano stati chiamati assieme al 118 dai familiari di un uomo, Mauro Guerra, che ha aggredito a calci, pugni e poi con un oggetto contundente un Carabiniere. Il collega, alla vista delle condizioni terribili del compagno ferito e sanguinante, ha estratto la pistola d’ordinanza e ha sparato due volte in aria. Dalla sua pistola è poi partito un terzo proiettile, che ha raggiunto al fianco Guerra, spirato poco dopo. Il militare aggredito ha riportato fratture al cranio ed alla mandibola, oltre alla rottura di sei costole, le sue condizioni sono considerate serie dai medici. La Moretti ha affermato: “Mauro l’hanno dipinto come un mostro, come avevano fatto con mio figlio dieci anni fa. Gli ingredienti sembra si ripetano ogni volta. C’è una versione ufficiale carica di lati oscuri, i carabinieri che indagano su sé stessi e una vittima che viene criminalizzata. Continuano a sparare senza pensarci due volte, come se fosse assimilato un senso di impunità consolidata. Sarà sempre peggio. Perché tutto questo accanimento fino a uccidere? Serve un freno, forse una formazione adeguata, una cultura diversa. E la fine dell’impunità, la possibilità di essere spogliati di quella divisa con cui commettono questi abusi”.

“Il vero senso radicato di impunità lo dimostra chi continua a diffamare ed oltraggiare senza ritegno gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine con affermazioni di enorme gravità – aggiunge Maccari -. Con quale prosopopea la signora Moretti parla di abusi riferendosi al caso in questione? Come si permette? Forse lei ha già i risultati di indagini che per i comuni mortali richiedono ben altri tempi? Forse lei sa cosa è accaduto quando i familiari di Guerra hanno chiamato i Carabinieri ed il 118 chiedendo aiuto allarmati per come il loro congiunto si stava comportando? Secondo noi, cara signora Moretti, ci sarà stato bisogno di pensarci ben più di due volte prima di mettere mano all’arma di ordinanza se intanto Guerra aveva avuto il tempo di massacrare di botte il Carabiniere finito all’ospedale con fratture in tutto il corpo, o no? Forse, se i colleghi intervenuti alla chiamata d’allarme di Ferrara fossero stati di meno, anche loro sarebbero finiti all’ospedale col cranio fratturato. Forse, anzi credo di poter dire certamente, ciò che lei avrebbe forse voluto è che all’obitorio ci finisse uno di quelli con la divisa che lei solo apparentemente rispetta e difende ma che, in verità, lei guarda con un’insofferenza e con un odio che traspaiono con grande evidenza dalle sue parole e dal suo comportamento, sempre e comunque. Ciò su cui lei proprio non vuol in alcun modo riflettere è che scegliere di portate la divisa non significa affatto essere costretti a farsi ammazzare senza difendersi”.

“Non parli di impunità riferendosi a noi, signora Moretti – conclude Maccari -. Intanto ciò implica affermare con certezza che qualcuno sia colpevole e che abbia avuto in animo di fare del male, cosa che non è vera neppure nel caso dei quattro colleghi coinvolti nella morte di suo figlio, condannati per sola ‘colpa’. Gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine in Italia sono gli unici che pagano sempre, pagano caro, pagano in ogni modo, in ogni senso, in ogni ambito della propria esistenza, pagano più severamente di quel che sarebbe previsto dalla legge (e lei questo lo sa bene), pagano trascinando nel baratro intere famiglie definitivamente messe in ginocchio se non per pagare avvocati che neppure si possono permettere per sborsare risarcimenti milionari stabiliti da altri magari senza contraddittorio (ed anche questo lei lo sa bene, vero?), pagano anche se non sono colpevoli, anche se hanno solo commesso errori come ogni essere umano fa, come fece suo figlio quando girava alterato per strada nel cuore della notte mentre non avrebbe dovuto. Come certamente, però, non ha fatto il Carabiniere che ha difeso la vita del collega sanguinante che stava avendo la peggio sotto i colpi di una persona che lo stava massacrando”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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