Italia

Venezia meno reati? Coisp non troppo sicuro

A Venezia il Prefetto vanta reati in calo, nel giro di 24 ore notizie di cronaca di ogni genere lo smentiscono clamorosamente, il Coisp: “La verità è che le denunce aumentano e molti neppure si rivolgono più alle Forze dell’Ordine perché magari hanno subìto lo stesso crimine ben più di una volta…”

“Il Prefetto di Venezia aumenta sensibilmente il malessere di tutti i cittadini che hanno a che fare con il suo ufficio. Eppure dovrebbe ben sapere che le bugie non servono a nulla, e se vengono da un rappresentante delle Istituzioni non solo gli fanno perdere ogni autorevolezza, ma non fanno che esacerbare ancora di più gli animi dei cittadini che si sentono abbandonati e presi in giro, per non parlare dei mal di pancia che causano agli Appartenenti alle Forze dell’Ordine che non si possono descrivere a parole! Ma come diavolo si fa a parlare di reati in calo a favore di microfoni mentre, contemporaneamente, nel Veneziano il Tavolo tecnico del Comitato Ordine e Sicurezza invoca sempre più poliziotti rendendo necessario il massiccio invio di rinforzi di Reparto Prevenzione Crimine. Basta con le prese in giro! La gente non si può più tener buona con le menzogne, ed i Poliziotti non ne possono più di questo atteggiamento che vorrebbe minimizzare una situazione al limite del collasso”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza il Prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, ha presentato i dati relativi all’andamento della criminalità nei primi sette mesi dell’anno, facendo riferimento ad una diminuzione dei furti, un calo dei reati di violenza contro le persone, del numero delle rapine e dei danneggiamenti. In provincia di Venezia, secondo quanto riportato dalla stampa dopo la riunione, il numero dei reati sarebbe in sensibile calo, segnando un -15%, anche se il numero assoluto delle denunce resta alto: 22.380.

Appena il tempo di diffondere questi dati, però, e nel giro di 24 ore i fatti hanno dato un brusco risveglio smentendo categoricamente quel clima di fiducia che il Prefetto aveva tentato di diffondere: una maxi-rissa ha sconvolto Mestre rendendo necessario l’intervento di Polizia e Carabinieri; a Jesolo Lido un marocchino irregolare ha tentato di dileguarsi per sottrarsi all’espulsione dando vita ad un inseguimento stile “guardie e ladri”; un tossicodipendente è stato accoltellato in stazione; sette venditrici ambulanti si sono prese a schiaffi e pugni in pieno centro…

“Viene da chiedersi: ma il signor Prefetto dove vive? La cronaca quotidiana di Venezia – incalza Maccari – dimostra chiaramente tutto il contrario di quanto lui vuole affermare, e noi che ne siamo protagonisti lo sappiamo bene. Le denunce aumentano, anche se tanti neppure denunciano più perché magari è la terza – quarta volta che subiscono furti e simili, sono aumentati i reati violenti e soprattutto lo spaccio di droga”.

“Il nostro obiettivo – conclude Maccari – non è certamente fare allarmismo o generare sfiducia nelle Forze dell’Ordine, sempre pronte a tutto, comunque e nonostante le baggianate che ci propina il Governo. Ma la verità è il minimo che dobbiamo alla gente, perché capisca come stanno le cose, perché capisca il motivo per il quale alziamo tanto la voce chiedendo, urlando che ci serve ben altro per lavorare in realtà sempre più compromesse, anche per aumentare la sicurezza percepita oltre che quella reale. Ci servono uomini, ci servono numeri, ci servono mezzi, ci serve che si cominci a trattare l’argomento Sicurezza, e di conseguenza anche noi cretini che operiamo per essa, con la serietà necessaria e non come fosse argomento da spot pubblicitario”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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