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Acqua non potabile: Egas studia le regole per un ristoro ai cittadini

Sassari_Incontro Sanna_Ramazzotti
Sassari_Incontro Sanna_Ramazzotti

Questa mattina il sindaco ha incontrato una delegazione di cittadini del centro storico e l’amministratore delegato di Abbanoa.

SASSARI 13 settembre 2015 – Uno studio che consenta di applicare regole certe che possono essere utilizzate per fornire ai cittadini, e a tutti gli utenti, un eventuale ristoro per i casi in cui l’acqua, che sgorga dai rubinetti di casa, al bar, nei ristoranti non venga fornita con la qualità garantita. È quanto si è impegnata a fare l’Egas, l’ente gestore delle acque della Sardegna, che con la presidenza del sindaco di Sassari Nicola Sanna vuole mettere la parola fine al disagio che, da tempo a causa dell’acqua non potabile, vivono i cittadini in numerose città dell’isola.

L’impegno di Egas il sindaco Nicola Sanna lo ha comunicato questa mattina quando, in sala consiliare, ha ricevuto una delegazione di cittadini sassaresi del centro storico nel quale da diversi mesi vige il divieto dell’utilizzo dell’acqua a scopi alimentari.

Cittadine e cittadini hanno manifestato la loro esasperazione e hanno chiesto al sindaco un intervento forte nei riguardi di Abbanoa.

Al momento al centro storico, nelle borgate della Pedraia e Biacaraeddu, e da oggi, su segnalazione della Asl di Sassari, a Latte Dolce, a Santa Maria di Pisa e a Porcellana l’acqua non è potabile a causa di alcuni parametri chimici fuori norma. L’acqua non può essere impiegata per uso diretto né per la preparazione di alimenti, mentre può essere utilizzata per il lavaggio della frutta e verdura e per gli usi igienici.

Una situazione che trova origine – è stato detto – anche a causa della vetustà delle tubature e dai necessari interventi fatti per la potabilizzazione dell’acqua. A queste si sono aggiunte le attività di spurgo che hanno reso l’acqua torbida.

E se paradossalmente al centro storico le tubature sono relativamente nuove, sostitute circa 10 anni fa, nel quartiere di San Donato, invece, le tubature sarebbero da sostituire completamente. Per quell’area del centro cittadino a disposizione ci sono i fondi che arriveranno con i finanziamenti dell’Iti. A quel punto potranno avviarsi lavori che, nell’arco di quattro o cinque anni, potrebbero dare una soluzione definitiva.

Alla richiesta di una assistenza con autobotti nei quartieri interessati da queste emergenze e la fornitura di acqua alle attività che fanno ristorazione, il sindaco ha ricordato che «il servizio autobotti è stato organizzato dal Comune e da Abbanoa, con l’attivazione delle associazioni di volontariato. È possibile chiamare i servizi sociali per segnalare le esigenze e attraverso la rete assistenti sociali e volontariato è possibile attivare il servizio per malati e anziani».

Il primo cittadino a fine mattina ha incontrato l’amministratore delegato di Abbanoa Alessandro Ramazzotti, al quale ha riportato la situazione di disagio vissuta dai cittadini sassaresi che, ciclicamente, vivono situazioni di restrizione dell’uso dell’acqua. Il sindaco ha invitato Abbanoa a stringere con il Comune di Sassari un “patto dell’acqua” che, già avviato nella zona dei Comuni del Cedrino, consenta di avviare un monitoraggio settimanale della qualità dell’acqua messa in rete.

Abbanoa, poi, si è impegnata a installare a Sassari, nella zona del centro storico, delle “case dell’acqua”dalle quali i cittadini possano prelevare l’acqua anche quando non sia potabile nell’intera rete. Questo grazie a ulteriori potabilizzatori installati nelle strutture che renderebbero l’acqua bevibile.

«Dobbiamo fare in modo – ha detto il sindaco Nicola Sanna – che le situazioni di disagio siano ridotte drasticamente».

 

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