Esteri

COP21. Re Mohammed VI del Marocco, ‘Il tempo del dubbio e dello scetticismo non è più permesso’

Partecipando alla 21ma Conferenza delle Parti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) di Parigi, il re Mohammed VI del Marocco ha affermato che l’incontro offre l’opportunità di consolidare uno strumento giuridico globale, operativo, equilibrato ed universale che permetterà di limitare il riscaldamento climatico a due gradi e di proiettarsi verso un’economia senza carbone.

Il tempo del dubbio e dello scetticismo non è più permesso – ha detto il sovrano, affermando che un consenso internazionale autentico ed inclusivo si impone e passa necessariamente dal nostro sostegno ad un’appropriazione effettiva dell’Azione Clima da parte dei paesi in via di sviluppo”.

Il re ha avvertito che la minaccia è planetaria e che nessuna nazione, nessuna regione, nessun continente sfuggirà alle conseguenze dello deregolamento climatico: “non vi sarà più l’alibi delle false priorità per una comunità delle nazioni che per lunghissimo tempo ha accettato di voltare la schiena al divenire e al futuro di tutti i suoi figli”.

Ha quindi indicato la strategia che il Marocco attua da più di mezzo secolo, che mette in evidenza la politica delle dighe, “scelta pionieristica e illuminanta attuata dall’inizio degli anni 60 dal nostro auguste padre, il defunto re Hassan II. Coscienti dell’importanza di quest’investimento strutturale e centrale per il futuro del Marocco, ci siamo impegnato al suo rafforzamento, cosa che ha permesso al Regno di dotarsi di 140 grandi dighe classificate, di cui circa un terzo sono state costruite nel corso degli ultimi 15 anni. Il Marocco, inoltre, ha predisposto e difeso, non senza difficoltà, in occasione dei negoziati con i suoi partner, una politica di pesca responsabile per proteggere le sue risorse alieutiche”.

Ha aggiunto poi che dalla presa di coscienza dell’urgenza climatica ad Rio nel 1992, il Regno ha volutamente diretto la sua politica in materia di sviluppo sostenibile e di tutela dell’ambiente, nel rapporti con la comunità internazionale, attraverso una serie di riforme costituzionali, legislative, istituzionali e regolamentarie.

Il re ha ricordato in questo contesto la Carta dell’Ambiente, il Piano Marocco Verde, il Piano d’Investimento Verde, il divieto delle ogm e la recente legge sui rifiuti di plastica, che sono nello stesso modo espressioni di questa mobilizzazione.

E’ da aggiungere che il Marocco è diventato più recentemente uno degli attori principali della transizione energetica nel mondo ed in particolare nel continente africano.

È così che l’obiettivo di 42 pc, che era stato fissato per la parte delle energie rinnovabili, nella risposta da apportare ai bisogni del Marocco nel 2020, è stato recentemente portato a 52 pc in previsione del 2030.

Il contributo determinato del Marocco alla COP21 conferma il passo in avanti del Regno, indicando che “forte di questo impegno costante, il Marocco si candida all’organizzazione a Marrakech, nel 2016, del COP22”.

Il sovrano ha tuttavia insistito sul fatto che il continente africano merita un’attenzione particolare, trattandosi di un’area del pianeta che ovunque si sta alzando sta prendendo fiducia: è in Africa, continente del futuro, che si giocherà il futuro del nostro pianeta, per cui occorrono trasferimenti tecnologici e finanziamenti, prioritariamente a favore dei paesi in via di sviluppo. “La conferenza di Parigi e quella che il Marocco accoglierà tra un anno a Marrakech saranno le fondatrici del futuro che abbiamo il dovere e la responsabilità di cedere ai nostri figli”, ha concluso Mohammed VI.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close