Comunicati Stampa

Sicurezza, il Coisp replica alle parole di oggi di Alfano

 “Le sciocchezze che continua a ripetere le abbiamo già smascherate. Non vogliamo misure irrituali, pretendiamo un equo contratto e investimenti mirati in maniera seria”.

“Ancora stamattina il Ministro Alfano ha avuto l’ardire di ripetere la cantilena del ‘miliardo per la sicurezza’ nonostante lo abbiamo già ampiamente smentito e smascherato: si tratta di una mera operazione di facciata, una pubblicità senza alcun fine concreto se non mentire ai cittadini. Il miliardo per la sicurezza sarà destinato in modo da non essere minimamente utile alle reali esigenze del Comparto, e il bonus di 80 euro è solo uno stratagemma per evitare il concreto e serio impegno necessario al rinnovo dei contratti, che è un preciso obbligo del Governo specialmente dopo che è stata dichiarata ufficialmente dalla Corte Costituzionale l’illegittimità del blocco contrattuale fin qui impostoci con gravissimo nocumento per migliaia e migliaia di Servitori dello Stato”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo che oggi il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in occasione della presentazione del rapporto annuale della Dia ha affermato che: “Il bonus degli 80 euro a Forze dell’Ordine e militari stanziato nella Legge di Stabilità dall’anno prossimo diventerà strutturale”. Alfano ha ricordato poi che l’emendamento del Governo destina un miliardo di euro alla sicurezza e alla Difesa e, per quanto riguarda la prima, ci sono 150 milioni di euro per contrastare il cybercrime, 50 milioni per gli equipaggiamenti delle Forze dell’Ordine e 300 milioni per il bonus degli 80 euro. Tutti argomenti rispetto ai quali il Coisp ha più volte già replicato, anche in occasione delle recenti manifestazioni realizzate assieme ad altre Organizzazioni Sindacali Autonome, spiegando l’inadeguatezza di ciascuno di essi e, in definitiva, l’infondatezza dello sbandierato valor dell’investimento annunciato dal Governo.

“Che valga per uno solo o per più anni – insiste Maccari -, questo bonus, considerato nell’ottica di una giusta retribuzione che sia dunque strutturabile, pensionabile e liquidabile, equivarrebbe in realtà a neppure 30 euro mensili per poliziotti, penitenziari, forestali e vigili del fuoco. La verità è che un impegno serio richiede la stipula di un contratto con cui finanziare anche la parte normativa, e garantire ai lavoratori un trattamento globale conforme ai loro diritti, e non certamente un coniglio tirato fuori dal cilindro chiamato ‘bonus’. Che bisogno c’è di ricorrere sempre a misure irrituali? Noi abbiamo diritto ad un nuovo contratto con un trattamento economico adeguato, un aumento netto di 100 euro per Agente e a salire per le altre qualifiche e una ‘una tantum’ di 1.500 euro a parziale risarcimento per il denaro illegittimamente sottratto nei 6 anni di blocco contrattuale. Chiediamo inoltre da tempo immemore di essere convocati dal premier Renzi, in ossequio ad un preciso obbligo di legge che prevede un pacifico e collaborativo confronto con le Organizzazioni Sindacali”.

“Quanto al resto degli investimenti – conclude Maccari -, non può e non deve passare il messaggio finto e puramente promozionale del ‘miliardo per la sicurezza’, ma delle toppe messe a casaccio su una voragine di carenze. Tolti i 500 milioni destinati al finanziamento delle missioni militari, rimangono per la sicurezza interna 500 milioni di cui 150 da investire nella strumentazione contro il cybercrimine mentre, inspiegabilmente, si progetta contemporaneamente di chiudere innumerevoli nostri presidi fra cui molti di Polizia Postale egualmente indispensabile contro gli stessi reati; 50 milioni dovrebbero andare agli equipaggiamenti ma non sarebbero sufficienti neppure per le dotazioni minime di cui molti di noi sono sprovvisti; ed i restanti soldi, come detto, non basteranno a garantirci ciò che ci spetta di diritto. E non si è neppure accennato alle necessità dei numeri e dei mezzi che ci stanno mettendo in ginocchio, con un Corpo stanco e sempre più anziano, a rischio restare appiedato e senza neppure le dovute tutele per gli operatori. Ministro Cambi musica”.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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