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La vitamina D può aiutare le persone con sclerosi multipla

hop Secondo uno studio pilota pubblicato il 30 dicembre da ricercatori della Johns Hopkins sul sito di Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology, assumere dosi elevate di vitamina D3 è sicuro per le persone con sclerosi multipla e può aiutare a regolare la risposta immunitaria iperattiva del corpo.

“Questi risultati sono entusiasmanti, perché la vitamina D ha il potenziale di essere un trattamento poco costoso, sicuro e conveniente per le persone con SM”, spiega l’autore dello studio Peter Calabresi, direttore del Centro Sclerosi Multipla della Johns Hopkins e professore di neurologia nella Facoltà di Medicina della Johns Hopkins University. “Per confermare questi risultati sono necessarie ulteriori ricerche su grandi gruppi di persone e per aiutarci a comprendere i meccanismi di questi effetti, ma i risultati sono promettenti.”

Bassi livelli di vitamina D nel sangue sono legati ad un aumentato rischio di sviluppare la SM. Le persone che hanno la SM e bassi livelli di vitamina D hanno più probabilità di avere una maggiore disabilità ed attività di malattia.

Nello studio, 40 persone con SM recidivante-remittente hanno ricevuto 10.400 unità internazionali o 800 unità internazionali di integratori di vitamina D3 al giorno per sei mesi. I pazienti con grave carenza di vitamina D non sono stati inclusi nello studio. L’attuale dose giornaliera raccomandata di vitamina D3 è di 600 unità internazionali. Gli esami del sangue all’inizio dello studio e poi a tre e sei mesi hanno misurato la quantità di vitamina D nel sangue e la risposta delle cellule T del sistema immunitario, che svolgono un ruolo chiave nella SM.

Mentre i ricercatori stanno ancora determinando il livello ottimale di vitamina D nel sangue per le persone con SM, è stato proposto come target un range consigliato da 40 a 60 nanogrammi per millilitro (ng / ml). I partecipanti che hanno ricevuto la dose elevata di vitamina D hanno raggiunto livelli all’interno del target proposto, mentre il gruppo che ha ricevuto il basso dosaggio non ha raggiunto l’obiettivo.

Gli effetti collaterali dei supplementi di vitamina erano minori e non sono risultati differenti tra le persone che hanno ricevuto una dose elevata e le persone che ricevuto una dose bassa. Una persona in ogni gruppo ha avuto una ricaduta.

Le persone che hanno ricevuto una dose elevata hanno avuto una riduzione della percentuale di cellule T infiammatorie relative alla gravità di SM, in particolare le cellule IL-17 + CD4 + e CD161 + CD4 +. Quando l’aumento dei livelli di vitamina D nel sangue rispetto ai livelli del basale erano superiori a 18 ng / ml, ogni ulteriore aumento di 5 ng / ml di vitamina D ha portato ad una diminuzione del 1% della percentuale di cellule IL-17 + CD4 + T nel sangue. Le persone che hanno ricevuto una dose bassa non hanno avuto grossi cambiamenti nelle percentuali dei loro sottogruppi di cellule T.

“Speriamo che questi cambiamenti nelle risposte delle cellule T infiammatorie si traducano in una ridotta gravità della malattia”, spiega Calabresi. “Altri studi clinici sono in corso per determinare se sarà così.”

Fonte: http://www.hopkinsmedicine.org/news/media/releases/taking_vitamin_d_may_benefit_people_with_multiple_sclerosis

About the author

Alessandro Rasman, 48 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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