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Maria Joao Pires, la signora del pianoforte a LuganoMusica

Maria Joao Pires
Maria Joao Pires
Dopo Radu Lupu e Andras Schiff, un’altra stella della tastiera, questa volta al femminile, arriva al LAC di Lugano per un récital cameristico. La pianista portoghese Maria João Pires, classe 1944, interprete eccelsa del repertorio classico viennese, propone un programma interamente dedicato a Beethoven e Schubert, insieme ad un suo allievo, il serbo Miloš Popovic. I due artisti si alterneranno al pianoforte nell’esecuzione delle Sonate op. 111 e op. 53 di Beethoven e siederanno invece fianco a fianco per due pagine schubertiane a quattro mani.

Occasione imperdibile per gli amanti del pianoforte, martedì 2 febbraio al Teatro LAC. Protagonisti della serata saranno una decana della tastiera, l’artista settantaduenne Maria João Pires, e il trentenne Miloš Popovic, vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui quelli di Gorizia e Belgrado. La Pires, insignita nel 2002 del prestigioso IMC-Unesco International Music Prize, si dedica da decenni alla riflessione sull’influenza che l’arte può esercitare sulla vita e sulla società, portando nei suoi seminari internazionali le sue innovative idee pedagogiche. Maestra e allievo hanno collaborato all’interno di un singolare progetto in Belgio, dove attualmente Popovic vive: nell’ambito della Music Chapel Reine Elisabeth hanno preso parte al Partitura Project, in cui un gruppo di giovani pianisti di talento si sono uniti intorno alla grande artista portoghese per creare una virtuosa sinergia, un’alternativa possibile in un mondo troppo concentrato sulla competitività.
Est e ovest d’Europa si incontrano nell’esperienza di Maria João Pires e Miloš Popovic – portoghese lei, serbo lui -, intorno alla musica di due grandi autori nati e vissuti invece nel cuore del vecchio continente: Beethoven e Schubert. I protagonisti del concerto rappresentano anche due generazioni distanti, l’una erede dell’altra, e sarà perciò interessante ascoltarli separatamente e in duo.
Elegante il programma in cartellone: a fare da sipario iniziale e conclusivo, due pagine di Schubert a quattro mani, entrambe composte nell’ultimo anno di vita dell’autore, il 1828. L’Allegro in la minore Lebensstürme D 947 è un lavoro singolare, forse concepito come movimento di una sonata mai scritta e pervaso da un profondo senso di inquietudine. Celeberrima la Fantasia in fa minore D 940, considerata un vero pilastro nel repertorio per duo pianistico ed attraversata dalla splendida vena melodica di Schubert. La Fantasia è dedicata ad una allieva, la giovane nobildonna Caroline Esterházy, che con il compositore austriaco ebbe una relazione amorosa.
Di Beethoven, la Pires interpreterà l’op. 111, ultima sonata del genio di Bonn, caratterizzata da una ricerca formale innovativa per l’epoca e incentrata sulla sublime arte della variazione. Popovic eseguirà invece l’op. 53, la Waldstein – dal nome del dedicatario -, esempio della cosiddetta seconda maniera beethoveniana, in cui profondità d’ispirazione e virtuosismo tecnico – caratteristiche che Beethoven incarnava sia da autore che da pianista – si fondono con esiti di sorprendente modernità.

Appuntamento alle 20.30 alla Sala Teatro LAC
Martedì 2 febbraio 2016 – 20.30
Sala Teatro LAC

Interpreti
Maria João Pires, pianoforte
Miloš Popovic, pianoforte

Programma

Franz Schubert (1797-1828)
Allegro in la minore per pianoforte a quattro mani Lebensstürme, D 947 (1828)

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
Sonata n. 32 in do minore, op. 111 (1822)
Sonata n. 21 in do maggiore, op. 53 Waldstein (1804)

Franz Schubert
Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani, D 940 (1828)

Alcune note al programma
Tra le ultimissime opere di Schubert – in un catalogo complessivo che non poca attenzione ha dedicato allo strumento pianoforte, a due, ma anche a più mani – l’Allegro in la minore porta con sé un dubbio fondamentale: se è un’opera da intendersi come a sé stante o se in realtà era stata pensata per andare a costituirsi come movimento di una più ampia composizione pianistica. Un dubbio né confermato né smentito dal fatto che Schubert adotta nel pezzo un’inedita sperimentazione tematica, importando nella forma-sonata un contrasto tra due coppie tematiche (anziché due singoli temi contrapposti), per di più in tonalità sensibilmente lontane. Il titolo, Lebensstürme (letteralmente “tempeste della vita”), venne aggiunto in seguito dall’editore Anton Diabelli ed esprime bene il carattere drammatico della pagina, prima più agitata, poi nostalgica.
Allo stesso anno 1828, quello della morte dell’autore, appartiene anche la Fantasia in fa minore D 940, spesso indicata come una delle opere più importanti di tutta la letteratura per il pianoforte a quattro mani. Oltre a tale importanza, diversi commentatori ne hanno ravvisato un livello di originalità e inventività fuori dal comune. Dedicata alla giovane nobildonna Caroline Esterházy – che di Schubert era allieva nonché segreta amante – si tratta di una pagina in quattro movimenti, tutti collegati tra loro, che mostra un sensibile slancio virtuosistico unito alla ben nota propensione melodica dell’autore.
L’op. 111 è la trentaduesima, nonché ultima sonata per pianoforte dell’intero catalogo di Beethoven. Posta nell’estremo periodo creativo dell’autore (i cui frutti furono spesso giudicati incomprensibili o ineseguibili dai contemporanei) fu terminata nella primavera del 1822 e pubblicata nel corso dello stesso anno. L’opera si compone di due soli movimenti e riprende i modelli formali più cari al compositore: la forma-sonata e il tema con variazioni. Aperto da un’introduzione di grave severità e tensione armonica, il primo movimento sovverte la logica bitematica della forma-sonata, donando preminenza assoluta al primo tema. La successiva Arietta – vero cuore della Sonata – parte da un tema di rarefatta essenzialità, per esercitare poi la sublime arte della variazione. Legata ad una fase creativa in cui l’autore scriveva ormai essenzialmente per sé, la Sonata apparve ardua e bizzarra ai suoi tempi, mentre al nostro orecchio postmoderno giunge in tutta la sua complessa perfezione.
Scritta tra il 1803 e il 1804 e pubblicata nel 1805, la Sonata in do maggiore op. 53 Waldstein rappresenta invece, insieme all’Appassionata, il punto culminante della cosiddetta seconda maniera beethoveniana, in cui profondità dell’ispirazione e virtuosismo strumentale – due caratteristiche che Beethoven incarnava sia nel ruolo autoriale sia in quello d’interprete – si fondono in un unico, possente blocco di sorprendente modernità. Il titolo Waldstein-Sonate (inizialmente diffuso soprattutto in Germania e nei paesi anglosassoni, mentre in Italia si è spesso parlato di Sonata Aurora) si riferisce al conte Ferdinand Ernst Gabriel von Waldstein, dedicatario dell’opera nonché protettore del giovane Beethoven e poi suo paterno amico. L’opera mostra la ricerca timbrica compiuta da Beethoven sul pianoforte: bellissimo l’inizio, con un accordo quasi informe ripetuto nel registro grave, mentre pian piano emerge il tema principale, luminoso e vibrante.

Biografie interpreti

Maria João Pires
Nata nel 1944 a Lisbona, si è esibita in pubblico per la prima volta all’età di soli quattro anni. Dopo aver vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale Beethoven di Bruxelles, nel 1970, ha tenuto concerti in tutto il mondo con le più prestigiose orchestre: Berliner Philharmoniker, Boston Symphony, Royal Concertgebouw Amsterdam, London Philharmonic, Orchestre de Paris e Wiener Philharmoniker. Nel 2002 è stata insignita del prestigioso IMC-Unesco International Music Prize. Da oltre quarant’anni si dedica alla riflessione in merito all’influenza dell’arte sulla vita, sulla comunità e sull’educazione, con l’obiettivo di sviluppare nuove teorie pedagogiche. Ha tenuto numerosi workshop con studenti provenienti da tutto il mondo, e ha portato le proprie idee – la sua filosofia musicale e non solo – in Giappone, Brasile, Portogallo, Francia e Svizzera. Maria João Pires ha prodotto un’estesa discografia come solista, camerista e con orchestra. Per il suo settantesimo compleanno, nell’estate 2014, Erato ha ripubblicato molte delle sue registrazioni degli anni ‘70 e ‘80, mentre Deutsche Grammophon ha pubblicato un cofanetto delle sue registrazioni da solista.

Miloš Popovic
Nato nel 1985 a Belgrado, è di nazionalità serba e belga. Dopo il debutto in concerto all’età di dieci anni, è stato protagonista di una carriera decisamente rapida: a undici anni ha vinto il Secondo Premio e a tredici il Primo al Concorso Rubinstein per giovani pianisti a Parigi, raccogliendo poi svariati riconoscimenti in competizioni internazionali: Primo Premio al Concorso di Gorizia e Terzo Premio al Concorso di Belgrado. Nel 1999 ha conosciuto il celebre didatta Eugène Mogilevsky – un incontro fondamentale nel suo sviluppo artistico e professionale – venendo poi ammesso nella sua classe al Conservatoire Royal di Bruxelles. Ha inoltre potuto ottenere preziosi consigli da Vitalij Margulis, Menahem Pressler e Dmitrij Baškirov. Si è prodotto in concerto nelle principali capitali culturali europee, accanto a orchestre quali la English Chamber, l’Orchestre Royal de Chambre de Wallonie e la Youth Orchestra of the Americas, dirette dai maestri Augustin Dumay, Carlos Miguel Prieto e Isaac Karabtchevsky. Nell’ambito della Music Chapel Reine Elisabeth, in Belgio, ha fatto parte del Partitura Project: un gruppo di giovani pianisti di talento riuniti da Maria João Pires con la volontà di creare una virtuosa sinergia tra artisti di diverse generazioni, come alternativa possibile in un mondo troppo concentrato sulla competitività.

Partner di LuganoMusica

La programmazione di LuganoMusica è realizzata grazie a:
Città di Lugano
Repubblica e Canton Ticino/Fondo Swisslos
Fondazione Lugano per il Polo Culturale
Fondazione Ing. Pasquale Lucchini
Fondazione per l’Orchestra della Svizzera italiana
Amici della Scala di Lugano e Fondazione Vittorio e Amalia Ghidella
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Media partner: Corriere del Ticino

Modalità di ingresso
Biglietti
Categoria 1: Fr. 70/60
Categoria 2: Fr. 55/45
Categoria 3: Fr. 45/35
Categoria 4: Fr.35/25/18
Categoria 5: Fr. 25/20/12
(più costi di prenotazione)
Riduzioni per studenti, apprendisti e beneficiari AVS e AI.

Prevendita presso la biglietteria del LAC, online su www.luganolac.ch, presso tutti i punti Ticket Corner (uffici postali, Manor, stazioni FFS) e online su www.ticketcorner.com
Info biglietteria Tel. +41 (0)58 866 42 22 / www.luganolac.ch

LuganoMusica

Piazza Bernardino Luini 2
CH-6900 Lugano
Tel. +41 (0)58 866 42 85
lunedì, martedì e giovedì dalle ore 14.00 alle 17.30

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