Speciale Sclerosi Multipla

Sclerosi Multipla: alcune considerazioni sulla CCSVI di Zamboni

ccsviIeri sono rimasto letteralmente allibito nel leggere su Fb nella pagina del “CeSMuV” (Centro Regionale Specializzato per la Sclerosi Multipla del Veneto) un post intitolato “CCSVI: game over“.
http://www.facebook.com/cesmuveneto/posts/1115706695114867

Già il titolo chiarisce bene il tenore dello scritto su un argomento che forse andrebbe dibattuto ai tavoli scientifici piuttosto che su Fb.
Provo però a fare qualche breve considerazione su quanto è stato scritto:

1) non è affatto vero che “dal 2009, veniva proposta, senza alcuna sperimentazione clinica preliminare di supporto, la ‘terapia liberatoria‘” (ndr: trattamento endovascolare per la CCSVI).
Nel dicembre 2009 fu infatti pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Vascular Surgery lo studio intitolato “A prospective open-label study of endovascular treatment of chronic cerebrospinal venous insufficiency” (Uno studio prospettico in aperto sul trattamento endovascolare per l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale), secondo il quale “l’angioplastica delle stenosi venose nei pazienti con CCSVI è sicura, e soprattutto nei pazienti RR, il decorso clinico ha positivamente influenzato i parametri clinici e la qualità di vita della connessa SM rispetto alla valutazione preoperatoria. I tassi di restenosi sono elevati nelle vene giugulari interne ma molto promettenti nell’azygos, suggerendo la necessità di migliorare le tecniche endovascolari nelle prime. I risultati di questo studio pilota giustificano un successivo studio di controllo randomizzato.”
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19958985

2) non è vero che “ad oggi, oltre 30 gruppi di ricerca, in ogni parte del mondo, NON sono riusciti a confermare che la CCSVI sia in qualche modo legata alla SM, anzi hanno prodotto osservazioni scientifiche che hanno definitivamente smentito una qualsiasi associazione tra anomalie venose e infiammazione cerebrale“.
Se infatti passiamo in rassegna la letteratura scientifica internazionale troviamo tre meta-analisi che invece hanno trovato una forte correlazione tra CCSVI e sclerosi multipla.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21969411
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24587827
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24005191
Tutti e 3 le suddette meta-analisi hanno confermato una significativa prevalenza della CCSVI nella SM. Solo 6 su 19 studi comparabili hanno negato l’associazione tra CCSVI e sclerosi multipla. Ma mentre le prime due meta-analisi hanno mostrato eterogeneità tra gli studi, la terza ha chiaramente dimostrato un significativo rischio doppio di avere la SM quando viene rilevata la CCSVI, senza alcuna eterogeneità. http://www.pagepressjournals.org/index.php/vl/article/view/CerebVenReturn.2013.2/1369

3) la citata ricerca finanziata dalla Regione Veneto finora non è stata pubblicata su alcuna rivista scientifica, perciò mi appare curioso l’annuncio dei risultati su Fb. Impossibile al momento formulare altri commenti in materia.

4) in merito è però interessante l’affermazione “Una quantità enorme di soldi e di ore di lavoro dissipati per smentire una teoria priva di fondamenti scientifici“.
In pratica l’autore ammette candidamente che si tratta di uno studio nato per smentire una teoria che lui ritiene priva di fondamento.

5) relativamente allo studio Cosmo, promosso e finanziato dalla Fism-Aism, si è già espresso con chiarezza il prof. Zamboni nel 2012, individuando i limiti tecnici di detto costoso studio:
http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/replicazamboni.aspx

6) non conosco “la recente analisi inglese” sui contenuti di Google, ma mi risulta che l’articolo del prof. Zamboni sulla sua “Big Idea” sia ancora tra gli articoli più citati sulla sclerosi multipla.
http://jrs.sagepub.com/content/99/11/589.short

7) parlando del trattamento endovascolare per la CCSVI, non è vero che “una terapia (invasiva) sia stata propagandata e applicata su larga scala SENZA una sperimentazione che ne avesse precedentemente dimostrato i benefici.”
Anzi, dopo la pubblicazione dello studio pilota nel 2009 (punto 1) è appena terminato lo studio multicentrico “Brave Dreams“, promosso e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, che darà un responso definitivo sull’utilità del trattamento endovascolare per la CCSVI.
http://www.ospfe.it/reparti-e-servizi/reparti-dalla-a-alla-m-1/clinica-chirurgica/clinica-chirurgica-eccellenze/ricerca-diagnosi-e-trattamento-sclerosi-multipla/brave-dreams-sogni-coraggiosi#null
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23034121
http://www.ospfe.it/reparti-e-servizi/reparti-dalla-a-alla-m-1/clinica-chirurgica/clinica-chirurgica-eccellenze/ricerca-diagnosi-e-trattamento-sclerosi-multipla/il-reclutamento-dei-pazienti-per-lo-studio-brave-dreams-e-terminato-i-risultati-definitivi-fra-un-anno

In conclusione, penso che il post del CeSMuV possa venire pacificamente considerato solo come parole spese in libertà.

Invece, una rivista scientifica internazionale dedicata alla sclerosi multipla ‘Journal of Multiple Sclerosis‘, ha pubblicato di recente uno studio secondo il quale l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi), individuata otto anni fa da Paolo Zamboni, esiste come entità patologica, ed esiste nella sclerosi multipla
Lo studio si intitola ‘The pathology of the Internal Jugular Vein in Multiple Sclerosis‘ e rappresenta ‘la prima volta’ da parte della neurologia, spiega una nota dell’associazione Ccsvi nella Sm che sostiene gli studi del ricercatore ferrarese, in cui si dimostra apertura nei confronti dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale. “Finora infatti – prosegue l’associazione – salvo rarissime eccezioni, i neurologi e le loro riviste hanno avuto un atteggiamento di chiusura quasi totale rispetto a questa scoperta scientifica”. Nello studio Massimo Pedriali (Istituto di anatomia patologica, azienda ospedaliera universitaria Ferrara) e Paolo Zamboni (Centro malattie Vascolari della stessa Università) -hanno rivisto tutte le prove raccolte sulla esistenza della Ccsvi in pazienti affetti da sclerosi multipla e pubblicati negli ultimi sei anni sulle maggiori riviste scientifiche da gruppi di ricercatori provenienti da Ginevra, Grenoble, Trieste, Melbourne, Roma, Cleveland. “Le pubblicazioni finora disponibili mostrano chiaramente la presenza di anomalie nelle pareti e nelle valvole delle vene di pazienti con sclerosi multipla rispetto ai tessuti dei controlli sani”, scrivono Pedriali e Zamboni. Nelle conclusioni si sottolinea che l’indagine non può chiarire l’origine della patologia delle giugulari nei pazienti con sclerosi multipla: se congenita, infettiva, o se si tratti di eziologia post-trombotica.
http://ccsvi-sm.org/node/8160

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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