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L’Oms suggerisce di ridurre il sale

 

Consumare troppo sale espone all’ipertensione arteriosa e a danni nei confronti di cuore, reni e arterie. Per ridurre i consumi è importante stare attenti in cucina ma anche leggere con attenzione le etichette

Una dieta con troppo sale può favorire l’ipertensione arteriosa e minare la salute di numerosi organi, come i reni ed il cuore.

Il sale e L’Oms

Le linee guide dell’Organizzazione mondiale della sanità sottolineano che non si debbano superare i 5 grammi al giorno ma, si tratta di un dato disatteso in molti Paesi, Italia compresa.

Mangiare con troppo sale comporta altri rischi come la ritenzione idrica e la cellulite che, nelle forme più severe, deve essere considerata una malattia.

Le ricerche scientifiche

L’eccesso di sale, secondo quanto dimostrato da uno studio statunitense condotto presso l’Università di Delaware, comporta numerosi disturbi anche gravi. Oltre all’aumento della pressione arteriosa e dei battiti cardiaci, si può andare incontro a problemi a carico del cuore, dei reni e dell’apparato vascolare. Inoltre, alla lunga può predisporre allo sviluppo di alcune forme tumorali, come quelle dello stomaco.

L’abuso di sale riguarda non soltanto gli Usa, dove sono stati presi dei provvedimenti importanti che riguardano anche i fast food,ma anche l’Italia dove i cibi sono particolarmente saporiti.

Ridurre il consumo di sale

Per ridurre l’utilizzo del sale in cucina è importante far ricorso ad erbe e spezie aromatiche come l’origano, la salvia, i semi di finocchio ma anche il peperoncino o il curry. Abituarsi a pietanze meno sapide è soltanto questione di tempo; bastano soltanto pochi giorni per far sì che il palato impari, nuovamente, ad apprezzare il sapore dei vari cibi. Quando si prepara la pasta è consigliabile salare soltanto all’ultimo, poco prima di scolare mentre il sapore delle verdure,e di tanti altri ingredienti, si può esaltare con il limone e l’aceto.

Il sale nascosto

Un discorso a parte riguarda il sale presente negli alimenti acquistati, come per esempio il pane, i dolci e gli snack. Il problema è stato affrontato, anche di recente, dal Ministero della salute in accordo con i panificatori italiani.

Il sale nascosto si può individuare leggendo attentamente le etichette degli alimenti. E’ presente nel pane e nella maggioranza dei prodotti da forno come grissini, pizzette, biscotti e dolci; non manca nei piatti pronti, impanati e precotti. Il sale si trova in molte conserve alimentari, compresi alcune passate di pomodoro, e nei legumi in scatola, come i piselli. E’ impiegato non soltanto negli snack salati come arachidi e patatine ma anche dolci come merendine e creme senza trascurare tante bevande, come quelle vegetali.

 

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