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Ventinove candeline per il Festival internazionale Time in Jazz diretto da Paolo Fresu

Charles Lloyd

Charles Lloyd

In programma dall’8 al 16 agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna.
Charles Lloyd, Michel Portal, Amadou & Mariam, Bombino,  Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia tra i protagonisti di un’edizione all’insegna degli Occhi.
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Edizione numero ventinove per Time in Jazz: dall’8 al 16 agosto si rinnova il consueto appuntamento di mezza estate in Sardegna con il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu. Paese natale del trombettista, Berchidda è come sempre il fulcro della manifestazione: qui ha casa l’associazione culturale Time in Jazz che ne cura l’organizzazione, e qui si concentra la maggior parte degli eventi in cartellone. Ma anche quest’anno il festival abbraccia vari altri centri del nord Sardegna: Bortigiadas, Calangianus, Chiaramonti, Ittireddu, Loiri Porto San Paolo, Mores, Ozieri, Pattada, Posada, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania e Tula sono le tappe di un circuito di concerti che nel mattino e nel pomeriggio vanno in scena in luoghi rappresentativi della realtà socio-culturale del posto o di valore storico o naturalistico. Novità di quest’anno, la rassegna Time in Sassari, consueto prolungamento di Time in Jazz in territorio sassarese, fungerà anche da prologo al festival: doppio appuntamento in calendario, dunque, l’8 e il 16 agosto, a Sassari, Cheremule e Sorso.
 
Sviluppando l’ideale percorso “anatomico” inaugurato due anni fa, dopo le edizioni all’insegna di Piedi e di Ali, Time in Jazz si riconosce quest’anno sotto il titolo Occhi, spunto tematico e filo rosso per nove giornate cariche di musica (e altro). Il jazz internazionale è rappresentato da artisti del calibro dei sassofonisti Charles Lloyd e Michel Portal; la scena italiana trova invece ampio spazio con la cantante Ada Montellanico, il duo del clarinettista Gianluigi Trovesi e del fisarmonicista Gianni Coscia, il quartetto Four and more, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, i pianisti Alessandro Di Liberto, Antonio Zambrini, Stefano Battaglia, il duo Musica Nuda della cantante Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, il progetto BAM del contrabbassista Marco Bardoscia con il quartetto d’archi Alborada e la pianista Rita Marcotulli.
 
In un programma sul tema degli occhi non poteva mancare la giusta attenzione per gli artisti non vedenti: ecco dunque il pianista americano Justin Kauflin, la coppia Amadou & Mariam, dal Mali, e la cantante e pianista Silvia Zaru.
 
Il cartellone propone poi progetti “trasversali” come il duo Bugge Wesseltoft Christian Prommer, o la “Norma” di Belliniriletta in chiave jazz da Paolo Silvestri e affidata all’esecuzione dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e all’Orchestra Jazz della Sardegna con Paolo Fresu solista. E, ancora, progetti speciali come “Il tempo in posa”, con le foto di Pino Ninfa e la musica del pianista svedese Jan Lundgren, o come il “Blind Date – Concert in the Dark” del pianista Cesare Picco; produzioni originali, come i duo del polistrumentista Mino Cinelu con Rita Marcotulli e con lo stesso trombettista di Berchidda, o come“Cecità”, un lavoro ispirato all’omonimo romanzo di José Saramago con l’attore Giuseppe Battiston e le musiche di Fresu eDaniele di Bonaventura. Un programma ricco e variegato, dunque, in cui trovano spazio anche il chitarrista Tuareg Bombinocon il suo desert blues, il progetto Last Of Songs degli israeliani Irit Dekel e Eldad Zitrin, i poeti improvvisatori Bruno Agus eSalvatore Scanu, la Banda Bernardo De Muro e la Funky Jazz Orchestra di Berchidda.
 
Tanta musica, dunque, ma anche la consueta serie eventi espositivi del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, la selezione di film e documentari a cura di Gianfranco Cabiddu, le varie iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale targate Green Jazz, e, ancora, presentazioni di libri e conferenze: è un programma ancora una volta assortito e ricco di eventi quello messo in cantiere dall’associazione culturale Time in Jazz con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Assessorato del Turismo), della Fondazione di Sardegna, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri interessati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Unione Europea/ progetto Caras, dellaComunità Montana Monte Acuto, con la partecipazione di Corsica Ferries – Sardinia Ferries, Unipol, Banco di Sardegna,Geasar, ASCUNAS, Boche de Cheremule, Festival Creuza de Mà, Associazione i-Jazz, Ente Musicale di Nuoro, I Luoghi del Jazz, CBM, Fab, Secauto, Mereu Auto, Sardatransport, Area Marina Protetta Tavolara, èambiente, Museo del Vino, Le cantine del jazz.

 
  • Prologo: Time in Sassari

La nove giorni di musica e altro in terra sarda prende dunque il via con l’inusuale prologo all’insegna di Time in Sassari. Due gli appuntamenti in scaletta lunedì 8 agosto. Il primo è a Sorso, la cittadina a una decina di chilometri dal capoluogo turritano e a pochi minuti dal mare. Nel Giardino degli aranci, alle 18, è di scena Daniele di Bonaventura, autentico virtuoso del bandoneon, lo strumento a mantice sul quale il musicista marchigiano ha incentrato una feconda produzione artistica e collaborazioni che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music. Qui lo troveremo in trio con due nomi di primo piano della scena musicale sarda: il chitarrista Marcello Peghin, col quale condivide una frequentazione artistica quasi ventennale, e il contrabbassista Salvatore Maltana.
 
In serata, alle 21.30, tappa a Sassari per uno degli eventi più originali e in linea con il tema degli occhi. Al Teatro Verdi, Cesare Picco presenta “Blind date – Concert in the dark”, un concerto per pianoforte, totalmente improvvisato, dove il pubblico viene gradualmente immerso nel buio assoluto per poi ritornare molto lentamente alla luce iniziale, vivendo una vera e propria alba sensoriale. Con questo progetto, che ha debuttato nel 2009, Cesare Picco affianca dal 2012 la missione di CBMItalia, organizzazione umanitaria impegnata da oltre cento anni nella lotta alla cecità: ridare la vista alle persone che non vedono.
 
 

  • Time in Jazz: si salpa con Musica Nuda

Time in Jazz salpa anche quest’anno (ed è l’undicesimo consecutivo) con un concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio lunedì 8 agosto da Livorno (partenza alle 15,30) verso il porto sardo di Golfo Aranci (arrivo previsto alle 21): protagonista il duo Musica Nuda, ovvero il riuscito sodalizio artistico della cantante Petra Magoni e del contrabbassistaFerruccio Spinetti, sulle scene da tredici anni, con un bagaglio di oltre mille concerti, sei dischi in studio, due live, un dvd e una serie di premi e riconoscimenti (tra cui la “Targa Tenco” nel 2006 nella categoria interpreti).
 
 

  • Martedì 9 agosto

Il festival entra a regime martedì 9 con tre diversi concerti in altrettante località. Si comincia alle 11 a Mores, nella chiesa campestre di Santa Lucia, con il piano solo di Alessandro Di Liberto “Inner conversation”: un viaggio introspettivo nel quale il pianista cagliaritano, tra composizioni originali, classici della tradizione americana e momenti di improvvisazione totale, attraversa le tappe fondamentali del suo percorso musicale, dallo studio del jazz alle contaminazioni con altri generi musicali.
 
Il pomeriggio porta la carovana di Time in Jazz al Museo Archeologico di Ittireddu dove è di scena, alle 18, la cantante Ada Montellanico con “Abbey’s Road – Omaggio a Abbey Lincoln”. Ad affiancarla in questo progetto, il trombettista Giovanni Falzone e tre talenti emergenti del jazz italiano: Matteo Bortone al contrabbasso, Ermanno Baron alla batteria e Filippo Vignato al trombone. Autrice e interprete tra le più importanti e innovative della scena jazzistica italiana, Ada Montellanico in questo omaggio mette in risalto la forza narratrice, il carattere africano e la trasgressività del mondo sonoro di Abbey Lincoln (1930-2010), iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale oltre che attrice e attivista impegnata in seno alla comunità nera. “Abbey’s Road” è uno dei progetti MIdJane, la panoramica sulla produzione artistica al femminile promossa dalla MidJ, l’associazione nazionale dei musicisti jazz (di cui è presidente proprio Ada Montellanico).
 
Chiusura di giornata, alle 21,30 a Calangianus, con il duo Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, in concerto all’ex-Convento dei frati cappuccini.
 
 

  • Mercoledì 10

Mercoledì 10 si apre alle 11 sul mare di Posada, alla Torre di San Giovanni, con “Cecità”, una produzione originale di Time in Jazz ispirata all’omonimo romanzo di José Saramago che racconta di una misteriosa epidemia che rende ciechi uomini e animali di un intero paese. A dare voce e atmosfere sonore al libro dello scrittore portoghese (premio Nobel per la letteratura nel 1998), un originale trio che vede accanto alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu e al bandoneon di Daniele di Bonaventura l’attore Giuseppe Battiston .
 
Si resta sulla costa nordorientale della Sardegna, alle 18 allo Stagno della Peschiera nei pressi di San Teodoro, con un altro progetto originale del festival: il titolo, “Due per centotré e cinque”, allude alla somma dei tasti (duecentosette in tutto) degli strumenti a mantice dei due artefici del concerto che li vedrà per la prima volta insieme: ancora Daniele di Bonaventuracon il suo bandoneon e Gianni Coscia, ottantacinque anni portati con disinvoltura, uno dei più grandi fisarmonicisti in attività.
 
Ha invece spento da poco le sue prime trenta candeline il pianista americano Justin Kauflin, al centro del doppio appuntamento in programma in serata a Berchidda, nel cortile del Centro Laber (l’ex caseificio trasformato in spazio culturale e base operativa dell’associazione Time in Jazz). Il primo, alle 21.30, è la proiezione (forse solo per la seconda volta in Italia) di “Keep on keepin’ on”, il pluripremiato documentario diretto da Alan Hicks, e prodotto nel 2014 da Quincy Jones, che racconta l’avvincente storia di Justin Kauflin e del suo mentore, Clark Terry, il grande trombettista scomparso un anno fa a febbraio. Dal grande schermo al palco: al termine del film Justin Kauflin sarà al centro dei riflettori per un concerto di piano solo. E sarà un’occasione da non perdere per apprezzare il talento di questo pianista non vedente dall’età di undici anni.
 
 

  • Giovedì 11

All’insegna del pianoforte anche la mattinata di giovedì 11: a Ozieri, nella Cattedrale dell’Immacolata (ore 11) è di scenaAntonio Zambrini, un musicista che ha attirato l’attenzione di pubblico e critica con i suoi brani originali, apprezzati e talvolta riproposti da colleghi musicisti, anche di prestigio, come Lee Konitz, John Law, Stefano Bollani, Ron Horton e Rita Marcotulli. Brani, quelli del pianista milanese, in cui si possono trovare influenze della tradizione musicale-cinematografica italiana, dell’Impressionismo francese, dalla musica popolare anglosassone, dei ritmi dispari della musica balcanica e mediterranea, e naturalmente della tradizione jazzistica.
 
Altro piano solo, nel pomeriggio, per Justin Kauflin, atteso stavolta a Pattada, alle 18, nella Chiesa di San Giovanni.
 
In serata si accendono nuovamente i riflettori del Centro Laber a Berchidda per dare luce a due diversi set. Il primo (alle 21,30) è “Il tempo in posa”, un progetto che lega dal vivo le immagini scattate da Pino Ninfa, fotografo che ha fondato il senso del suo lavoro sull’interesse per la musica e per il sociale, con le note del pianista svedese Jan Lundgren, un artista capace di mettere la sua straordinaria tecnica al servizio della musicalità, integrando le più disparate influenze. Dedicato all’area mediterranea, “Il tempo in posa” si presenta come un viaggio dalla Sicilia alla Libia passando per l’Italia del Sud e la Sardegna, attraverso feste popolari, siti archeologici, città patrimonio dell’Unesco, il mare.
 
La seconda parte della serata riporta in scena Gianni Coscia stavolta in duo con Gianluigi Trovesi: un sodalizio artistico ultraventennale, quello del fisarmonicista piemontese (di Alessandria) e del sassofonista-clarinettista lombardo (di Nembro), capaci di produrre sintesi sempre felicissime tra musica colta e popolare, sprigionando momenti di autentica passione nel ridisegnare in chiave jazz la tradizione folklorica.
 
 

  • Venerdì 12

Quattro jazzisti sardi di lunga esperienza e dai differenti percorsi artistici, per la prima volta riuniti insieme in un lavoro comune: si chiama Four And More il quartetto sotto la cui insegna si riconoscono il sassofonista Massimo Carboni, il pianistaAlessandro Di Liberto, il contrabbassista Nicola Muresu e il batterista Paolo Sechi. Apriranno la quinta giornata del festival,venerdì 12 mattina (ore 11) nella chiesa di San Nicola a Bortigiadas, con un concerto incentrato su brani originali e sulla ricerca del massimo interplay.
 
Ancora una chiesa, quella di San Pietro a Tempio Pausania, fa da cornice all’appuntamento del pomeriggio (inizio alle 18): a tenere banco, il canto e il pianoforte di Silvia Zaru, artista non vedente di origini sarde. Nata a Milano nel 1973, diplomata al Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città in Pianoforte, Didattica della Musica, Composizione e Jazz, conta cinque dischi all’attivo più uno di prossima uscita, “I like the sunrise”, registrato con Massimo Colombo (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso) e Tommaso Bradascio (batteria).
 
Alle 21.30 Time in Jazz apre i battenti della grande arena allestita nella piazza del Popolo, a Berchidda. Inaugura la serie di concerti sul “palco centrale” del festival il duo formato dal pianista Bugge Wesseltoft, tra le figure di punta della vivace scena jazzistica norvegese, e Christian Prommer, uno dei migliori producer di musica elettronica e batteristi d’Europa, da quindici anni sulla scena techno e jazz crossover. Piano, batteria, percussioni e elettronica per un progetto con una forte componente di libera improvvisazione.
 
Spazio quindi alla “Norma” di Bellini riscritta in versione jazz dal compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianistaPaolo Silvestri. Un progetto che ha debuttato l’estate scorsa a Catania nell’ambito del festival I Art con l’esecuzione dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e Paolo Fresu come solista, e che a Berchidda verrà riproposto da un organico che affiancherà elementi della stessa formazione a quelli dell’Orchestra Jazz della Sardegna, sempre sotto la bacchetta di Paolo Silvestri e con il trombettista sardo alle prese con le melodie del capolavoro di Bellini.
 
 

  • Sabato 13

La sesta giornata del festival, sabato 13 agosto, parte alle 11 dalla Tanca di Lu bagnu nei pressi di Loiri Porto San Paolo con il progetto BAM, acronimo formato dalle iniziali dei tre componenti dell’organico: il contrabbassista Marco Bardoscia, ilquartetto d’archi Alborada, la pianista Rita Marcotulli. Un progetto nato da un’idea del primo e della violinista Sonia Peana e che si muove, originariamente, su brani originali dello stesso Bardoscia e alcuni adattamenti studiati personalmente per questa formazione, per arrivare a composizioni della Marcotulli e del quartetto Alborada, in un crossover tra jazz, canzoni e musica da camera.
 
Ancora il pianoforte al centro del concerto pomeridiano con cui il festival fa scalo a Telti: alle 18, nella chiesa di Santa Vittoriasuona Stefano Battaglia, un altro nome di spicco della scena jazzistica italiana. Classe 1965, pianista attento al suono e alla melodia, forte di una solida preparazione musicale che l’ha portato dapprima a mettersi in luce in ambito “classico”, Stefano Battaglia conta un vasto curriculum di collaborazioni importanti e progetti propri, qualcosa come tremila concerti all’attivo, e una discografia di oltre cento titoli che gli ha fruttato premi e riconoscimenti in patria e all’estero. Nel 2004 ha inaugurato la collaborazione con la prestigiosa etichetta tedesca ECM, che ha pubblicato cinque album del pianista milanese: i due più recenti lo vedono alla testa dello stesso trio che sarà di scena domenica 14 a Tula.
 
Un inedito duo per una produzione originale di Time in Jazz al centro del primo concerto serale in piazza del Popolo a Berchidda: reduce dall’impegno del mattino con BAM, Rita Marcotulli dialoga stavolta con Mino Cinelu, polistrumentista (ma in particolare percussionista) francese con radici paterne in Martinica: un artista eclettico e dai molti talenti, come testimonia anche il lungo e prestigioso elenco di musicisti con cui ha collaborato, in studio di registrazione e sul palco; artisti di ambiti diversi (jazz, funk, rap, electro, flamenco e pop) e del calibro di Miles Davis, Weather Report, Herbie Hancock, Sting, Lou Reed, Antonio Carlos Jobim, Brandford Marsalis, Cassandra Wilson, Dizzy Gillespie, Elton John, Gato Barbieri, Gil Evans, Kenny Barron, Laurie Anderson, Pat Metheny, Pino Daniele, Richard Galliano, Stevie Wonder, Wayne Shorter, Zucchero, per fare qualche nome.
 
Nel secondo set della serata Time in Jazz cala l’asso: sulla ribalta di piazza del Popolo sale infatti Charles Lloyd, uno dei sassofonisti più importanti nella storia del jazz dell’ultimo mezzo secolo, qui alla testa del suo New Quartet con Jason Moranal pianoforte, Harish Raghavan al contrabbasso e Eric Harland alla batteria. Direttore musicale nel gruppo di Chico Hamilton e poi compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni 1960, Charles Lloyd ha guidato nella seconda metà del decennio una formazione storica (con un giovanissimo Keith Jarrett, tra gli altri membri) che ha registrato uno dei primi album jazz a vendere oltre un milione di copie. La sua capacità di coniugare lirismo espressivo con un senso di avventura musicale, l’ha portato anche a collaborare nei primi anni Settanta con gruppi come i Doors, i Canned Heat, i Beach Boys. Oggi, a settantotto anni compiuti a marzo, Charles Lloyd continua a dare prova del suo spirito creativo e avventuroso sia in concerto che in una fitta produzione discografica che si arricchisce sempre di nuovi titoli: il più recente è “I Long To See You”, uscito lo scorso gennaio per la Blue Note.
 
 

  • Domenica 14

È dedicata a Santa Lucia, compatrona di Berchidda e, per i devoti, protettrice degli occhi e della vista, la messa musicata in programma la mattina di domenica 14 (ore 9) nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano (patrono del paese). Ad accompagnare la funzione religiosa, l’enfant du pays Paolo Fresu al flicorno e gli archi del quartetto Alborada: Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola, Piero Salvatori al violoncello. Nato vent’anni fa, nel 1996, l’Alborada ha un repertorio che, accanto alle composizioni originali per l’ensemble, privilegia la musica barocca e del Novecento con particolare attenzione per gli autori minimalisti. Accanto all’attività propria del quartetto, il complesso d’archi è da sempre impegnato in collaborazioni a progetti in ambito jazzistico.
 
Dopo l’esibizione in piano solo del giorno prima, Stefano Battaglia torna in scena, stavolta a Tula nella chiesa di Santa Maria di Coros (ore 12) e alla testa del suo collaudatissimo trio, con Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, con cui ha registrato tre album per l’etichetta ECM: “The River Of Anyder”, “Songways” e il più recente “In The Morning”, un tributo, quest’ultimo, al compositore americano Alec Wilder (1907-1980), sulla cui opera Stefano Battaglia ha lavorato per anni, spaziando in modo trasversale dalle popular songs alle art songs, dalla musica per il teatro all’opera, dalla night music ai lavori per l’infanzia.
 
Secondo impegno anche per Mino Cinelu, atteso da un altro, inedito dialogo in musica, dopo quello con Rita Marcotulli: alle 18, nella suggestiva cornice del Castello Doria a Chiaramonti, il polistrumentista duetta con Paolo Fresu in una nuova produzione originale del festival.
 
Altre sonorità e atmosfere, alle 21.30 in piazza del Popolo a Berchidda, con il progetto Last Of Songs della cantante Irit Dekele Eldad Zitrin (sax, fisarmonica, piano), un sodalizio artistico nato cinque anni fa e consegnato alle tracce del primo, omonimo album: un disco caratterizzato dalla riuscita combinazione di differenti stili e colori musicali – jazz, folk contemporaneo, pop tradizionale – e con la convinzione dei due artisti israeliani che la musica sia un ponte tra differenti culture, senza differenze di religione, razza, colore e genere.
 
Poi, nella seconda parte della serata, sul palco di Berchidda piazza le tende Bombino con il suo desert blues. Goumar Almoctar, questo il nome all’anagrafe del chitarrista, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, in lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni ’60 – ’70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg; le sue melodie elettrizzanti trasudano un groove irresistibile, una versione del blues densa e magmatica.
 
Spenti i riflettori in piazza del Popolo, la vigilia di Ferragosto riserva una coda al vicino Parco della Musica con un’esibizione della Banda Bernardo De Muro di Berchidda insieme all’altra formazione del paese a base di fiati, la Funky Jazz Orchestra.
 
 

  • Lunedì 15

Come da tradizione, Time in Jazz saluta il giorno di Ferragosto nelle campagne intorno a Berchidda: il primo appuntamento èalle 11 alla chiesetta di San Michele, dove, dopo una breve conferenza sui temi ambientali, il pubblico potrà ancora apprezzare Bombino, stavolta insieme al “padrone di casa” Paolo Fresu e ad Amadou, chitarrista maliano atteso poi in serata sul palco di Piazza del Popolo per la festa finale insieme alla sua compagna d’arte e di vita, la cantante Mariam.
 
Al termine del concerto, come ogni Ferragosto, nella vicina chiesetta di Santa Caterina sarà possibile degustare i piatti della cucina locale nel tradizionale pranzo berchiddese.
 
Il pomeriggio continuerà quindi a Santa Caterina con il ritorno, dopo qualche anno di assenza dal festival, della gara di poesia improvvisata in lingua sarda a cura di Paolo Pillonca: protagonisti i poeti Bruno Agus e Salvatore Scanu, insieme al ricordo di Mario Masala, il grande poeta improvvisatore scomparso lo scorso autunno.
 
La sera di Ferragosto, in Piazza del Popolo, è come sempre divisa in due parti. La prima, alle 21,30 (con ingresso a pagamento), porta sul palco “Promise” il progetto del sassofonista francese Michel Portal in trio con il batterista americanoJeff Ballard e il chitarrista beninese Lionel Loueke. Clarinettista e sassofonista dalla tecnica impeccabile, forgiato alla scuola della musica classica occidentale, Michel Portal è da oltre quarant’anni una delle figure di primissimo piano del jazz europeo: improvvisatore ricercato e polistrumentista, sempre in cerca di nuovi territori sonori da esplorare, rifiuta l’idea che la musica si possa in qualche modo cristallizzare. Innumerevoli i riconoscimenti e le collaborazioni, tra cui spiccano quelle con Henri Texier, Daniel Humair, Martial Solal, J.F.Jenny-Clark, con cui ha fondato il rinomato Michel Portal Unit.

Altre sonorità caratterizzeranno la seconda parte della serata in piazza del Popolo quando, sgomberata la platea da tutte le sedie e aperti i cancelli con ingresso gratuito, partirà la tradizionale festa di Ferragosto di Time in Jazz, che quest’anno si affida alla musica di Amadou & Mariam, la coppia di artisti del Mali (entrambi non vedenti) che ha saputo fondere le radici della ricchissima tradizione musicale africana con le sonorità del blues, del reggae e un senso melodico del tutto originale. “Sou Ni Title”, il loro primo album registrato fuori dai confini africani, è uscito nel 1998 arrivando velocemente a vendere centomila copie, e facendogli guadagnare una posizione di tutto riguardo nel circuito della world music internazionale. Ma a consacrarli definitivamente come pietre miliari del genere, è stato l’album del 2005 “Dimanche à Bamako”, uno tra i dischi africani più venduti di ogni tempo, prodotto da Manu Chao.
 
 

  • Martedì 16 agosto

I giochi a Berchidda si chiudono la mattina di martedì 16 agosto, a mezzogiorno al Museo del Vino, con un altro appuntamento di rito a Time in Jazz: la presentazione (In collaborazione con le “Cantine del jazz”) della bottiglia di vino da collezione che ad ogni edizione riproduce sull’etichetta l’immagine grafica del festival.
 
 

  • Epilogo: Time in Sassari

Calato il sipario a Berchidda, l’epilogo delle nove giornate di musica, così come il loro prologo, è all’insegna di Time in Sassari. Due gli eventi in scaletta nella serata del 16. Il primo, alle 18, è il concerto in solo di Michel Portal nell’area archeologica diMuseddu, nei pressi di Cheremule. Poi, alle 21.30, gran finale con il desert blues di Bombino a Platamona, sulla costa nord della Sardegna, a una decina di chilometri da Sassari.
 
 

    • Biglietti e abbonamenti

    Biglietti e abbonamenti per il festival si potranno acquistare online su circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati a partire dal 15 aprile. 
    L’ingresso è a pagamento solo per i concerti serali che si tengono in piazza del Popolo e per i due concerti del 10 e 11 agosto al Centro Laber.
    Al Centro Laber, per il 10 Agosto, il biglietto intero costa 17 euro e il ridotto 15, mentre per la serata dell’11 agosto il prezzo del biglietto intero sarà di 25 euro e il ridotto 22 .
    Da quest’anno è possibile acquistare un abbonamento per le due serate al Centro Laber al costo di 35 euro (30 il ridotto).
    In Piazza del Popolo, per le serate del 12, 13, 14 agosto un biglietto intero in platea costa 25 euro, il ridotto 22; in tribuna 20 euro, ridotto a 17.
    Per la sera di Ferragosto si paga solo la prima parte: 17 e 15 euro in platea, 15 e 13 in tribuna. 
    Previsto un abbonamento per le serate dal 12 al 15: l’intero costa 70 euro, il ridotto 60.
    È anche possibile acquistare un abbonamento unico dal 10 a 15 agosto (per 6 serate) al prezzo intero di 90 euro, (80 il ridotto.)
    Riduzioni per studenti, under dodici e over sessantacinque
    Ingresso gratuito per tutti gli altri eventi.

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