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FederFauna: Accordo con SVI, ulteriore passo avanti per unita’ comparto rurale

E’ stato siglato ieri a Roma un importante Accordo Sindacale tra la FederFauna, Confederazione Sindacale degli Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali, e lo SVI, Sindacato Venatorio Italiano.

L’Accordo, che sancisce l’Affiliazione dello SVI a FederFauna, corona e rafforza una collaborazione sempre piu’ stretta tra comparti produttivi ma anche sociali legati al mondo rurale.

Il mondo della caccia in Italia rappresenta complessivamente un indotto economico di 1,39 miliardi di euro e conta circa 6.500 addetti diretti solo nel comparto delle armi sportive, per arrivare a circa 45 mila unita’ nell’indotto (rilevazione 2011), rappresentate da diverse organizzazioni settoriali.

Conta inoltre piu’ di 700.000 appassionati, buona parte dei quali rappresentati da Associazioni Venatorie che a loro volta hanno iniziato un percorso di unificazione.

Lo SVI, organizzazione unica nel suo genere, opera per creare sinergie tra questi mondi, ed ora, con l’adesione a FederFauna, anche con tutte le altre figure, persone e imprese, che esercitano attivita’ connesse agli animali.

Il presidente SVI Mauro Panella ha dichiarato che “l’accordo con FederFauna, condiviso all’unanimita’ dai dirigenti di tutto il Consiglio Nazionale dello SVI, rafforza e va fermamente a completare quelle idee fondanti della nostra associazione, che lotta in ogni sede opportuna mettendoci la faccia, non solo per restituire ai cacciatori i loro diritti, ma anche per divulgare la cultura della caccia e con essa tutto cio’ che e’ legato e circoscritto ad essa, per un sano ambiente, una sana e genuina agricoltura dello spazio rurale e per la lotta al bracconaggio. Nessuno mai potra’ strapparci le nostre tradizioni.”

Grande soddisfazione per l’Accordo e’ stata manifestata anche dal Segretario Generale di FederFauna Massimiliano Filippi, che lo ritiene un “ulteriore passo avanti verso il superamento della frammentazione della rappresentanza del mondo di chi opera con gli animali nel rispetto degli stessi, ma anche, soprattutto, dell’Uomo e dei valori e le tradizioni della Cultura Rurale.”

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