Esteri

Re Mohammed VI al Summit Marocco – Paesi del Golfo a Riad. Uniamoci tutti!

La partecipazione del re Mohammed VI il 20 aprile a Riad al vertice Marocco – Paesi del Consiglio Cooperazione del Golfo (CCG), non ha solo la vocazione economica, ma anche politica e geopolitica e avviene in un clima di guerre e di terrorismo in diverse zone del mondo arabo e ad alcuni giorni dalle tensioni tra il Marocco e il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.

Il sovrano, nel suo discorso, ha ricordato che “nel 1975, delle delegazioni dell’Arabia Saudita, Kuwait, di Qatar, Oman e Emirati Arabi, con la presenza significativa di Cheikh Mohammed Bin Zayed Al-Nehyane, il Principe Ereditario di Abu Dhabi ha partecipato al Marcia Verde”, è la stessa posizione che questi paesi hanno ribadito durante l’ultima crisi con il SG dell’ONU. “Ma questa volta, la situazione è grave e indetta nella Storia di questo conflitto artificiale suscitato attorno alla marocchinità di Sahara (…) le cose sono arrivate al punto di ingaggiare una guerra per procura di cui il segretario generale delle Nazioni Unite è strumentalizzato per provare a pregiudicare i diritti storici e legittimi del Marocco che riguardano suo Sahara, come ne testimoniano le dichiarazioni parziali del responsabile dell’ONU e i suoi atteggiamenti afferenti al Sahara marocchino”, ha detto il sovrano.

Che cosa può fare il segretario generale mentre ammette di non avere una conoscenza completa della questione di Sahara marocchino, cosi com’è il caso di numerose altre questioni? Aggiungendo che cosa può fare il SG, mentre lui è l’ostaggio di certi dei suoi collaboratori e dei suoi consiglieri, ai quali delega la sopravisione della gestione di numerosi dossier importanti accontentandosi d’applicare le proposte che loro gli presentano. E il Re a precisare: Si sa anche che alcuni fra questi funzionari hanno percorsi nazionali e Background politici particolari, e che servono gli interessi di altre parti, senza rispetto dell’obbligo di neutralità e d’obiettività al quale sono tenuti di fatto della loro appartenenza all’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Tengo qui a sottolineare che il Marocco non ha alcun problema né con le Nazioni Unite di cui è un membro attivo, né con il Consiglio di sicurezza di cui rispetta i membri con i quali interagisce in modo permanente. Il problema è, piuttosto, con il Segretario generale, ed in particolare con alcuni fra i suoi collaboratori a causa delle loro posizioni ostili al Marocco”, ha spiegato il sovrano, ricordando che “il Marocco ha sempre coordinato, sul tema di questo conflitto artificiale suscitato attorno alla sua integrità territoriale, con i suoi amici tradizionali, come gli Stati Uniti d’America, la Francia e la Spagna, e con i suoi fratelli arabi, in particolare i paesi del Golfo, ed africani come il Senegal, la Guinea, la Costa d’Avorio ed il Gabon”.

Mohammed VI ha evidenziato i piani d’aggressione attentatrice alla stabilità araba continuano sempre e non cesseranno, infatti, dopo aver spezzato e distrutto un numero di paesi arabi orientali, se ne prendono oggi al suo lato occidentale. L’ultima in data riguarda le manovre orchestrate contro l’integrità territoriale del Marocco. “Niente di nuovo, poiché gli avversari del Marocco dispiegano tutti i mezzi, diretti ed indiretti, nelle loro manovre flagranti”. E “tentano, secondo le congiunture, sia di delegittimare la presenza del Regno in suo Sahara, sia di sostenere l’opzione dell’indipendenza e la tesi separatista, o ancora d’indebolire l’iniziativa d’autonomia che la Comunità internazionale attesta la sua serietà e la sua credibilità”.

Il Marocco ha sempre considerato che la sicurezza e la stabilità dei paesi del Golfo Arabo sono indissociabili dalla sua sicurezza.

La situazione è grave, soprattutto nei confronti della confusione palese nelle prese di posizione e del doppio linguaggio nell’espressione dell’amicizia e dell’alleanza, parallelamente ai tentativi di pugnalate al dosso”, ha messo in guardia il Re, aggiungendo che “affrontiamo complotti che mirano a minacciare la nostra sicurezza collettiva”. “Ne vogliono a ciò che resta dai nostri paesi, che hanno potuto preservare la loro sicurezza, la loro stabilità e la perennità dei loro regimi politici”, ha fatto osservare il sovrano, citando in questo quadro gli Stati del Golfo arabo, il Marocco e la Giordania, che costituiscono un porto di pace e di sicurezza per i loro cittadini, e un elemento di stabilità nel loro ambiente.

Il Re ha, d’altra, parte rilevato che il vertice Marocco – Paesi del Golfo si tiene in una congiuntura delicata, precisando che la regione araba vive al ritmo di tentativi di cambiamento di regimi e di divisione degli Stati, come è il caso in Siria, in Iraq ed in Libia, con tutto ciò che ciò comporta come massacri, esodi ed espulsioni di bambini della patria araba.

Dopo di ciò che fu presentata come una primavera araba che ha causato tante devastazioni, desolazioni e di drammi umani”, oggi si vive un autunno disastroso, con l’intenzione di fare mano bassa sulle risorse degli altri paesi arabi e rompere le esperienze riuscite di altri Stati, come il Marocco, minacciando il suo modello nazionale originale che lo distingue. “Rispettiamo la sovranità degli Stati e rispettiamo le loro scelte e i loro orientamenti, per stabilire e sviluppare le loro relazioni con i partner che vogliono”.

Il Re ha tuttavia segnalato che ci sono nuove alleanze che rischiano di condurre a divisioni e a una ridistribuzione delle carte nella regione. Sono, in realtà, tentativi che mirano a suscitare la discordia e a creare un nuovo disordine che non risparmia alcun paese, con ripercussioni pericolose sulla regione, o sullo stato del mondo.

Per il sovrano, l’ora della sincerità e della verità ha suonato. Il mondo arabo “attraversa un periodo critico poiché ciò che vivono alcuni paesi non è un’eccezione, ma si iscrive piuttosto nel quadro di piani programmati che ci mirano tutti”. Infatti, il terrorismo non fa che nuocere alla reputazione dell’Islam e dei musulmani, e che “alcuni se ne servono anche come un pretesto per dividere i nostri paesi e per seminare la zizzania”.

Per il sovrano, “questa situazione esige d’aprire un dibattito franco e profondo tra i vari riti per correggere le mistificazioni, mettere in luce la vera immagine dell’Islam e riattivare i valori di tolleranza che sono nostri”. Mohammed VI ha, in questo senso, fatto osservare che “non si tratta di una questione legata a un paese determinato, bensì della nostra necessità di una presa di coscienza collettiva rispetto a queste sfide e di una volontà reale di rinnovare nostro patto strategico sigillato con i nostri partner secondo termini ben definiti che devono disciplinare le nostre relazioni per i futuri decenni’.

Il sovrano ha affermato che ”oggi più che mai, abbiamo bisogno di posizioni unite e chiare che raccolgono tutti i paesi arabi’. “Poiché, sia ci uniamo gli uni agli altri come una sola entità ed all’immagine di una struttura ben costruita, sia saremo al contrario di ciò che vogliamo essere”, ha detto il sovrano.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close