
La Corte d’appello di Milano ha dichiarato illegittimo il comportamento della società di ricerca del personale, che dovrà risarcire la giovane di origine egiziana. Nella sentenza i giudici, hanno dichiarato discriminatorio e quindi illegittimo il comportamento dell’agenzia di ricerca del personale ribaltando la sentenza di primo grado del Tribunale di Lodi, e condannando la società a risarcire la giovane.
Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non si tratta infatti del primo caso. Anche questi comportamenti hanno carattere discriminatorio quando, come in questo caso, negano il lavoro alla giovane per il velo che indossa. Anche la Corte europea ha sempre sancito che le limitazioni che incidono sulla libertà religiosa possono essere introdotte solo a tutela di diritti personali altrettanto importanti, come la sicurezza o l’incolumità personale non certo per inseguire un presunto gradimento della clientela.
Lecce, 5 maggio 2016