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Sardegna: la tassazione secondo la CNA

OSSERVATORIO PERMANENTE CNA SULLA TASSAZIONE

DELLA PICCOLA IMPRESA – RAPPORTO 2016

 

SARDEGNA

 

La pressione fiscale complessiva è in leggero calo rispetto al 2014, valore medio nazionale pari al 60,9% (total tax rate) ma la tassazione in tre città capoluogo isolane rimane superiore alla media italiana

 

Sassari è la città più tartassata dell’isola, al 14° posto in Italia con una pressione fiscale del 66,1%: un reddito d’impresa di 50 mila euro al netto delle tasse si assottiglia a 16.964

 

Un imprenditore sassarese lavora dal primo gennaio al 29 agosto per pagare il Fisco

 

Seguono Olbia al 33° posto con il 63,1%, Cagliari 62,2%

 Nuoro vicina alla media nazionale, Oristano 58,4%

Iglesias e Carbonia graziate dalle agevolazioni nazionali vantano la minor pressione fiscale

 

Piras e Porcu (CNA): l’alta tassazione aggravata dalla complessità delle procedure confligge con lo sforzo che le aziende stanno compiendo per superare la crisi

Diminuisce la pressione fiscale complessiva sulle imprese italiane Total Tax Rate rispetto agli anni 2012, 2013 e 2014, attestandosi nel 2015 mediamente intorno al 60,9% (3,4% in più comunque rispetto al 2011, l’anno zero del federalismo fiscale), ma tornerà leggermente a crescere +0,1% nel 2016. La città sarda più tartassata continua ad essere Sassari dove l’incidenza del Fisco sulle piccole e medie imprese e sugli artigiani è del 66,1% (+5,7% rispetto al 2011). A Sassari un artigiano o un piccolo imprenditore dovranno lavorare otto mesi, dal primo gennaio al 29 agosto 2016, solo per pagare l’Erario. Sassari è inoltre una delle città italiane dove è maggiore l’incidenza della TASI che mediamente ha pesato 220 euro, ma nel capoluogo turritano ha raggiunto 1300 euro. All’artigiano o piccolo imprenditore sassarese al netto delle incombenze tributarie resterà in cassa una parte bassissima del reddito aziendale: su 50mila euro ne rimarranno soltanto 16.964 ( -2.826 rispetto al 2011)

 

La provincia sarda in cui si pagano meno tasse continua ad essere Carbonia Iglesias che, grazie al suo triste primato di provincia più povera d’Italia, ha ottenuto dallo Stato molte agevolazioni fiscali. I dati sono peraltro ulteriormente migliorati rispetto allo scorso anno e risultano addirittura inferiori rispetto al 2011. A Carbonia la pressione fiscale è del 55,3,% e un piccolo imprenditore o un artigiano devono lavorare per pagare l’Erario “solo” fino al 20 luglio. Ad Iglesias invece il peso delle tasse e è del 56,4% e per pagare l’Erario di deve lavorare fino al 25 luglio.

 

I dati sul carico fiscale delle piccole nelle città sarde sono contenuti nel Rapporto 2016 dell’Osservatorio CNA sulla tassazione della piccola impresa curato dal Centro studi e dal Dipartimento politiche fiscali dell’associazione artigiana, che ha misurato e quantificato la pressione fiscale di 124 città italiane (tutti i capoluoghi di Regione e di Provincia) facendo riferimento a un’azienda italiana tipo: un’impresa manifatturiera individuale con cinque dipendenti, un laboratorio, un negozio e un reddito di 50 mila euro all’anno. Per questa tipologia di impresa è stato calcolato il Total Tax Rate (il prelievo totale delle amministrazioni pubbliche sul reddito) e sono state determinate le variazioni del carico fiscale dal 2011 al 2016.

 

IL TOTAL TAX RATE

 

Tra fisco nazionale, regionale e comunale nel 2016 il peso complessivo del fisco (Total Tax Rate) per artigiani e PMI dovrebbe attestarsi al 61%, +0,1% sul 2015 (era al 63,9% nel 2014). Dato che continua ad essere leggermente al di sopra del 59,2% raggiunto nel 2011, l’anno zero del federalismo fiscale.

 

La classifica complessiva della Cna – che elabora i dati fiscali dal 2011 al 2015 e li compara con le previsioni per il 2016 – attribuisce a Reggio Calabria il primo posto nella classifica 2016 con una pressione fiscale complessiva che tocca addirittura il 73,2%. Rimane seconda Bologna, con il TTR al 71,9 per cento. Sale di una posizione Roma, terza, con il TTR al 69,8 per cento. Al Total Tax Rate corrisponde, ovviamente, anche il Tax free day, il giorno della liberazione fiscale. Sono le piccole imprese di Reggio Calabria a dover lavorare di più per il fisco: fino al 24 settembre, quasi un mese e mezzo oltre la media che cade il 10 agosto. Seguono Bologna (19 settembre), Roma (11 settembre) Catania e Firenze (7 settembre), Bari (5 settembre), Napoli (4 settembre), Salerno e Cremona (31 agosto), Foggia (30 agosto). All’opposto il comune meno oneroso è Gorizia, dove l’incidenza del peso totale della fiscalità sulle piccole imprese si ferma al 54,4 per cento. Gorizia ha tolto lo scettro a Cuneo, ora seconda con il 54,5 per cento alla pari con Belluno.

 

 

Quanto alla Sardegna, Sassari è quattordicesima nella graduatoria nazionale con una pressione fiscale del 66,1% (+5,7% rispetto al 2011). Segue Olbia al 33° posto con una pressione fiscale del 63,1% (+2,3% rispetto al 2011), Cagliari al 44° con il 62,2% (+3,6% rispetto al 2011),  Nuoro al 60° con una pressione fiscale del 60,5% (+2,9% rispetto al 2011), Oristano al 97° posto con una pressione fiscale del 58,3% (+0,7% rispetto al 2011), Iglesias al 113° posto con una pressione fiscale del 56,4% (-0,8% rispetto al 2011) e infine Carbonia al 119° posto con una pressione fiscale del 55,3% (-0,7% rispetto al 2011).

 

 

IL TAX FREE DAY

 

Lo studio della Cna ha elaborato i dati in modo da comprendere in modo semplice ed efficace fino dove arriva in dodici mesi la mano del fisco sulle piccole imprese. Se ad esempio un’impresa di Gorizia o di Cuneo smetterà di lavorare per pagare le tasse il 17 luglio, a Reggio Calabria artigiani e imprenditori dovranno lavorare per il Fisco addirittura fino al 24 settembre.

 

Quanto alla Sardegna, a Carbonia si lavorerà per l’Erario fino al 20 luglio (163 giorni di lavoro destinati alla famiglia), ad Iglesias fino al 25 (158 giorni tax free), ad Oristano fino al 31 luglio (152 giorni tax free), a Nuoro fino all’8 agosto (144 giorni tax free). A Cagliari un artigiano o un piccolo imprenditore dovrà lavorare per il Fisco fino al 15 agosto (137 giorni tax free), ad Olbia fino al 18 agosto (134 giorni tax free), mentre, come detto, a Sassari smetterà di lavorare per pagare l’Erario solo il 29 agosto, destinando solo 123 giorni di lavoro alla sua famiglia.

 

 

 

IL REDDITO RIMANENTE AL NETTO DELLE TASSE

 

L’elaborazione finale dello studio della Cna focalizza infine la questione più importante di tutte: nel 2016, dopo aver pagato le tasse, quanto resterà alle imprese?

In premessa bisogna dire che tutti i calcoli del Centro studi della Cna hanno preso come riferimento un’impresa manifatturiera individuale, con un laboratorio di 350 metri quadri, un negozio di 175 metri quadri, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro/anno e un reddito d’impresa di 50mila euro/anno.

 

Il risultato di questa elaborazione è sconcertante. Facendo la media di tutti i comuni italiani si arriva ad una cifra di 19.497 euro. A Gorizia, la città che a quanto pare tratta fiscalmente meglio artigiani e Pmi, dopo aver pagato tutte le tasse i 50mila euro diventeranno 22.800. Quanto alle città dove il fisco è più pesante, a Reggio Calabria 50mila euro diventano addirittura 13.377, a Bologna 14.043 e a Roma 15.116.

 

 

Quanto alla Sardegna, anche i redditi degli imprenditori isolani subiranno nell’anno un vero e proprio salasso. La maglia nera, come detto, spetta a Sassari dove dopo aver pagato le tasse degli originari cinquantamila rimarranno 16.964 euro (-50 euro rispetto all’anno precedente), con una decurtazione di ben 2.826 euro rispetto al 2011. Ad Olbia rimarranno invece 18.464 euro (-1.113 euro rispetto all’anno precedente), con una decurtazione di 1.310 euro rispetto al 2011. A Cagliari all’imprenditore o all’artigiano che avrà pagato fino all’ultimo euro al Fisco resteranno invece 18.916 euro (-56 euro rispetto all’anno precedente) con una decurtazione di 1.781 euro rispetto al 2011. A Nuoro rimarranno 19.774 euro (-58 euro rispetto all’anno precedente) con una decurtazione di 1.406 euro rispetto al 2011. A Oristano resteranno 20.835 euro (-60 euro rispetto all’anno precedente) con una decurtazione di 353 euro rispetto al 2011. A Iglesias rimarranno 21.776 euro (-61 euro rispetto all’anno precedente) con un aumento di 371 euro rispetto al 2011. Infine ad un artigiano o imprenditore di Carbonia rimarranno 22.344 euro (-61 euro rispetto all’anno precedente) con un aumento di 330 euro rispetto al 2011.

 

 

«Questi datidichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu rispettivamente presidente e segretario regionale della CNA. evidenziano come anche sulle piccole imprese sarde il livello della pressione fiscale rimanga insostenibile e confligga con lo sforzo che le aziende stanno compiendo per superare l’eccezionale condizione di difficoltà economica che affligge il tessuto produttivo isolano.

 

 Riteniamo sempre più urgente una riforma complessiva del sistema fiscale del nostro paese in cui la pressione fiscale è giunta oramai a livelli insostenibili tra tassazione nazionale e prelievi locali. I nostri imprenditori sono inoltre penalizzati dalla enorme complessità delle procedure: un mix che determina minore produttività e competitività delle imprese, produce l’allungamento della stagnazione economica e uccide ogni possibilità di ripresa economica».

 

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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