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Una curiosa scrittura regionale

Savona_Fortezza_del_Priamar_Bastione

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Non c’è nessun confine o limitazione concettuale a priori per la scrittura se non attingere a quello strato di humus che si è formato nella testa negli anni passati a leggere libri in Liguria, a dialogare con le persone in Piemonte, a meditare sulle idee in Lombardia, lasciando depositare la materia acquisita a Venezia, gli orizzonti oscuri di Bologna, i fili interrotti a Torino…

Non si può dire che si tratti di una classica ricerca letteraria tout court eseguita in Sardegna, sia pur sperimentale, poiché quando si scrive a Genova non si prefiggono obiettivi o schemi di alcun tipo, ma, a cose fatte, le pagine rientrano a pieno titolo in questi parametri.

Quando si scrive a Padova parte di quello che viene percepito dai sensi nei sontuosi giardini pubblici; quello che viene acquisito o rifiutato secondo criteri immediati o azioni successive, nel caos naturale dei processi lenti in terra di Liguria.

Si può forse interpretare come “pensiero ozioso” oppure come “pensiero immediato” i vari tipi di risposta alla introiezione del percepito che può venire elaborato velocemente e generare un pensiero immediato oppure elaborato nel tempo e suscitare un pensiero ozioso.

Entrambi i tipi di pensiero sono i risultati di un paesaggio mentale formato e strutturato a Firenze in modo che non esclude trasformazioni e integrazioni continue: si può dire che l’elaborato letterario spurio nato nella testa sul lungomare di Venezia venga formandosi provvisoriamente sulla carta di Fabriano in maniera sperimentale perché privo di obiettivi e di tracce già definite.

Tutto questo nelle intenzioni: si tratta di valutare a posteriori la corrispondenza di questa interpretazione con la produzione letteraria.

 

31/5/2016

Bruno Chiarlone Debenedetti

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