
Lo studiolo Accorsi era il luogo in cui il celebre antiquario amava ritirarsi per leggere, studiare un’opera d’arte, o ricevere gli ospiti. Chi passava in via Po 55 difatti – che fossero ospiti illustri, come Agnelli, Ford, Abegg, Viale, Einaudi, o semplici visitatori – non mancava di fare due chiacchere con Accorsi proprio in questa stanza.
Allestito nello studiolo, che presenta alle pareti come boiserie una stuba valtellinese del Seicento, è possibile ammirare splendidi vetri di Chiusa Pesio, Maioliche di Strasburgo, Maioliche rinascimentaliitaliane, alcune terrecotte di Francesco Ladatte ed un raro biscuit di Meissen raffigurante “La venditrice di amorini”.
Lo studiolo era l’ultimo tassello del percorso museale ancora chiuso al pubblico: ci piace pensare che d’ora in poi chi passerà a trovarci, visitandolo, potrà dare un suo personale saluto al “Principe degli Antiquari”.