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Ludopatia online: l’importanza della terapia cognitivo comportamentale

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Il gioco d’azzardo in rete ha portato un aumento di casi di gioco patologico. Come capire se si è affetti da questa malattia e quali strategie applicare per uscirne

Il gioco è bello quando dura poco. O almeno, quando non si gioca troppo. L’espansione del gambling nelle abitudini ludiche degli italiani è stata accolta di buon grado dalle aziende del settore e dallo Stato, sottovalutando forse i rischi che questa comporta. La ludopatia su tutti, visto che il numero di chi non riesce a staccarsi dalla propria abitudine cresce in continuazione.

Il problema principale è la sensazione connessa alle sconfitte. Il giocatore ludopata sente la necessità di giocare per rientrare dalle perdite, amplificando quella che dagli specialisti viene chiamata strategia del rinforzo intermittente. Un consiglio per prevenire il pericolo è avvicinarsi al gioco d’azzardo con la sola intenzione di divertirsi, investendo somme irrisorie rispetto alle proprie possibilità economiche. Avere l’aspettativa di trarre guadagno dalle scommesse è il primo passo per rimanere intrappolati nel vortice del gioco compulsivo, perché ogni puntata persa costringe ad aumentare le giocate e la posta in palio. Con la conseguenza che più si perde e più si cerca disperata una vittoria che permetta di rientrare almeno in una piccola parte della somma spesa. Una rincorsa infinita, perché il “pareggio di bilancio” rimane un lontano miraggio. L’obiettivo del guadagno sia un’esclusiva dei professionisti, più esperti nel campo e comunque passati a questo status dopo anni di applicazione.

Il problema della ludopatia è la difficoltà nel riconoscimento. Un giocatore compulsivo non riesce ad ammettere facilmente il proprio problema, e tende a negare il tempo che spende per le scommesse. Oltre a pensare a come passare più tempo per puntare il proprio denaro. Quando però si riesce ad ammettere il problema nel 75% dei casi si arriva a evitare di ricadere nella trappola della ludopatia. La terapia considerata più efficace è la cognitivo-comportamentale, che consiste nel percorrere all’indietro le tappe che hanno portato al gioco compulsivo.

Quindi si individuano le abitudini collegate allo scommettere, cercando di eliminarle dalla giornata. Ad esempio, se solitamente il giocatore è solito collegarsi a un sito di gambling nelle pause di pranzo di lavoro, si consiglia di impiegarle nella lettura di un libro o si coinvolgono le persone più care per passare del tempo insieme a loro. Oltre a questa strategia, non bisogna dimenticare che diverse aziende di gambling hanno impiegato le loro forze per contrastare la ludopatia. Molte hanno infatti deciso di permettere agli utenti di impostare un limite massimo di ricarica settimanale, per convincere i propri clienti a non esagerare nel gioco. Soltanto una goccia nell’oceano, perché spetta comunque al giocare impostare l’asticella da non superare. Per questo può essere utile chiedere aiuto a uno psicologo o una persona cara, che possa seguire i momenti più difficili del tentativo di smettere di giocare in modo compulsivo.

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